Dopo la sconfitta del 4 dicembre 2016, e dopo il breve esilio lontano
dalla segreteria PD, ritorna Renzi.
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domenica 30 aprile 2017
martedì 14 febbraio 2017
Direzione PD, la scelta scenografica
La
Direzione del PD si è conclusa ieri 13 Febbraio 2017; lasciando da parte ogni considerazione di
cronaca politica, soffermiamoci per un attimo sulla scenografia e la possiamo
trovare molto particolare.
In tutti i convegni o assemblee normalmente e tradizionalmente
chi interviene parla da un piccolo podio a lato o parla dallo stesso tavolo
della presidenza.
In questa particolare assise chi è intervenuto
si è trovato schiacciato in fondo e sottoposto prima alla diretta osservazione
di due tavoli di presidenza. Il Capo è proprio accanto, e chi interviene è costretto ad osservare per prima cosa tutte le
facce che sta facendo il capo; l’uditorio della platea è ben lontano e chi
interviene è come costretto a fare un salto per parlare a tutti gli altri.
Questa inusitata scenografia non sarà stata di
certo casuale. (f.z.)
sabato 11 febbraio 2017
La Brexit e l’assurdo capolavoro laburista
La Brexit passa alla Camera dei Comuni, e Theresa
May può far scattare a marzo l’inizio delle trattative con la UE per
l’applicazione l’articolo 50 del Trattato di Lisbona.
Il
capolavoro dello schiacciante voto favorevole (494
a 122) è stato determinato da Jeremy Corbyn (leader laburista), che in nome del rispetto della volontà popolare ha detto Sì
alla Brexit; anche se lui stesso era
stato contrario al momento del referendum ed una buona parte del suo partito
sosteneva di continuare ad opporsi nella
sede del Parlamento .
giovedì 19 gennaio 2017
Raggi legittima come Sindaco – il margine del ricorso PD
Respinto ricorso PD - Raggi legittima come sindaco; ma il
Tribunale civile di Roma non si esprime sul contratto di Grillo, e dice che il
ricorrente non era portatore di interesse per agire in giudizio.
lunedì 2 febbraio 2015
Due posti liberi alla Corte costituzionale
Dopo un
estenuante numero di votazioni in Parlamento il 6 novembre 2014 fu eletta
Silvana Sciarra (con il voto del M5S) e fu accantonata l’elezione del
quindicesimo membro mancante, non riuscirono a mettersi d’accordo e lasciarono
la Corte Costituzionale zoppa di un membro. Ora, a seguito della elezione di
Mattarella alla Presidenza della Repubblica, si libera un posto alla Corte costituzionale e
i posti liberi diventano di nuovo due; tra poco cominceranno di nuovo le grandi
manovre (e visto l’alto quorum previsto si riproporrà nuovamente l’alleanza con
Forza Italia o in alternativa con il Movimento 5 stelle).
Da Wikipedia: L'elezione a
opera del Parlamento in seduta comune avviene a scrutinio segreto e con la maggioranza
dei due terzi dei componenti dell'assemblea. Per gli scrutini successivi al
terzo è sufficiente la maggioranza dei tre quinti. L'alto quorum ha spesso
determinato ritardi (oltre il termine di un mese previsto da norma
costituzionale) nell'elezione dei giudici, pericolosi perché la Corte per
funzionare necessita di almeno 11 giudici. Tanto che nel 2002 per la prima
volta la Corte ha rinviato la discussione su una delle cause in ruolo per
mancato raggiungimento del quorum di 11 giudici.
mercoledì 21 gennaio 2015
Ciò che è scritto si può leggere
Il leader della Lega
si può arrabbiare, lo faccia pure; ma ciò che è scritto nella Costituzione si
può leggere prima di cominciare a raccogliere delle firme per un referendum.
Ecco l’articolo 75 della Costituzione relativo al referendum
Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale
o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo
richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è
ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di
indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini
chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato
alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la
maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
La
Legge Fornero, che ha fatto dei disastri
in materia di pensione è una legge di bilancio, sicuramente odiosa e ingiusta
per tante persone, ma nel suo istituirsi una legge di bilancio prevede
contropartite in materia di cassa, non può essere cancellata senza istituire
un’altra legge per pareggiare la cassa. Il referendum nella nostra Costituzione
è solo abrogativo e cancellare una legge di bilancio senza istituire una
contropartita di cassa non è possibile. In ogni caso un referendum su leggi di
bilancio è chiaramente escluso per quanto dice l’articolo 75. La Corte
costituzionale deve applicare gli articoli della Costituzione. Faccia Salvini
le necessarie alleanze in Parlamento per modificare quella legge e non si lamenti
della fine della democrazia, era già previsto dalla stessa democrazia
costituzionale come sarebbero andate le cose. Se poi la raccolta delle firme è
stata fatta per una grande campagna pubblicitaria, allora è un’altra cosa.
21/01/15
francesco zaffuto
lunedì 24 novembre 2014
GRILLO E L’ASTENSIONE
I tre Big: Renzi ha già detto che ha vinto e che
l’astensionismo è un fatto secondario, Berlusconi sta tardando a parlare, Grillo
dal suo blog ci fa sapere
“Un
dato per tutti: l'astensionismo non ha
colpito il M5S”
Poi passa a confrontare i voti ottenuti nelle due
elezioni regionali in Emilia Romagna
regionali 2010 6% 126.619 voti
regionali 2010 6% 126.619 voti
regionali 2014
13,26% 159.456 voti
L’arguto politico non
intende confondere le elezioni regionali con quelle politiche e di conseguenza
sentenzia che i suoi voti sono aumentati.
Potrebbe dire che trattasi di aumento anche per i risultati in
Calabria dove passa da uno 0 per la
lista non presentata a un 5,39% con 14.485 voti.
Ma ci sono state altre elezioni, quelle recenti europee di maggio e quelle politiche del vicino 2013, con ben altra musica.
Ma ci sono state altre elezioni, quelle recenti europee di maggio e quelle politiche del vicino 2013, con ben altra musica.
Ebbene nelle politiche del 2013 i voti in Emilia Romagna erano per
il Movimento 5 stelle alla Camera il 24,65% ben 658.475 voti
alle elezioni europee di maggio 2014 erano il 19,23% ben 443.936
voti
In Calabria nelle politiche del 2013 erano il 24,86% ben 232.811 voti
nelle europee del maggio 2014 erano il 21,50% ben 160.828 voti.
Le persone che sono andate a votare in quei due appuntamenti
elettorali (politiche 2013 ed europee 2014) erano persone abitanti dell’Emilia Romagna e
della Calabria, non erano altre persone e potevano benissimo votare per le
regionali per il movimento 5 stelle, hanno preferito non farlo.
Quelle persone, se si
confrontano i dati con i migliori risultati del 2013 sono:
658.475 (persone emiliane e romagnole)
232.811(persone calabresi)
891.286 (totale persone che nel 2013 votarono M5S)
Gli attuali votanti sono 159.456 + 14.485 = per un totale di 173.941
Quindi 891.286 - 173.941= Il risultato è di meno 717.345 Persone.
Non mi piace di fare il censore del Movimento 5 Stelle, è stato un
movimento sul quale in tanti abbiamo riposto speranze. Il risultato del 2013
era straordinario, ma quando si vince e si preferisce rinviare le
responsabilità politiche derivanti dalla
vittoria si paga un prezzo. La realtà, dopo le elezioni del 2013, imponeva un patto per un governo di sinistra
con l’appoggio di 5stelle, un patto magari per fare solo una cosa: il reddito
minimo per chi è disoccupato. A quella necessità storica non si è voluto
rispondere, si è determinato l’isolamento del Movimento 5 stelle, l’operazione
di ripescaggio di Berlusconi, il governo Letta, l’elezione di Napolitano e poi
la successiva ascesa di Renzi. Oggi è miserrimo dire che l’astensionismo non ci
tocca, ne sanno qualcosa quei lavoratori disoccupati che hanno scelto di non
votare e ne sanno qualcosa anche quelli che hanno scelto di votare nonostante
tutto.
24/11/14
francesco zaffuto
Immagine – struzzo con testa dentro la sabbia
Rottamata l’Emilia Romagna
La
regione che si caratterizzava per la partecipazione democratica registra questi
dati: votanti 37,7%; astenuti 62,3%. Chi vince, sul piano della legittimità,
con il 48% dei voti in realtà, sul piano dei conti della democrazia,
rappresenta solo il 18,09% degli
aventi diritto al voto.
La
caduta della soglia dei votanti del 50% mette in crisi il concetto di
maggioranza democratica; la maggioranza
non si esprime e la minoranza governa per effetto della forza della legge. Si
potrà dire che questo già accade in tante democrazie occidentali, ma è la prima
volta che accade in Italia in modo così lampante.
Nel
limitato scenario dei votanti si legge: una vittoria del PD renziano, una
elevata affermazione della Lega di Salvini, un tracollo di Forza Italia, un
forte ridimensionamento del movimento a 5 stelle.
Nell’ampio
scenario dei non votanti è difficile leggere, si possono fare solo degli
interrogativi:
si
ripeterà una forte astensione quando ci saranno l’elezioni politiche?
una
rinnovata partecipazione al voto potrà determinare scenari politici
completamente diversi?
ci
sarà un definitivo tracollo dell’esercizio di voto come partecipazione alla
politica?
A
questi tre interrogativi non si riesce a dare una risposta, è probabile che
limitatamente potranno verificarsi tutti e tre gli aspetti.
In
un sistema politico dove chi ottiene i voti è legittimato a prescindere dalla
percentuale dei votanti, e dove si ipotizza un premio maggioranza, l’astensione
paradossalmente rafforza tecnicamente il gruppo vincente e indebolisce gli
oppositori.
Il
vincente, cinicamente o anche non cinicamente, può tirarsi i suoi calcoli e da
quei calcoli sentirsi confortato: in fin
dei conti ho vinto, prendo il potere, “il potere logora chi non ce l’ha”.
24/11/2014
francesco zaffuto
venerdì 28 marzo 2014
Il dentro e il fuori di Grillo
Certo ognuno a casa propria può fare quello che vuole, ma quali sono i limiti della propria casa?
In Italia ed anche in Europa le regole elettorali prevedono che il parlamentare eletto non abbia alcun vincolo di mandato, è libero di fare proposte legislative e di votare come vuole secondo coscienza, non deve rispondere a partiti e gruppi delle sue scelte, poi se la sua coscienza lo lega a gruppi e partiti è affar suo. Bella o brutta che sia questa norma si lega sul piano logico alla segretezza del voto espresso dagli elettori, segretezza che sta alla base dello stesso sistema elettorale con cui si esprime la volontà popolare.
Che il M5stelle, come qualsiasi altro partito, metta delle regole per il comportamento dei suoi parlamentari è un suo affare privato; ma che da quelle regole possano venir fuori obblighi civili e patrimoniali applicabili nel paese è un affare pubblico.
Dire che un parlamentare possa essere sfiduciato dai suoi elettori è impossibile perché i suoi elettori si sono espressi segretamente; allora la sfiducia viene esercitata, secondo Grillo, da un quantitativo di aderenti al M5s della zona in cui è stato eletto il parlamentare. Questa sfiducia è comprensibile sul piano politico; ma che da questa sfiducia possa discendere un obbligo di dimissioni e in mancanza di esse una megamulta di 250 mila euro contrasta con le leggi italiane ed europee.
Secondo Grillo a ciò si può porre rimedio con un atto tra privati, firmato alla presenza di un notaio. Certo trovare un notaio che si presta a cosa assurde è possibile, ma quell’atto se è assurdo e se contrasta con le leggi non può avere effetti giuridici e sarà considerato nullo da qualsiasi giudice. Il notaio per cavarsi dagli impicci dirà che si era limitato solo a verificare l’autenticità delle firme e che non aveva posto attenzione al contenuto dell’atto. Sarebbe il caso che l’ordine dei notai esprimesse un parere su simili atti.
La multa di 250 mila euro sta lì per fare paura indipendentemente dagli effetti giuridici, cercare candidati con queste premesse e con queste paure non è un buon modo per trovare uomini liberi e consapevoli.
28/03/14 francesco zaffuto
Immagine – locandina del film “il padrino”
mercoledì 19 febbraio 2014
Si parla
Si parla o non si parla con un avversario politico?
Questo è il quesito che ha posto Grillo agli iscritti del Movimento 5 stelle, e nel porlo ha anche inserito un suo preferibile “non si parla”.
"L'assemblea dei portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento sta discutendo se andare da Renzie per le consultazioni. Ci sono posizioni differenti. Noi crediamo che non sia opportuno andare per non partecipare a una farsa. Comunque ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete." Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio
La consultazione si è conclusa con 41.240 votanti su 85.408 aventi diritto
I favorevoli all'incontro con Renzi sono stati 20.843, i contrari 20.397
Domani una delegazione composta da Beppe Grillo e i capigruppo di Camera e Senato, D'Incà e Santangelo, incontrerà Renzi. Sarà chiesto lo streaming dell'incontro.
I favorevoli all'incontro con Renzi sono stati 20.843, i contrari 20.397
Domani una delegazione composta da Beppe Grillo e i capigruppo di Camera e Senato, D'Incà e Santangelo, incontrerà Renzi. Sarà chiesto lo streaming dell'incontro.
Dal blog http://www.beppegrillo.it/
Il risultato, sia pure di misura, ha dato la vittoria al “ si parla “
In politica il “si parla” ed anche il “si ascolta” dovrebbe essere la prassi consolidata.
In politica dovrebbe essere importante convincere l’avversario delle proprie ragioni, cercare punti di concordanza, essere anche lieti di trovarli per il bene comune.
In politica, pur provenendo da appartenenze diverse, si dovrebbe tentare un qualche superamento delle appartenenze per il bene comune. In politica si dovrebbe faticosamente cercare la strada del bene comune.
La politica è qualcosa più complessa di una partita di calcio, non è importante solo vincere. La storia della politica è piena di tante inutili vittorie e sconfitte, ma le realizzazioni del bene comune sono poche e faticose.
19/02/14 francesco zaffuto
ore 14,05
PARDON, NON SI PARLA
PARDON, NON SI PARLA
e soprattutto non si ascolta.
Chi vuole può andare a rivedere la ripresa in streaming dell'incontro Grillo - Renzi
Immagine – due calciatori in azione da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Museo_della_Storia_del_Genoa-IMG_3357.JPG
martedì 4 febbraio 2014
IL NASO di Casini e quello degli altri
Casini con il suo naso ha ben fiutato che non ci sta più spazio al centro e scivola veloce a destra. Con il decollo della “nuova probabile legge elettorale” e con “il previsto premio di maggioranza”, Casini e il suo gruppo rischiano di scomparire; si tratta di sceglie tra il vecchio Padre padrone ( Berlusconi, che anche per l’età e per gli ultimi disagi è destinato a scomparire) e il nuovo Principe (che mostra di lasciare poco spazio ad altri leader).
Ma ci sono anche altri nasi:
quello di Grillo che fiuta il suo possibile inserimento nel bipolarismo innestando il “NOI e LORO” ed alza i toni dello scontro;
quello di Renzi che fiuta se stesso e gli italiani che desiderano un nuovo leader, ma nella sua coalizione (al momento) trova appena se stesso.
Agli italiani pare che il naso sia scomparso e vaga solitario, chissà se lo troveranno in una pagnotta di pane come accadde
martedì 12 novembre 2013
la carrozza di Cicikov
Nel romanzo “le anime morte” di Gogol, Cicikov con la sua carrozza vagava per le lande della Russia per acquistare nomi di contadini morti. Faceva la proposta ai grandi proprietari terrieri e a prezzi ben stracciati riusciva ad acquistare il requisito di possedere i nomi di migliaia e migliaia di contadini.
Cedere i nomi di morti era un buon affare per chi li vendeva, i morti per il feudatario non valevano nulla e l’affare si concludeva. Però, i feudatari russi guardavano con sospetto l’offerta di acquisto di Cicikov. Cosa se ne poteva fare?
Cicikov aveva un suo disegno e con quei titoli di proprietà sarebbe riuscito a portarlo a compimento.
Si potrebbe pensare che Cicikov era il più grande dei corruttori; niente affatto, in quelle lande della Russia, descritta da Gogol, la corruzione e la degradazione erano tali da far diventare ammirevole un personaggio come Cicikov.
Oggi 12 novembre, se qualcuno si vuole scrivere al PD non può farlo, il tesseramento è bloccato. Stava succedendo qualcosa; nel giro di un mese piovevano adesioni su adesioni al partito, nuovi tesserati.
Se c’è gente che si viene ad iscrivere dicendo che condivide ideali e programma, che si fa riconoscere con la sua carta di identità, che lascia il contributo in denaro della quota associativa; nessun gruppo, associazione o partito può lamentarsi di ciò. Allora cosa stava succedendo? I nuovi tesserati erano vivi? La domanda può sembrare cattiva ma sorge per conseguenza logica. E poi chi è Cicikov? La cosa più inquietante pare essere quella che di Cicikov ce ne siano tanti e in diverse province.
Un ulteriore paradosso è quello che pare che c’era una discreta un’affluenza di nuovi tesserati al PD veri e vivi, affluenza che è stata bloccata dalle “anime morte”.
12/11/13 francesco zaffuto
Immagine – incisione del viaggio in carrozza di Cicikov – di Marc Chagal – immagine da internet di cui al link
lunedì 4 novembre 2013
Pensieri liberi + un'analisi
Una foto da facebook
descrizione per disabili visivi
una foto di Eugenio Scalfari con sopra scritta la frase
"se vince Grillo paese va a rotoli"
e con sotto la scritta
Adesso invece stiamo da Dio
https://www.facebook.com/beniamino.perri.5
Una analisi delle ultime votazioni amministrative e il M5S
il link del blog
http://cittademocratica.blogspot.it/2013/11/le-elezioni-trentine-ed-il-flop-5-stelle.html?spref=fb
Commento in breve: Forse, tutto sommato, per le prossime elezioni ci sarà qualche speranza in meno (f.z.)
descrizione per disabili visivi
una foto di Eugenio Scalfari con sopra scritta la frase
"se vince Grillo paese va a rotoli"
e con sotto la scritta
Adesso invece stiamo da Dio
https://www.facebook.com/beniamino.perri.5
Una analisi delle ultime votazioni amministrative e il M5S
il link del blog
http://cittademocratica.blogspot.it/2013/11/le-elezioni-trentine-ed-il-flop-5-stelle.html?spref=fb
Commento in breve: Forse, tutto sommato, per le prossime elezioni ci sarà qualche speranza in meno (f.z.)
domenica 26 maggio 2013
La Gabanelli fa le pulci a Grillo e poi …
Certo l’informazione non deve risparmiare nessuno, eppure pare che ci sia una certa soddisfazione a buttare tutti nel letamaio. Il Movimento 5 Stelle si è caratterizzato come un movimento moralizzatore in politica sulle questioni: superstipendi ai parlamentari e rimborsi elettorali, allora non sembra l’ora di poterlo beccare proprio sui soldi.
Nel suo servizio Report è andato chiedere dei rendiconti su come il Movimento ha destinato i fondi raccolti tra gli stessi associati, che, diciamola fuori dei denti, sono “cazzi loro” visto che non si tratta di fondi pubblici.
Ma siccome il Movimento, per bocca del suo Leader, aveva promesso delle donazioni, Report chiede conto delle donazioni, come a dire: “perché non hai fatto la carità che hai promesso?”. Una domanda che di solito non fa neanche il prete in confessionale, ma Report si sente di farla; e poiché non riceve la risposta immediata ed adeguata ecco comincia a sorgere il dubbio sulla candida veste del Movimento. Un po’ come dire: son come tutti.
Ed ecco che prontamente il 22 maggio Grillo si precipita a Mirandola con 420 mila euro di donazione per i terremotati e li consegna al sindaco Maino Benatti. Ovviamente nell’occasione Grillo attacca la Gabanelli (direttrice di Report), persona che pochi giorni fa era la candidata 5 stelle in pole position per il Quirinale.
Mi chiedo: ma è così necessario affondare il M5 stelle sulla questione soldi e farlo apparire come tutti? Fatto sta che fino ad ora sui soldi pubblici non è come tutti: ha rinunciato a diversi milioni di rimborso che in base alle leggi gli spettavano per le elezioni in Sicilia e per quelle Nazionali e tiene a stecchetto i suoi deputati. Non si può dire che ciò sia cosa di poco conto visto tutti gli altri partiti anche se a “buon diritto” prendono tutto.
Grillo ha ben altre responsabilità su cui dar conto e sono di tipo politico e strategico; se avesse operato in modo diverso forse non ci sarebbe stato Letta al Governo con Berlusconi e Napolitano starebbe a godersi la sua pensione. Su questo occorre fare ragionare Grillo e il M5S e non su una fattura sull’ultimo comizio, che tra l’altro gli avranno organizzato probabilmente gratis i suoi fans.
26/05/12 francesco zaffuto
aggiungo il link del servizio di Report su youtube
aggiungo il link del servizio di Report su youtube
Immagine fuori testo – L’indimenticabile Peter Sellers nella Pantera Rosa
sabato 27 aprile 2013
Streaming 1 e 2
Il significato della parola Streaming
Streaming significava: vi facciamo vedere in diretta quanto siamo bravi, onesti, senza sotterfugi, tutto chiaro, evidente, senza macchia, senza inciucio, senza … senza
Il primo streaming
è quello tra Bersani e M5S
http://www.youtube.com/watch?v=FBftBmRaQ4M
Si poteva vedere un Bersani che tentava di fare qualcosa insieme a loro e un movimento 5 stelle con la tracotanza di chiudere a tutto anche a se stessi ...
Il secondo streaming
è quello tra Letta e M5S
http://www.youtube.com/watch?v=aVwOiE5E_eA
Si può vedere un Letta che gli chiede solo di scongelarsi e un movimento 5 stelle che gli consegna balbettando timidamente una supplica …
E dire che alla fine di Febbraio in tanti italiani pensavamo di aver vinto,
vedevamo all’orizzonte un governo Bersani – Vendola – Grillo
Oggi ci ritroviamo un Letta – Berlusconi – Monti
Streaming significa: in mutande.
27/04/13 francesco zaffuto
venerdì 26 aprile 2013
Una foto di Enrico Letta sorridente
Ecco l’uomo che intende realizzare la fusione a freddo dei contrari.
E’ lui?
Non è lui?
Potrebbe esserlo!?
Se si toglie gli occhiali.
Se evita di pensare a Grillo, a Berlusconi, a Bersani e a Renzi.
Può essere proprio lui nella parte del sagrestano del PDL.
Voglio essere John Malkovich,
non solo il nipote di Gianni Letta.
E se qualcuno non ci crede qui il trailer
http://www.filmtv.it/film/19168/essere-john-malkovich/trailer/921/
sabato 20 aprile 2013
Napolitano Presidente, Grillo è merito tuo
Non ti lamentare Grillo è anche colpa tua. Subito dopo il risultato elettorale della fine di febbraio hai fatto rimbambire Bersani, lo hai indebolito al massimo, lo hai cacciato nelle mani di Berlusconi. Potevi tenere Bersani per quei pochi capelli che aveva in testa e fargli fare un governo con gran parte del tuo programma. Non era in gioco Bersani in quanto tale, era quel minimo di speranza che si era aperta per cambiare il paese. Invece ha giocato alle belle statuine mute per trenta giorni.
Quello che sta accadendo oggi è anche colpa tua. La stessa presentazione di Rodotà, figura emerita di riferimento di tutta la sinistra, non l’hai fatta fare alla sinistra, non hai minimamente tentato di presentarla come una scelta comune insieme a SEL o a esponenti del PD, l’hai presentata come votata dal tuo WEB e non ci hai neanche dato il numeri dei voti. Le azioni determinano fatti, e queste tue azioni hanno determinato questi fatti; certo, vantati pure di un PD in crisi e in fase di scioglimento, ma sarebbe stata ben altra cosa se il PD si scioglieva di fronte a una votazione sulla TAV o sul Reddito minimo garantito, invece si sta sciogliendo di fronte alle mancate elezioni dei suoi bischeri e non è detto che si sciolga (tutt’altro). SEI TU CHE HAI DETERMINATO QUESTA NUOVA ELEZIONE DI NAPOLITANO, CON IL TUO COMPORTAMENTO. Comincerà il periodo delle larghe intese, comincerà il periodo delle grandi riforme costituzionali (che probabilmente non si faranno), e intanto quelle quattro cose necessarie per i disoccupati e per le imprese in difficoltà diventeranno di secondo piano. Non so quanti voti perderai o quanti ne guadagnerai alla prossima tornata di elezioni, ma una cosa è certa: si è persa una occasione storica per questo paese ed hai contribuito alla grande!
Altro che scendere a Roma a protestare, dovresti cominciare a protestare contro te stesso.
20/04/13 francesco zaffuto
Immagine di un grillo sicuramente innocente su una foglia
Una nota doverosa - il 23 Aprile - finito tutto - il blog di Grillo - bontà sua - rende noti il numero dei voti delle Qurinarie del M5S - chi vuole può andare a leggerle a questo link
più del Papa
Vanno da Napolitano a chiedergli di restare.
Un Papa se se ne è potuto andare per vecchiaia
Un Presidente della Repubblica non se ne può andare
perché il PD ha 101 traditori
perché non si può accettare Rodotà
e perché Berlusconi resta sempre là ...
Un Papa se se ne è potuto andare per vecchiaia
Un Presidente della Repubblica non se ne può andare
perché il PD ha 101 traditori
perché non si può accettare Rodotà
e perché Berlusconi resta sempre là ...
venerdì 19 aprile 2013
sotto 400
perbacco
Prodi non ce la fa
solo 395 voti
MA perché non votano Rodotà?
Come si fa a dire che Rodotà è il candidato di Grillo?
E' una persona che ha saputo camminare
a testa alta,
e questo, a quanto pare, dà fastidio.
Rodotà ha anche firmato l'appello di Micromega
per applicare una legge dello Stato che esiste dal 1957
e che in base al suo dettato
Berlusconi sarebbe stato sempre inelegibile
http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cberlusconi-ineleggibile%E2%80%9D-l%E2%80%99adesione-di-rodota-%E2%80%9Clho-sempre-sostenuto-da-tempi-non-sospetti%E2%80%9D-audio/
Certo per chi pensa che le leggi siano un optional
Rodotà è difficile da digerire.
Prodi non ce la fa
solo 395 voti
MA perché non votano Rodotà?
Come si fa a dire che Rodotà è il candidato di Grillo?
E' una persona che ha saputo camminare
a testa alta,
e questo, a quanto pare, dà fastidio.
Rodotà ha anche firmato l'appello di Micromega
per applicare una legge dello Stato che esiste dal 1957
e che in base al suo dettato
Berlusconi sarebbe stato sempre inelegibile
http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cberlusconi-ineleggibile%E2%80%9D-l%E2%80%99adesione-di-rodota-%E2%80%9Clho-sempre-sostenuto-da-tempi-non-sospetti%E2%80%9D-audio/
Certo per chi pensa che le leggi siano un optional
Rodotà è difficile da digerire.
er mejo ...
Al momento Prodi per il PD è er mejo ...
e Rodotà er peggio ...
ma che vor dì' ??
Rododotà fa troppo odore di sinistra?
Prodi ricorda l'ulivo!
Ma l'ulivo non seppe dialogare con la sinistra e cadde,
seppe fare cose "egregie",
ma tra quelle cose una raffica di privatizzazioni.
e Rodotà er peggio ...
ma che vor dì' ??
Rododotà fa troppo odore di sinistra?
Prodi ricorda l'ulivo!
Ma l'ulivo non seppe dialogare con la sinistra e cadde,
seppe fare cose "egregie",
ma tra quelle cose una raffica di privatizzazioni.
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