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domenica 27 dicembre 2015

Il grande criminale


Lo sapevo che ve la prendevate con me. Ma non mi prenderete.
Dopo che avete distrutto la Campania riducendola a terra dei fuochi e avete rovinato il piacere di mangiare una mozzarella di bufala.
Dopo che avete inquinato tutta la pianura Padana riducendola a una gabbia di veleni da respirare.
Dopo che avete trivellato per terra e per mare.
Dopo che avete riempito il mondo delle vostre merde, minacciandolo con bombe nucleari e terrorismo internazionale.
Lo sapevo che ve la sareste presa con me, con il mio mozzicone di sigaretta, il mio crimine.
Mi volete colpire al cuore con 300 euro di multa; in modo che con 4/5 multe mi riducete al lastrico prelevando tutte le mie entrate del mese.
Ma non mi prenderete perché io sono attrezzato. Ecco il mio formidabile portacenere e porta mozziconi, si chiude ermeticamente, spegne tutto e si ripone in tasca. Ve lo mostro qui nella foto e andate al diavolo.
Francesco Zaffuto
Questo link il provvedimento di Renzi contro i mozziconi

sabato 19 dicembre 2015

L’autostrada Milano – Pechino

 Le scelte fatte da Pisapia di favorire l'uso delle bici, di aumentare l'uso delle auto elettriche, di stimolare verso un uso dei servizi pubblici, do atto che sono state utili, e sono atti sul lungo periodo. Ma purtroppo quando i livelli di concentrazione dello smog e polveri sottili arrivano ai livelli di queste settimane;  i cosiddetti provvedimenti tampone delle targhe alterne e della diminuzione del riscaldamento domestico, sono necessari, urgenti e indispensabili. Vi assicuro che in questi giorni si respira proprio a fatica, anche a Pechino pare che sia cosi;  ma Sel significava Sinistra ecologia e libertà.

Francesco Zaffuto, che ha votato qualche volta Sel.

mercoledì 15 gennaio 2014

viaggio nell'Italia avvelenata

Ci sono dei post che è opportuno ripetere in rete perché rivestono una particolare importanza e questo è uno di essi. L’ho trovato oggi sul blog del Cavaliere oscuro del web, si tratta di un articolo del 29 novembre 2013 del sito Unimondo.org di cui permane l’attualità e il peso ….
Entro vent’anni gli abitanti di numerosi comuni del Casertano “rischiano di morire tutti di cancro” a causa dei rifiuti pericolosi interrati nel territorio. Continuano a far tremare le parole del pentito Carmine Schiavone, pronunciate in un’audizione alla Commissione ecomafie del 1997 e rese pubbliche solo poche settimane fa da parte della Camera. Un segreto che, in realtà, tanto segreto non era: lo conoscevano le organizzazioni criminali che su quei veleni hanno fatto miliardi, così come gli industriali conniventi e, naturalmente, le istituzioni; ne erano più o meno consapevoli le persone del luogo che continuano ad ammalarsi e morire, lo conoscevano e lo conoscono i gruppi spontanei dei cittadini che, stanchi di subire in silenzio, hanno finalmente alzato la testa e il 16 novembre, come un “fiume in piena” (questo il nome del movimentoorganizzatore) hanno sfilato in 100mila per le strade di Napoli per stilare un programma di proposte e azioni concrete e dire finalmente, una volta per tutte, “no al biocidio” nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
Ma cosa significa biocidio? Lo spiegano bene i due autori del coinvolgente libro-inchiesta “Il paese dei veleni (Biocidio, viaggio nell’Italia contaminata)”, Andreina Baccaro e Antonio Musella, che con il termine intendono il danneggiamento del Dna dei cittadini che vivono a ridosso dei mega-impianti produttivi e delle zone più inquinate d’Italia a causa dello smaltimento abusivo di rifiuti speciali. “Una mutazione genetica – scrivono – che ha causato la drastica riduzione, per gli italiani, delle aspettative di vita in salute, cioè gli anni che ci si può aspettare di vivere prima di essere colpiti da patologie cronico-degenerative”. Insomma, se pure il tenore di vita si è alzato e si vive di più, ci si ammala prima a causa delle condizioni ambientali. È il cosiddetto “virus del benessere”, radicato in tutte quelle terre avvelenate da incuria, sfruttamento indiscriminato, abuso e malaffare, che non si limitano al solo territorio campano ma che riguardano tutto il nostro paese: da Napoli a porto Marghera, da Taranto a Brescia, passando per il Lazio e la Sardegna con i suoi poligoni militari e raffinerie petrolchimiche.
“Sarebbe ora di smetterla di parlare di miracolo economico italiano e iniziare a parlare di disastro” affermano Baccaro e Musella, secondo cui il sistema economico italiano dal dopoguerra ad oggi si è fondato su un’industrializzazione malata, basata sull’azzeramento totale di qualsiasi vincolo ambientale e del rispetto della salute dei cittadini. A questo si aggiungono gli sversamenti abusivi nell’ambiente di rifiuti e fanghi di ogni tipo, il lato oscuro di questo miracolo italiano “che dietro la facciata del benessere e del lavoro per tutti, ha nascosto una realtà fatta di scorie e rifiuti tossici, di diossine e benzoapirene, piombo e arsenico”. Il tutto è frutto di un sistema ben collaudato, che vede l’intreccio indissolubile della criminalità organizzata con la politica, insieme all’omertà di una popolazione sotto il giogo del ricatto occupazionale e che può solo scegliere di quale morte morire.
Secondo i dati Ispra citati nell’inchiesta, in Italia i siti potenzialmente contaminati sono circa 15mila. Fra questi, oltre 3.400 sono stati dichiarati già contaminati. Se aggiungiamo gli oltre 1.500 siti minerari abbandonati censiti e le aree dei Siti d’Interesse Nazionale (Sin) si avrà in totale circa il 3% dell’intero territorio italiano e oltre 330mila ettari di aree a mare. Proprio i Sin sono le aree più gravemente inquinate e per le quali lo Stato italiano ritiene indispensabile la bonifica. In teoria.  Perché dal 1997, anno in cui sono stati istituiti, di siti ne sono stati bonificati soltanto due su 57 (Bolzano e Fidenza). Eppure, dalle casse dello Stato sono partiti milioni su milioni di euro, tutti finiti in studi e consulenze che non hanno portato a nulla.
Continua la lettura su Unimondo

Fonte: Unimondo.org 

Autore: Anna Toro
This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia License.


Articolo tratto interamente da Unimondo.org 

lunedì 3 dicembre 2012

ILVA – TARANTO e COSTITUZIONE



Intanto l’art. 32 della Costituzione dice che
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività
Quindi si tratta di bene primario e fondamentale di ogni cittadino che la Repubblica si impegna a tutelare; gli atti della magistratura sono stati non solo rivolti a perseguire dei reati ma principalmente a garantire tale diritto costituzionale.
 Lo Stato con il suo Governo interviene con un decreto  per tutelare il lavoro di decine di migliaia di cittadini e per avviare le opere di disinquinamento, ma non requisisce la fabbrica;  si limita ad imporre alla proprietà di avviare l’opera di disinquinamento, impone sanzioni e avvia un controllo con un suo commissario. Ma i proprietari che dovrebbero adempiere alle opere di disinquinamento sono già indiziati di reato da parte della magistratura. In Pratica il Governo accorda un supplemento di  fiducia e di tempo alla gestione privata con minaccia di sanzioni più gravi.
 Ma quale sicurezza si può avere di un miglior comportamento da parte di chi i reati di inquinamento li ha già commessi? Ben poca.
 Poteva lo Stato fare un decreto di requisizione, avviare le opere di disinquinamento e  continuare la produzione direttamente in forma pubblica? Penso proprio di si perché era giustificato dallo stesso articolo 32  di tutela della salute e per gli articoli che seguono della Costituzione.
Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
 Quindi  applicabile per l’ILVA che si trova in evidente contrasto con la sicurezza sociale
Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
 La Costituzione prevede l’esproprio nei casi di interesse generale, e in questo caso l’interesse generale si sarebbe coniugato con la necessaria tutela della salute dell’art. 32.
 I contenuti degli articoli 32, 41 e 42 sono ulteriormente rafforzati
dall’art.43
 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
 E da tale articolo si evidenzia che il ruolo pubblico e diretto dello Stato nell’impresa è sempre possibile.
 Riguardo all’eventuale indennizzo a chi ha inquinato è tutto da valutare insieme all’ammontare del danno creato per l’inquinamento. Dunque espropriazione, avvio immediato dell’opera di disinquinamento, continuazione della produzione in forma pubblica; alla fine dell’opera di disinquinamento si pagano i proprietari,  se rimane qualcosa.
 Questo Monti lo poteva e lo può fare con decreto e in pieno rispetto della Costituzione. Quello che non si può fare è impedire l’esercizio della magistratura nel perseguire reati e l’esercizio della magistratura nella tutela della salute.
 Il decreto di Monti sull’ILVA mi pare attento alla funzione dell’impresa privata ILVA, debole e contraddittorio; forse produrrà conflitti tra organismi dello Stato,  strascichi giudiziari in sede costituzionale e potrà continuare il malessere dei cittadini di Taranto e dei lavoratori.
03/12/12 francesco zaffuto
Ecco il link con il testo del Decreto



Immagine ILVA, mare e Taranto – foto da

martedì 5 aprile 2011

Le scatolette di tonno del futuro



Fra alcuni mesi potremo mangiare il contenuto delle scatolette di tonno senza pensare a FUKUSHIMA?

Le autorità nipponiche hanno iniziato a riversare nell'Oceano pacifico circa 11.500 tonnellate di acqua ''debolmente radioattiva''. http://www.asca.it/copertina-GIAPPONE__ACQUA_RADIOATTIVA_IN_MARE__FALLITI_TENTATIVI_DIBLOCCARE_FALLA-4217.html

Il tonno vive nel mare, non ha certo obblighi di nuotare solo nelle vicinanze delle coste giapponesi; grandi quantitativi di tonno vengono pescate da navi che le trasformano in scatolette; il mercato è mondiale. Quella tragedia che appare lontana investirà anche noi europei. Quali saranno le misure che possano evitare il viaggio di quelle scatolette verso le nostre tavole? Si fermerà tutto il giro di affari dell’industria alimentare? Quanto cesio mangeremo? Quanta parte di tragedia silenziosa porterà avanti il nucleare? Non riesco a dare una risposta all'angoscia di oggi. 05/04/11 francesco zaffuto

. Immagine – una scatoletta di tonno

martedì 11 gennaio 2011

mitridatismo casuale e guida all’uso veleni



Uova alla diossina, maiale alla diossina, mozzarelle azzurre, OGM vegetali di vario tipo, acqua all’arsenico ecc. ecc.
Ci dicono che possiamo difenderci leggendo le etichette. Le etichette non ci sono e sui prodotti ulteriormente trasformati (vedi vurstel o dolci) non ci saranno mai etichette che parlano dell’origine delle diverse materie prime.
Siamo sottoposti ad un casuale mitridatismo con assunzione continua di piccole dosi di veleno, nella speranza di raggiungere una sorta di immunità. Ma mentre Mitridate (vedi nota) aveva il suo medico che con sapienza gli fece assumere piccole dosi di 50 veleni, i nostri supermercati non ci danno indicazioni di sorta.
FORSE, OGNI GIORNO è BENE CHE CAMBIAMO IL TIPO DI CIBO DA MANGIARE E L'INTRUGLIO DA BERE PER EVITARE FORTI CONCENTRAZIONI DI UN SOLO TIPO DI VELENO.
Può essere questa la soluzione?
Ma per chi non raggiungerà la condizione di Mitridate sono pronte le case farmaceutiche con altri veleni che combattono veleni. Le grandi fabbriche del futuro saranno: le multinazionali dei veleni alimentari e farmaceutiche, gli ospedali e i cimiteri.
Il reato di avvelenamento dei cibi deve essere considerato reato gravissimo alla persona umana e perseguito da tutta la comunità mondiale.
11/01/11 francesco zaffuto
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immagine – testa di statua di Mitridate VI
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Nota da WikipediaSi dice mitridatismo una condizione di immunità ad uno o più veleni raggiunta tramite l'assuefazione dovuta all'assunzione costante di dosi non letali degli stessi. Il termine deriva da Mitridate VI il Grande re del Ponto, il quale, temendo una cospirazione, chiese al medico di corte, Crautea, di preparargli degli antidoti. Crautea cominciò a somministrare a piccole dosi un miscuglio di una cinquantina di veleni, il che rese Mitridate immune a qualsiasi veleno allora conosciuto: quando, sconfitto da Pompeo Magno, decise di togliersi la vita, fu costretto a chiedere di essere pugnalato.
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ECCO UN AGGIORNAMENTO DA PARTE DEL GOVERNO
del 15/01/11
qualche semplificazione per chi manipola con i veleni in danno alla nostra salute.

mercoledì 21 luglio 2010

La Milano da bere al veleno


La nuova Milano da bere può essere al veleno; veleno che può comodamente uscire dai rubinetti delle case, può accadere in quello che doveva esser il quartiere modello della nuova Milano, Santa Giulia.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/20/milano-cromo-nei-terreni-di-santa-giulia-acque-avvelenate-sequestrata-larea/42222/

La vecchia Milano che io ricordo, anche se già allora era preda di tanti gaglioffi, era bilanciata dal rumore dei grandi bidoni di latta che gli operai facevano rullare nelle manifestazioni.
Di quelle fabbriche è rimasto ben poco, sono diventate tutte terreni adibiti alla speculazione edilizia, da Sesto a Lambrate, da Rho fino a Pero.
Nessuna nostalgia, perché in quelle fabbriche spesso si distillava veleno e gli operai stavano a stretto contatto con quelle sostanze. Ma i grandi capitalisti milanesi, esperti dei migliori vini pregiati e dei consumi più esclusivi di via Montenalpoleone, scoprirono che era più comodo esternalizzare fabbriche e veleni; gli operai dell’est e del sud del mondo non potevano certo fare sentire quell’assordante rumore di tamburi di latta e nel contempo tutte le aree abbandonate diventavano terreni edificabili a prezzi da capogiro; un duplice affare. Coloro che erano sensibili a tali duplici affari, avendo spesa tutta la sensibilità nella conta del denaro, non potevano certo essere sensibili alla bonifica di quei terreni avvelenati; basta coprire tutto con un po’ di cemento ... e occhio che non vede, cuore che non duole. Su via... con i nuovi quartieri.... approfittiamo anche di una mano d’opera edile a basso costo fatta di extracomunitari disperati.
La Milano da bere se la sono bevuta e mangiata tutta ... scusate... non voglio essere oracolo di miseria... c’è ancora da rosicchiare qualcosa con l’Expo.
La nuova Milano non ha più quell’assordante rullo dei tamburi di latta degli operai delle grandi fabbriche; è una Milano più composta nella sua disperazione, qui oggi si può rimanere silenziosamente disoccupati con un paio di titoli di studio in tasca, ti chiedono un ottimo inglese per fare il cameriere.
21/07/10 francesco zaffuto

(visto che d’estate fa caldo, scusate se i commenti saranno inseriti con un po’ di ritardo, saluti)

lunedì 1 marzo 2010

il naso su Milano



01/03/10
I “Genitori antismog” si fanno portavoce di una battaglia per la trasparenza: i dati sull’inquinamento diffusi dall’ARPA (agenzia regionale protezione ambientale della Lombardia) sono sottostimati rispetto a quelli del Centro di ricerca di Ispra della Direzione generale della Commissione europea. Nelle pagine locali del Corriere della sera di oggi 1 Marzo 10, si evidenziano alcuni dati delle centraline ARPA confrontate con le centraline del Centro di Ispra: nello stesso giorno del 31 gennaio 2007 la centralina ARPA di Monza registrava 101 microgrammi di polveri sottili, nello stesso luogo la centralina della Commissione europea ne registrava 180 microgrammi.
Il 25 febbraio 10 il presidente Formigoni si è mostrato lieto per i risultati di miglioramento dell’inquinamento in Lombardia,
http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=133279
I dati a cui si riferiva Formigoni erano, ovviamente, quelli dell’ARPA, i Genitori antismog, lamentano che “in questi giorni la Regione Lombardia sta impendendo l’accesso all’ultimo rapporto del Centro comune di ricerca di Ispra datato ottobre 2009, affermando di “non averlo ancora approvato” “ (Corriere della sera di Milano 1 marzo).
Il naso elettorale di Formigoni deve mostrarsi soddisfatto: Milano è sempre più europea e sempre più pulita. Ma i Genitori antismog tengono a precisare che:
LONDRA: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
PARIGI: dal 2004 non ha mai superato i 50 mg/m3 più di 40 volte all'anno
MILANO: dal 2004 ha sempre superato i 50 mg/m3 più di 100 volte all'anno con punte di più di 160 volte all'anno e oltre.
http://www.genitoriantismog.it/iniziativa/ora-deuropa
Milano non ha bisogno di un naso elettorale ma di un naso per respirare.
francesco zaffuto

(immagine “divagazioni su “il naso” di Gogol” biro e matita © francesco zaffuto)