Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post

domenica 1 aprile 2018

sabato 24 marzo 2018

Morta la nigeriana respinta alla frontiera francese


Nigeriana di 31 anni incinta e malata, soccorsa dai volontari di Rainbow4Africa, è morta all’ospedale Sant’Anna di Torino dopo il parto cesareo. Il 9 febbraio, gli agenti francesi l’hanno respinta con il marito alla frontiera italiana mentre cercava di raggiungere Oltralpe la sorella su un pullman. L’hanno lasciata alla stazione di Bardonecchia, nella notte….
La notizia si aggiunge a quella della guida alpina francese che rischia una condanna fino a cinque anni per aver soccorso un’altra migrante incinta che rischiava di morire per il freddo … 
La Francia nei fatti chiude anche ai casi pietosi…
 L’Italia si è fatta carico per anni di salvare in mare i migranti…
A che punto è la UE?
In ottobre 2017 si era aperto uno spiraglio possibile per l’assunzione di responsabilità europea.
Il nuovo regolamento europeo è stato approvato nella commissione Ue con 43 voti a favore e 16 contrari, in base al quale tutti i paesi dell’Unione dovranno accettare i ricollocamenti, sparirà l’obbligo di domanda di asilo nel paese di approdo e chi non accetterà queste condizioni si vedrà decurtare i fondi comunitari.  MA …INTANTO
la riforma però non entra subito in vigore: ora le linee guida dovranno essere confermate dall’assemblea di Strasburgo e recepite dai singoli governi.

https://www.possibile.com/riforma-dublino-parlamento-approva-posizione-svolta-lasilo-europeo/


E in Libia accade quello che accade ….

venerdì 9 marzo 2018

Diamo una mano alla lotta delle donne in Iran

Diamo una mano alla lotta delle donne in Iran
Firmiamo l’appello di Amnesty
Shima Babaee e suo marito Dariush Zand sono in carcere dal 1 febbraio.
In diversi video Shima Babaee aveva espresso il suo sostegno alla campagna dei mercoledì bianchi – esortando le donne a condividere foto e video mentre indossano foulard o indumenti bianchi per protestare contro l’obbligo del velo.
Il suo arresto e quello del marito sembrano essere collegati alla repressione in corso in Iran contro le donne che protestano pacificamente contro la pratica abusiva e discriminatoria del velo obbligatorio.
Suo marito Dariush è in carcere per la seconda volta in due mesi. Era già stato arrestato il 25 dicembre: al suo rilascio aveva i denti rotti e il corpo pieno di lividi.
Shima e Dariush devono essere rilasciati immediatamente. Sono prigionieri di coscienza detenuti unicamente per il loro pacifico attivismo in difesa dei diritti umani. Firma ora.
IL LINK per firmare
https://www.amnesty.it/appelli/carcere-protestare-lobbligo-del-velo-iran/?utm_source=Facebook&utm_medium=cpc&utm_campaign=firma-8-marzo&utm_content=iran-u

martedì 6 marzo 2018

LA MAPPA DELLE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI


Con il Rapporto annuale 2017 – 2018 Amnesty disegna la mappa mondiale  delle violazioni dei Diritti umani – ed i paesi inseriti sono veramente tanti. Ecco il link

mercoledì 18 gennaio 2017

Cucchi – Procura di Roma: omicidio preterintenzionale

Stefano Cucchi fu assassinato. La procura di Roma ha chiuso l’inchiesta bis sulla morte del giovane, deceduto in un letto del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Otto anni dopo ai tre carabinieri che lo arrestarono quella tragica notte del 15 ottobre nel Parco degli Acquedotti, è stata contestata l’accusa di omicidio preterintenzionale. Sono ritenuti responsabili del pestaggio del giovane geometra. Per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso.

mercoledì 8 aprile 2015

Ci si accorge dell’intruso

C’è un gioco che si chiama “trova l’intruso” e non è un gioco facile se l’immagine proposta presenta tante possibilità. La politica oggi, dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sulla Diaz, si accorge che De Gennaro forse è un “intruso”. Viene fuori un: “ve l’avevo detto io che...”.

O.K. molto bene ricordarsi.  Sì, ma nessuna campagna o battaglia fu fatta allora per allora, quando un capo di polizia fu promosso a fare un altro mestiere quello di manager industriale, per particolari qualità. Forse gli intrusi erano tanti e in tanti governi da allora ad ora.

immagine: gioco trova l'intruso

sabato 5 ottobre 2013

viaggio dall'Eritrea

 Venivano dall’Eritrea  molti degli esseri umani annegati a largo di Lampedusa e di Scicli, ma di notizie su questo paese i vari servizi televisivi sono stati  molto avari. Ho provato a cercare su internet qualcosa.

Tra le brevi notizie storiche di Wikipedia troviamo che lo stato di guerra con l’Etiopia ha avuto fine nel 2000 e che tra Etiopia ed Eritrea al momento vige una pace armata.
con un negoziato noto come "Accordi di Algeri", con i quali si è affidato ad una commissione indipendente delle Nazioni Unite il compito di definire i confini tra le due nazioni. L'EEBC (Eritrea-Ethiopia Boundary Commission) ha terminato la sua indagine ed il suo arbitrato nel 2002, stabilendo che la città di Badme debba appartenere all'Eritrea. Tuttavia il governo etiope non ha a tutt'oggi aderito al verdetto della Commissione Confini e ritirato il suo esercito sia dalla città di Badammè che da altre aree del territorio sovrano eritreo.

Leggo poi  una notizia sui rapporti tra Eritrea ed Italia del 30 settembre 2013 sulla Nazione
Campi Bisenzio, 30 settembre 2013 - L'ambasciatore di Eritrea in visita a Campi Bisenzio.Questa mattina il sindaco Emiliano Fossi e l'assessore alla città sostenibile e inclusiva, Luigi Ricci hanno incontrato Zemede Tekle, ambasciatore dello Stato di Eritrea. L'ambasciatore si trovava a Firenze, città gemellata con Asmara, capitale dello Stato africano, in occasione dei Mondiali di Ciclismo ai quali hanno preso parte 4 atleti eritrei. Ieri si sono ritrovate a Firenze per l'occasione le associazioni eritree di tutta Italia. “È stata l'occasione – sottolinea il Sindaco Fossi – per un incontro tra lo Stato di Eritrea e il Comune di Campi Bisenzio. Abbiamo parlato, infatti, della possibilità di stringere un accordo di amicizia che possa avere sviluppi anche a livello imprenditoriale, stabilendo sinergie tra le realtà del nostro comune e la giovane nazione del Corno d'Africa”. A Campi risiedono inoltre diversi cittadini dell'Eritrea.

Sempre su internet c’è un sito che pare avere un carattere di ufficialità e che magnifica i risultati sociali,  economici e politici in Eritrea http://www.eritreaeritrea.com/ . Se provate a dare un’occhiata trovate anche sullo stesso sito un articolo riportato da Stampa Libera  dove si parla di trame contro l’Eritrea ordite da Amnesty, estrema sinistra italiana e Vaticano per mettere in cattiva luce l’Eritrea  http://www.eritreaeritrea.com/uccidere_la_speranza.htm 

Quello che non viene digerito dagli esponenti politici in Eritrea è proprio il rapporto di Amnesty
Ma se chi scappa dall’Eritrea è disposto a fare un viaggio così disperato verso le coste italiane un motivo ci deve pur essere.

Uno dei pochi servizi giornalisti recenti sull’Eritrea è quello de il Fatto quotidiano
Riguardo ai rapporti tra il nostro paese e il Governo dell’Eritrea, possiamo leggere questo articolo dell’Espresso di Luglio
Un corposo dossier degli ispettori Onu accusa il nostro Paese di avere contribuito alla macchina bellica del padre padrone dell’Asmara Isaias Afewerki. Nel documento esaminato da “l’Espresso” vengono chiamate in cause aziende italiane per forniture di elicotteri e veicoli utilizzati dalle forze armate del regime, sottoposto all’embargo internazionale ……

La presidente della Camera Boldrini è ieri intervenuta cogliendo gli aspetti essenziali del problema, (e non si comprende perché viene attaccata da destra e da sinistra quando si fa paladina dei diritti umani).
 ” Bisogna spiegare, ha detto Boldrini che il reato di immigrazione clandestina non significa che non si deve soccorrere in mare.
Boldrini ha anche auspicato che gli stati membri dell’Europa cedano sovranità per armonizzare le loro legislazioni in tema di immigrazione. Oggi, il lutto nazionale è stata una “decisione molto apprezzabile da parte del governo” ma perché tutto questo abbia un senso “nulla dovrà essere più come prima perché altrimenti il nostro stato d’animo, la nostra solidarietà non avrà senso”.
“Penso che dovremmo riconsiderare le nostre politiche verso i paesi di origine dei richiedenti asilo che rischiano la vita in mare. Perché intere generazioni di eritrei lasciano il loro paese, uomini e donne, perché migliaia di somali lasciano il loro paese?” ha detto Boldrini ricordando che in Eritrea “uomini e donne sono costretti al servizio militari sine die” e invitando la stampa a “non far vedere i loro volti: Lo chiedo anche a voi non esponete queste persone con generalità complete  perché questo espone le famiglie rimaste a casa”. “E dovremo forse riconsiderare anche i nostri rapporti con i paesi di transito” dove non c’è cultura dei diritti umani, ha aggiunto Boldrini.

Questo post ovviamente è molto disarticolato e costruito sulla base di notizie reperite su internet, ma pare necessaria una maggiore informazione su ciò che accade in Eritrea e sulla tipologia dei rapporti tra governo italiano e quello eritreo.  Se vogliamo affrontare il problema drammatico degli sbarchi sono necessari i doverosi aiuti a chi sta annegando ma non bastano, sono necessari:  un ruolo attivo di tutta l’Europa sull’immigrazione con una normativa comune, rapporti chiari con i paesi di origine per il rispetto dei diritti umani, aiuti ai paesi d'origine per avviare un proprio autonomo sviluppo economico. 
Se guardiamo la cartina del globo terrestre dobbiamo pur credere ai nostri occhi, l’Africa è un continente immenso è impossibile che non possa dare pane ai suoi figli.

05/10/2013 francesco zaffuto

Immagine – l’Africa nel globo terrestre

venerdì 5 aprile 2013

I leoni del Masai

Firma la petizione di Avaaz.org
Siamo gli anziani dei Masai della Tanzania, una delle più antiche tribù dell'Africa. Il governo ha appena annunciato di voler cacciare migliaia delle nostre famiglie dalle nostre terre per permettere a ricchi turisti di usarle per la caccia a leoni e leopardi. Gli sgomberi inizieranno immediatamente.

L'anno scorso, quando per la prima volta è stato rivelato a tutto il mondo questo piano, quasi un milione di membri di Avaaz si è fatto sentire per aiutarci. La vostra attenzione e la bufera mediatica che si è scatenata hanno costretto il governo a fare marcia indietro, facendoci guadagnare mesi preziosi. Ma il Presidente ha aspettato che l'attenzione internazionale scemasse e ora ha fatto ripartire il piano per sottrarci la nostra terra. Abbiamo urgentemente bisogno del vostro aiuto.
Al Presidente Kikwete forse non interessa di noi, ma ha mostrato che risponde alla pressione globale: quella di tutti voi! Ma forse abbiamo solo poche ore. Vi chiediamo di stare al nostro fianco per proteggere la nostra terra, la nostra gente e gli animali più incredibili di questo nostro pianeta e di far sapere a tutti cosa sta accadendo prima che sia troppo tardi. Si tratta della nostra ultima speranza: 
La nostra gente ha vissuto per secoli grazie ai frutti delle nostre terre in Tanzania e in Kenya. Le nostre comunità rispettano gli animali e proteggono e conservano questo delicato ecosistema. Ma da anni il governo cerca di trarne profitto dando la possibilità a ricchi principi e re del Medio Oriente di venire nella nostra terra a uccidere. Nel 2009, quando hanno cercato di sgomberare le nostre terre per fare spazio a queste battute di caccia, abbiamo resistito e centinaia di noi sono stati arrestati e picchiati. L'anno scorso, ricchi principi hanno addirittura sparato agli uccelli dagli elicotteri. Si tratta di uccisioni insensate e contro ogni principio della nostra cultura.
Ora il governo ha annunciato che sgombererà un'enorme parte della nostra terra per fare spazio a quello che sostiene sarà un corridoio di natura selvaggia anche se molti sospettanoche sia solo un trucco per concederla a una azienda straniera di caccia e che cerca solo un modo per concedere ai ricchi turisti di sparare a questi incredibili animali. Il governo sostiene che questa nuova soluzione viene incontro alle nostre esigenze, ma in realtà avrà degli effetti disastrosi sullo stile di vita della nostra gente. In migliaia saremo sradicati dalle nostre vite, perdendo talvolta le nostre case, talvolta la terra in cui i nostri animali pascolano, e spesso entrambe le cose.
Il Presidente Kikwete sa bene che molti turisti in Tanzania riterrebbero una tale decisione molto discutibile, ed essendo il turismo una fonte fondamentale di entrate per il paese non vuole che questo diventi un enorme disastro per l'immagine del paese. Se riusciremo a far sollevare fin da subito ancora più indignazione rispetto a quella che già si è manifestata in passato, facendo in modo che i media ne parlino, potremmo costringerlo a pensarci due volte. Stai al nostro fianco per chiedere a Kikwete di fermare la svendita: 
Questo esproprio di terra vorrebbe dire la fine per i Masai di questa parte della Tanzania, e in molti nella nostra comunità hanno già detto che preferirebbero morire che essere costretti a lasciare le loro case. A nome del nostro popolo e degli animali che vivono in queste terre, vi chiediamo di farvi sentire e stare al nostro fianco per far cambiare idea al nostro Presidente.
Con speranza e determinazione,

Gli anziani dei Masai del distretto di Ngorongoro


venerdì 28 ottobre 2011

Argentina, dopo tanti anni un po’ di giustizia


La stampa ha dato poco risalto alle conclusioni del processo in Argentina, ma si tratta di un evento storico rilevante. Riporto notizie e link trovati in rete.
L’ex ufficiale navale argentino Alfredo Astiz è stato condannato all’ergastolo per i crimini commessi durante gli anni della dittatura militare, tra il 1976 e il 1983. Astiz, conosciuto anche con il soprannome di “angelo biondo della morte”, è stato giudicato colpevole per le accuse di tortura, omicidio e sequestro di persona. Tra le sue vittime ci furono anche due suore francesi e due delle fondatrici delle cosiddette Madri di Plaza de Mayo.
Sul banco degli imputati del procedimento giudiziario si sono sedute 17 persone accusate di almeno 85 crimini contro l'umanità commessi nella Esma. Dodici degli imputati sono stati condannati all'ergastolo, tra i quali l'ex ufficiale della marina Jorge 'El Tigre' Acosta e l'ex tenente Alfredo Astiz, soprannominato 'l'angelo biondo'. Due simboli delle torture commesse nella Esma.
Tra le vittime dei militari dell'Esma la fondatrice delle 'Madres de Plaza de Mayo' Azucena Villaflor, lo scrittore e giornalista Rodolfo Walsh e le suore francesi Leonie Duquet e Alice Domon. Astiz è stato riconosciuto colpevole di una serie di delitti, tra i quali l'omicidio delle due suore francesi.
Gli anni della dittatura militare in Argentina sono stati degli anni bui per la Storia di tutto il mondo, in quegli la lotta politica è stata fatta tramite massacri preordinati, gli avversari del regime sono strati sistematicamente uccisi. Oggi un po’ di giustizia e speriamo che quella pagina della Storia non venga mai dimenticata. Qualche anno fa avevo scritto un dramma sui figli dei desaparecidos, la versione integrale la potete trovare a questo link
Immagine - una delle tante manifestazioni storiche delle Madri di plaza de mayo – dal link http://politicaesocieta.blogosfere.it/2007/04/mondodonna-ricorda-le-madri-di-plaza-de-mayo.html

giovedì 10 marzo 2011

Dopo un passo un altro passo


L’Illinois esce dal buio tunnel della pena di morte.
Dopo questo passo occorre farne un altro in Georgia.

Ecco il Comunicato di Amnesty

…. grazie alle firme di migliaia di persone nel mondo, abbiamo ottenuto una vittoria storica: l’Illinois è diventato il sedicesimo stato americano, il terzo negli ultimi quattro anni, ad aver abolito la pena di morte!
Il 9 marzo, il governatore Pat Quinn ha infatti firmato il disegno di legge che, dopo una moratoria sulle esecuzioni durata 11 anni, pone fine alla pena capitale. In quest’occasione, ha anche commutato le condanne a morte degli ultimi 15 prigionieri in attesa di esecuzione.
Ma se l’Illinois si è liberato definitivamente da questa pena crudele, disumana e degradante, in Georgia, Troy Davis, nel braccio della morte da 20 anni, rischia di essere messo a morte.
Aiutaci a salvare la sua vita. Firma l’appello!
.
immagine - dalle grate della prigione escono due mani, come per una triste attesa

venerdì 24 settembre 2010

Ora, dove la speranza?


La pena

Da qualche parte del mio paese
nelle città anneritee
in campi di fango
c’è chi parla della giustizia come morte

Sento lo stridio dei denti
che allontana la pietà per l’ innocente boia

Non mi resta che cercare una fascia nera
un crisantemo bianco
e cancellarmi

Teresa Lewis è stata uccisa dalla giustizia U.S.A. in Virginia – 23/09/10 ore 21,13 – 0ra italiana 3,13 .
Ieri avevo inserito un post dal titolo: spero che oggi non accada

Ora, dove la speranza?

C’erano una trentina di americani fuori dal carcere a manifestare contro l’esecuzione, su uno dei cartelli c'era scritto: 'Perche' uccidiamo persone che hanno ucciso altre persone per insegnare che uccidere e' sbagliato?'.

La speranza è in questi pochi americani.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/09/22/visualizza_new.html_1760416169.html

il fatto

La Lewis, 41 anni, era stata ritenuta colpevole di aver organizzato l’omicidio del marito e del figliastro nell’ottobre 2002 per incassare i soldi di una polizza sulla vita. Per l’accusa aveva assoldato due sicari, offrendogli in cambio denaro e favori sessuali, a cui ha aperto la porta di casa il giorno degli omicidi. Per la difesa la difesa la donna sarebbe stata affetta da ritardi mentali e sarebbe stata manipolata dagli assassini.
I suoi avvocati evidenziavano che gli assassini materiali avevano ricevuto una condanna all’ergastolo. Uno di essi, Matthew Shallenberg, dalla prigione aveva sostenuto di essere stato lui l’architetto dei delitti e di aver manipolato la Lewis. Shallenberg si è suicidato in carcere nel 2006. Teresa Lewis non aveva mai negato di essere stata la mandante dell'omicidio del marito e del figlio del marito. Con la sua fragile mente aveva ammesso le sue colpe e chiesto in qualche modo perdono, ma ciò, dal punto di vista giudiziario, aveva solo aggravato la sua posizione.

LA PENA DI MORTE IN U.S.A.

Dopo una sospensione dal 1972 al 1976, gli USA hanno ricominciato ad applicare la pena di morte.

Ecco due link con notizie approfondite sul percorso della pena di morte in USA.

http://politiche.wordpress.com/2009/01/09/osservatorio-pena-di-morte-usa-le-morti-docili/

http://win.agliincrocideiventi.it/Anno4/gennaio2006/appunti_sulla_storia_della_pena.htm


E ORA IN IRAN?

Cosa potrà accadere ora a Sakineh? Se i giudici iraniani imiteranno quelli americani il risultato è prevedibile.

24/09/10 francesco zaffuto


immagine - crisantemi bianchi


nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
foto che riproduce alcuni crisantemi bianchi su un fondo scuro, i crisantemi sono nel massimo della loro fioritura ed esprimono tutta la loro corposità insieme alla loro morbidezza

giovedì 23 settembre 2010

spero che oggi non accada


prevista
per
le ore 21
del 23 - 09 - 10
la condanna a morte
in U.S.A.
di Teresa Lewis

.


La pena
Da qualche parte del mio paese
nelle città annerite
e in campi di fango
c’è chi parla della giustizia come morte

Sento lo stridio dei denti
che allontana la pietà per l’ innocente boia

Non mi resta che cercare una fascia nera
un crisantemo bianco
e cancellarmi


23 settembre 2010 francesco zaffuto


Link sul fatto

Il volto di Sakineh e la pena di morte nel mondo

http://eliotroporosa.blogspot.com/2010/09/stati-uniti-avverra-domani-lesecuzione.html

http://eliotroporosa.blogspot.com/2010/09/23-settembre-2010-teresa-lewis.html

immagine - crisantemi bianchi

nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
foto che riproduce alcuni crisantemi bianchi su un fondo scuro, i crisantemi sono nel massimo della loro fioritura ed esprimono tutta la loro corposità insieme alla loro morbidezza

domenica 12 settembre 2010

Il volto di Sakineh e la pena di morte nel mondo


La volontà delle autorità iraniane di praticare una condanna a morte tramite la lapidazione ha fatto il giro del mondo e mobilitato le coscienze. Le firme dell’appello di Amnesty dalle poche migliaia di due mesi fa sono balzate a 58.000.

http://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio

Le autorità iraniane hanno sospeso la condanna a morte e hanno promesso di rivedere la sentenza; forse si salverà, forse praticheranno l’impiccagione per ammorbidire le coscienze occidentali.
Le coscienze occidentali sono dominate dai “civilissimi” U.S.A che praticano con molta “civiltà” la pena di morte con svariate modalità; fra pochi giorni pensano di applicare la pena di morte a Teresa Lewis. L’appello di Amnesty per questa condannata negli USA ancora non ha raggiunto le mille firme.

CHIEDO A CHI NON LO AVESSE FATTO DI FIRMARE I DUE APPELLI
La pena di morte in USA non è più bella di quella in IRAN; ed è ben più grave per noi occidentali perché ogni giorno imitiamo gli americani e le loro mode.
Gi USA, se si vogliono presentare come “civilizzatori”, possono da subito eliminare la pena di morte dal loro sistema giudiziario penale; e dimostrare finalmente di rispettare il comandamento della loro Bibbia “Non uccidere”, sulla quale sono soliti tanto giurare. Obama (nobel per la pace) dica finalmente qualcosa su questo argomento. L’Europa e l’Italia (patria di Beccaria) possono ricordare ogni tanto agli americani il loro essere barbari.
Nel mondo ci sono diversi Stati piccoli e grandi che si sono avviati verso l’abolizione di questo crimine commesso per condannare un crimine; ma USA e Cina danno al mondo un esempio nefando. La Cina nel 2oo9 ha applicato la pena di morte forse più di un migliaio di volte; e, se qualcuno osa chiedere alle loro autorità di Stato qualcosa, rispondono che sono fatti loro ed evitano di dare informazioni sulle esecuzioni.




Facciamo in modo che i volti di Sakineh e Teresa Lewis, ambedue condannate a morte, servano a far crescere la pietà nel mondo, in tutto il mondo.





(chiedo scusa per l'esposizione pubblica di questi volti, in questo blog tendo sempre ad evitare esposizioni di foto personaggi viventi, ma la motivazione è questa voltà di umana solidarietà. f.z.)


12/09/10 francesco zaffuto

ultimo aggiornamento al 18/09/10

sabato 9 maggio 2009

Maroni - La Russa e frutti del rapporto Italia – Libia

09/05/09

Con la visita di Gheddafi 10/11 giugno si consolidano ancora di più i rapporti Italia - Libia. Se si può essere soddisfatti di una stabilizzazione che chiude con il passato coloniale, non si può essere soddisfatti per la nuova alleanza contro i disperati dell'Africa. Il Governo italiano, l'Europa tutta e la stessa Libia debbono porsi il problema di come aiutare l'Africa . Dalla crisi mondiale si deve uscire con un programma di aiuti verso l'Africa, non aiuti legati al prolungamento di una lenta agonia, ma aiuti per l'autonomia dei popoli dell'Africa.

Una attenta analisi di Amnesty sulla Libia

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2274

Segue il post precedente

(1 aggiornamento del 15/05/09 in fondo)
(2 aggiornamento del 16/05/09 - il Ministro La Russa dichiarazioni gravi sull'Alto commissariato dell'ONU - in fondo)
(3 aggiornamento del 16/05/09 - le proposte del Ministro Frattini alla UE)



L’Italia con il suo presidente Berlusconi è andata in Libia ed ha fatto ammenda per le colpe di Mussolini, ed ha pagato con una nuova mega autostrada che sarà realizzata con fondi Italiani. In cambio la Libia ha accettato di tenere a bada quella massa di disperati che da diverse zone dell’Africa si spostano nella speranza di mettere piede in Europa.



La cosiddetta azione di “respingimento” vantata da Maroni si realizza grazie agli accordi Italia-Libia.
Il lavoro impietoso nei confronti dei disperati dell’Africa lo faranno gli altri: “quello che poi succede negli altri Paesi non può essere una preoccupazione del governo italiano»; queste le parole del ministro Maroni, per lui l’Africa è lontana.
Dimentica il Maroni che una parte del disastro in Africa è stato costruito da noi e non in un tempo lontano; sono state le fabbriche di armi del Nord Italia e dell’Europa che hanno trovato un mercato per la vendita dei loro micidiali prodotti.



Quante di quelle armi, negli ultimi venti anni, hanno preso la strada dell’Africa, vendute a chi era disposto a tenere il potere anche con le stragi? Molti di quegli uomini neri, che tanto sconvolgono il sonno di Maroni, fuggono da zone di guerra, sono perseguitati da dittatori locali e da bande di assassini, cercano in Europa la possibilità di salvare la propria vita e quella dei propri figli.
Certo l’Italia non può assorbire un’ondata migratoria di vaste proporzioni, ma l’Italia e l’Europa tutta devono affrontare il problema di questa ondata migratoria e devono affrontare il problema Africa.
L’Africa che sta a due passi da noi va pacificata e aiutata nello sviluppo. Di questa pacificazione si deve fare artefice l’Europa con tutte le possibili azioni diplomatiche, impegnando la stessa ONU. La messa al bando alla vendita di armi è il primo passo necessario; l’assistenza per lo sviluppo deve avere come aspetto principale quello della formazione culturale e tecnologica di nuove generazioni di africani per costruire le competenze per l’autonomia ed l’emancipazione
Dallo sviluppo dell’Africa l’Europa può trarre un grande beneficio perché si può creare un nuovo vasto mercato; dalla miseria dell’Africa, l’Europa potrà solo avere l’arricchimento di alcune bande di speculatori e tutti gli effetti negativi di vaste ondate migratorie che potranno solo crescere con il crescere esponenziale della miseria e delle guerre locali. L’impietosa vittoria di Maroni ha il fiato corto: la Libia per qualche tempo terrà a bada i movimenti migratori dell’Africa, ma quando diventeranno un problema per la nazione libica ce li scaricherà addosso tutti in massa.
francesco zaffuto
1) Aggiornamento
sui respingimenti di Maroni, il parere dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dell’ONU del 15 maggio 09

http://www.unhcr.it/news/dir/26/view/558/stop-ai-respingimenti-in-libia-55800.html
2) Aggiornamento
Per il ministro La Russa l’Alto commissariato dell’ONU per i rifugiati politici non conta nulla

"L'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati conta come il due di picche, cioè un vero e proprio fico secco". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso di un incontro elettorale a Milano, durante il quale ha duramente attaccato la portavoce italiana, Laura Boldrini, chiedendole "se non sia più umano intercettare i clandestini vicini alle loro coste per poi riportarli indietro, oppure portarli nel nostro Paese per poi rinchiuderli nei centri di accoglienza per mesi in attesa che vengano espulsi".
"La signora Boldrini - ha aggiunto la Russa - è disumana perché pretende che dei poveri disgraziati siano chiusi mesi e mesi in condizioni pessime. Forse la sua speranza è che una volta in Italia questi clandestini possano scappare dai centri. Il governo Berlusconi, e lui in prima persona - ha proseguito la Russa prima di partire per la Libia per partecipare a un incontro tra rappresentanti di cinque Paesi europei e cinque Paesi africani - è riuscito a fare ciò che nessuna prima era riuscito a fare, cioè trovare un'intesa con la Libia".

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.3323293364
3 Aggiornamento
Le proposte del Ministro Frattini al commissario UE 1) – riconoscimenti in mare -

“....la nave che intercetta in alto mare una barca con 100 immigrati affida le verifiche al comandante che farà il primo screening e di dire: in questa barca ci sono 6 persone che potrebbero avere i requisiti”

Mentre sulla terraferma Maroni chiede addirittura 180 giorni, il capitano in mare dovrebbe risolvere tutto in pochi minuti???????????????

Altra ipotesi Frattini, un po’ meno estemporanea è quella dei consolati italiani
«Che nei paesi di transito (la Libia) o d’origine (la Nigeria) alle ambasciate o nei consolati italiani si va a chiedere asilo politico. A Tripoli c’è il consolato italiano. Così si risolve il problema».



(immagine “coercizione” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/ )