lunedì 3 dicembre 2012

ILVA – TARANTO e COSTITUZIONE



Intanto l’art. 32 della Costituzione dice che
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività
Quindi si tratta di bene primario e fondamentale di ogni cittadino che la Repubblica si impegna a tutelare; gli atti della magistratura sono stati non solo rivolti a perseguire dei reati ma principalmente a garantire tale diritto costituzionale.
 Lo Stato con il suo Governo interviene con un decreto  per tutelare il lavoro di decine di migliaia di cittadini e per avviare le opere di disinquinamento, ma non requisisce la fabbrica;  si limita ad imporre alla proprietà di avviare l’opera di disinquinamento, impone sanzioni e avvia un controllo con un suo commissario. Ma i proprietari che dovrebbero adempiere alle opere di disinquinamento sono già indiziati di reato da parte della magistratura. In Pratica il Governo accorda un supplemento di  fiducia e di tempo alla gestione privata con minaccia di sanzioni più gravi.
 Ma quale sicurezza si può avere di un miglior comportamento da parte di chi i reati di inquinamento li ha già commessi? Ben poca.
 Poteva lo Stato fare un decreto di requisizione, avviare le opere di disinquinamento e  continuare la produzione direttamente in forma pubblica? Penso proprio di si perché era giustificato dallo stesso articolo 32  di tutela della salute e per gli articoli che seguono della Costituzione.
Art. 41
L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
 Quindi  applicabile per l’ILVA che si trova in evidente contrasto con la sicurezza sociale
Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
 La Costituzione prevede l’esproprio nei casi di interesse generale, e in questo caso l’interesse generale si sarebbe coniugato con la necessaria tutela della salute dell’art. 32.
 I contenuti degli articoli 32, 41 e 42 sono ulteriormente rafforzati
dall’art.43
 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
 E da tale articolo si evidenzia che il ruolo pubblico e diretto dello Stato nell’impresa è sempre possibile.
 Riguardo all’eventuale indennizzo a chi ha inquinato è tutto da valutare insieme all’ammontare del danno creato per l’inquinamento. Dunque espropriazione, avvio immediato dell’opera di disinquinamento, continuazione della produzione in forma pubblica; alla fine dell’opera di disinquinamento si pagano i proprietari,  se rimane qualcosa.
 Questo Monti lo poteva e lo può fare con decreto e in pieno rispetto della Costituzione. Quello che non si può fare è impedire l’esercizio della magistratura nel perseguire reati e l’esercizio della magistratura nella tutela della salute.
 Il decreto di Monti sull’ILVA mi pare attento alla funzione dell’impresa privata ILVA, debole e contraddittorio; forse produrrà conflitti tra organismi dello Stato,  strascichi giudiziari in sede costituzionale e potrà continuare il malessere dei cittadini di Taranto e dei lavoratori.
03/12/12 francesco zaffuto
Ecco il link con il testo del Decreto



Immagine ILVA, mare e Taranto – foto da