giovedì 1 ottobre 2020

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giovedì 17 settembre 2020

Notizie sul processo ad Assange

17 SET 2020 — 

CHI C'E' DIETRO LA GIUDICE CHE PROCESSA ASSANGE

Manlio Dinucci

Emma Arbuthnot è la giudice capo che, a Londra, ha istruito il processo per l’estradizione di Julian Assange negli Usa, dove lo attende una condanna a 175 anni di carcere per «spionaggio», ossia per aver pubblicato, quale giornalista d’inchiesta, prove dei crimini di guerra Usa, tra cui video sulle stragi di civili in Iraq e Afghanistan.  prosegui la lettura su...

https://www.change.org/p/la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale/u/27736912?cs_tk=AlhQv7U42Z_VAioWZ18AAXicyyvNyQEABF8BvNWf5hOmLTl1_6A7hrPwkJ8%3D&utm_campaign=dc11bf3413f9444e9bca667303f8a5b6&utm_content=initial_v0_4_0&utm_medium=email&utm_source=petition_update&utm_term=cs


giovedì 9 luglio 2020

L’ Entusiasmo per un ghiacciaio su Marte


Ieri sera sul TG 7, un servizio sul ghiacciaio Korolev su Marte,
le immagini non erano relative a notizie fresche, di tale ghiacciaio già diverse riviste scientifiche  avevano riportato le stesse foto  dal dicembre 2018
Il filmato del TG 7  grondava di entusiasmo e annunciava le partenze il prossimo mese per nuove avventure esplorative su Marte  da parte di Europei, Americani e persino Emirati arabi che hanno tanto da spendere.
Interessante, ok, ma di questo entusiasmo  ne possiamo fare volentieri a meno:
i nostri ghiacciai sulla terra si stanno sciogliendo,                                            
e ci può consolare
ben poco che,
forse nel 2423,
un uomo riuscirà ad aprire una gelateria sul pianeta Marte
mentre la Terra sarà diventata un pianeta desolato
francesco zaffuto

Il Ponte di Genova lo può gestire il Comune di Genova

1)  ? Perché la Ministra dei Trasporti ha voluto inviare al sindaco di Genova, anche commissario straordinario per il Ponte, una missiva in cui ha detto che la gestione del ponte spetta ancora ai Benetton? (qui la notizia)
2) ? Perché la Ministra, che ha tanto aspettato,  non ha voluto aspettare il verdetto della Corte Costituzionale che arrivato il giorno dopo? (qui la notizia)
LA GESTIONE DEL PONTE  E' BEN PIU' SEMPLICE DELLA SUA COSTRUZIONE
BASTANO UN PAIO DI CASELLI
SE NON SI VOGLIONO COSTRUIRE DUE CASELLI LO SI PUO' GESTIRE IN VIA TELEMATICA COME ATTUALMENTE VIENE GESTITA LA PEDEMONTANA
LA GESTIONE, VISTO CHE ANCORA NON ESISTE UN ORGANISMO STATALE PREPOSTO,
LA PUO' FARE LO STESSO COMUNE DI GENOVA
LA CITTA' MARTORIATA DAI LUTTI, E DA UNA CRISI DURATA PIU' ANNI,  AVREBBE UN BENEFICIO DI TALE GESTIONE

mercoledì 8 luglio 2020

Papa: Dio chiede di sbarcare, la Libia è un inferno

ANSA

Papa: Dio chiede di sbarcare, la Libia è un inferno

È Dio "che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di poter sbarcare". Lo ha detto il Papa nell'omelia della Messa dedicata ai migranti, nel settimo anniversario della sua visita a Lampedusa. Poi il pontefice ha sottolineato che per i migranti la Libia è un "inferno", un "lager"....  notizia completa al link sopra indicato dell'Ansa

Superenalotto uno su 60 milioni ce la fa

ANSA

Superenalotto: centrato a Sassari un 6 da 59 milioni


Ricordate la vecchia canzone di Morandi che diceva "... uno su mille ce la fa?  Oggi, dopo il risultato della vincita al Superenalotto, nel clima Covid 19, possiamo dire uno su 60 milioni ce la fa. Auguri a chi ha vinto. Ma non possiamo esimerci dal dire che questa è la morale diffusa da una società perversa, "cosa importa di come vanno le cose, uno ce la fa e potresti essere tu, ed entrare nell'Olimpo dei miliardari. Gioca, gioca, hai anche tu questa democratica possibilità"

per l'ISTAT un'azienda su 3 rischia di chiudere per COVID

ANSA - riporta che secondo l'ISTAT
rischia di chiudere un'azienda su 3
per la crisi generata dal COVID 19

seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell'occupazione, circa 3,6 milioni di addetti) ha denunciato l'esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell'anno

Particolarmente grave la crisi su alberghi e ristoranti - per la notizia vai al link sopra
riportato.

domenica 5 luglio 2020

Assange: allarme rosso sulle condizioni di salute



A due mesi dalla riapertura del processo di estradizione, le condizioni di salute di Julian Assange stanno precipitando. Per questo motivo ancora un'altra udienza preliminare si è svolta senza di lui. La seduta è stata rinviata al 27 luglio.
Assange compie oggi 49 anni, da dieci anni vive in condizioni di isolamento, da più di anno è nel carcere britannico di massima sicurezza di Belmarsh dove ha subito torture fisiche e psicologiche, come confermato dalla Commissione Onu sulla tortura.
La difesa messa a punto dai suoi legali negli anni dell'esilio dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra è stata spiata da una compagnia di sorveglianza spagnola per conto della CIA, e a causa del lockdown, Assange non può nemmeno incontrare i legali e la sua famiglia da mesi.
Julian Assange viene perseguitato dal governo Usa per aver pubblicato su WikiLeaks i cosiddetti war logs, registri di guerra Usa all'Iraq, i diari di guerra dell'attacco Usa all'Afghanistan e molte comunicazioni del Dipartimento di Stato Usa. Ulteriori capi di accusa per intrusioni informatiche sone state recentemente aggiunte. Se condannato, Assange rischia fino a 175 anni di prigione, praticamente una condanna a morte.


note biografiche su   https://it.wikipedia.org/wiki/Julian_Assange

martedì 22 gennaio 2019

Sappiamo ben poco dei gilet gialli …


Sappiamo ben poco dei gilet gialli …
Tanti servizi ma nei fatti l’informazione è ben poca – qui una lettera che gira in rete
Una lettera di SUSANNA PACCIONE: Buongiorno, vi scrivo dalla Francia dove sono immigrata dall’Italia nel 99. Sono una delle portavoci dell’insurrezione dei gilets jaunes, in Dordogna. Abbiamo bisogno del vostro aiuto, dell’aiuto di tutti. 

venerdì 18 gennaio 2019

Governo della Brexit e fiducia senza fiducia


IL 16 gennaio 2019

No 432, a favore 202. Il Parlamento britannico ha bocciato il piano della Premier Theresa May per l’uscita morbida della Gran Bretagna dall’Unione Europea. 

Il 17 gennaio 2019
la sfiducia al governo May non è passata per soli 19 voti, 325 contro 306.
IL dopo
Le speranze di un compromesso, in questo clima, si fermano per ora alla richiesta preliminare rivolta dal numero uno laburista all'inquilina di Downing Street di cominciare con il "togliere dal tavolo" qualsiasi ipotesi di 'no deal'.
Il mantenere aperta l’ipotesi di una brexit con  “nessun accordo – no deal” riporta in campo l’ipotesi di un nuovo referendum.
La scelta di tirare ancora avanti nel tempo, per nuove trattative con la UE,  si viene anche a scontrare con la scadenza tecnica delle nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Il Regno Unito si viene cosi a trovare in una condizione di particolare impasse – ma anche l’Europa.


foto - album fr. z.

lunedì 7 gennaio 2019

Il governo 5s/lega mantiene la più renziana delle misure di Renzi


La più renziana misura di Renzi non è stata quella degli 80 euro (che in qualche modo era una restituzione fiscale ed ebbe perfino il placet dei sindacati). Ma quella di  Renzi  colto dalla luminosa idea di regalare 500 euro a tutti i 18enni, (sia poveri che figli di papà) da spendere in libri, concerti, cinema ecc… con la quale  arrivò al massimo di quello che si può chiamare populismo. Ebbene questo regalo di 500 euro a testa (ricchi o poveri che siano)  non è stato spazzata via dal governo 5S/lega (governo che ha rastrellato tanto il fondo del barile per coprire reddito di cittadinanza e quota cento). Il regalo di Renzi se lo sono tenuto, non ho idea di quanto possa contare in termine di voti, ma sicuramente un calcolo l’hanno fatto.  E’ questo l’esempio più alto di populismo e non il reddito di cittadinanza che in qualche modo si rivolge ai più poveri.  (fr.z.)

Indagine dell’FBI in Campania sul commercio organi umani


PORTATE IN ITALIA E POI UCCISE PER VENDERE GLI ORGANI: L'FBI INDAGA IN CAMPANIA SUL TRAFFICO DELLE GIOVANI NIGERIANE - DAL BUCO NERO DELLA COSTIERA DOMIZIA, POPOLATA SOLO DA CAMORRA E DISPERATI AFRICANI, LE AUTORITÀ AMERICANE HANNO RINTRACCIATO UN FLUSSO DI DENARO CON LA MAFIA NIGERIANA AD ATLANTA, NEW YORK E CHICAGO. IL BUSINESS DELLA DROGA SERVE SOLO A FINANZIARE LA VERA GALLINA DALLE UOVA D'ORO: LA TRATTA DI ESSERI UMANI
Continua su …

La difficile conta delle Guerre


Le guerre nel mondo sono in drammatico aumento: 378 i conflitti totali nel 2017, di cui 186 crisi violente e 20 guerre ad alta intensità. continua su ...

giovedì 3 gennaio 2019

gennaio 2019: aspettando il Parlamento di Londra


Lunedì 7 gennaio inizierà il dibattito che aprirà le porte al voto sulla Brexit a partire dal 14 gennaio.
Quella del 14 gennaio sarà l’ultima settimana utile per garantire al Regno Unito e all’Unione europea un accordo di divorzio che, secondo il calendario dei lavori, dovrà arrivare entro e non oltre il 21 gennaio.
Non è chiaro al momento se l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea avverrà con o senza accordo o se addirittura ci sarà un nuovo referendum. Quel che è certo, ad oggi, è che a prescindere dalle modalità, dalle discussioni e dalle divergenze di opinione, la Brexit diverrà effettiva il 29 marzo del 2019.


Uno dei tanti quadri di Monet raffiguranti il Parlamento di Londra


mercoledì 31 ottobre 2018

SIMILITUDINI: TRUMP, SALVINI e BOLSONARO


TRUMP, SALVINI e BOLSONARO non sono la stessa cosa,  ma hanno la stessa origine: la delusione di un elettorato per le esperienze precedenti  con leader che volevano essere democratici, progressisti e vagamente di sinistra. L’elettorato ormai è lontano dagli affezionamenti ideologici e naviga a vista,  saltando dalle promesse più bislacche di un leader  a quelle di un altro. 
 Per tornare ad un leader vagamente di sinistra occorrerà passare un po’ di anni con quello di destra;  l’abbiamo visto in Grecia, poi in Spagna,  e forse lo vedremo con un prossimo successo di  Corbin in Gran Bretagna. 
 Destra e manca, montaggio e rismontaggio, in una democrazia dove le componenti tendenzialmente si somigliano.  Il danno, diciamolo liberamente, lo fanno i popoli senza cultura e senza memoria;  dove ogni singolo elettore pensa ai suoi interessi di bottega e si lascia abbindolare da promesse ed appartenenze.
 In linea di massima si conclude ben poco con questo tipo di democrazia, ma la cosa più pericolosa è:  se ad uno dei vari leader, che si avvicendano,  ad un certo punto, gli viene la voglia proprio di smontare la democrazia.
 Allora la massima vigilanza sulla libertà d’espressione e sugli istituti rappresentativi della democrazia;  ma anche un po’ di collaborazione tra forze di governo e forze di opposizione per le decisioni e le opere d’interesse collettivo, onde evitare uno stupido montaggio e rismontaggio.  (fr.z)


martedì 30 ottobre 2018

venerdì 26 ottobre 2018

2,4 – 1,6= 0,8 di Prestito Italia


 Si è detto che se il debito restava con un incremento dell’1,6% tutto sarebbe filato liscio con la UE.
 Ebbene allora il problema è questo sforamento dello 0,8 in più che porta l’incremento del debito  al 2,4 %. 
 Una strada c’è per affrontare il problema: fare diventare lo 0,8% un debito finanziato interamente dentro Casa. Istituire un Prestito Italia in titoli dello Stato interamente sottoscrivibile da Persone fisiche - cittadini italiani, nominale e non trasferibile per 4 anni, non sottoscrivibile da banche – collocabile su territorio solo attraverso la Cassa depositi e prestiti e tramite l’ausilio di tutti gli sportelli postali. Potrebbe fruttare un interesse minimo stabile e non tassato dall’imposta del 12,5% (che è solo una stupida partita di giro). E se lo si vuole rendere appetibile, anche renderlo sgravabile dall’IRPEF in 4 anni. 
 La UE  non avrebbe tanti argomenti per dire di no, a meno di non voler dichiarare espressamente che un debito deve essere per forza detenuto dalle banche.
L’impegno per il  Governo, di conseguenza, diventerebbe quello di arrivare in quattro anni a fare risparmi di spesa tali da estinguere questo debito particolare.
C’è solo un problema di coraggio: mettere a prova la fiducia degli italiani sul debito dello Stato. (fr.z.)