sabato 18 gennaio 2014

Lo scongelamento del Caimano

 Renzi ha incontrato Berlusconi, in qualche modo ha scongelato il Caimano. Ma se  si considera che Grillo si è tirato da parte;  gioco forza,  se Renzi vuole tentare di far passare una riforma elettorale con una maggioranza non risicata deve fare un accordo con Forza Italia.
 Mentre è comprensibile il malessere di una parte del PD per questo incontro, la pretesa di Angelino Alfano ( e soci) di mettere l’ipoteca del suo piccolo partito su una legge che necessita di una grande condivisione in Parlamento è quantomeno fuori luogo; basta ricordare che fino a pochi giorni fa Angelino era il figlioccio di Berluconi. I piccoli partiti sono nel giusto se reclamano una rappresentanza in Parlamento, una voce; ma non possono pretendere di essere sempre l’ago della bilancia.
 Dopo l’incontro con Berlusconi,  Renzi ha annunciato di avere trovato una soluzione che metterà ai voti nella direzione del PD che si terrà lunedì. Nessuno scandalo, va dato a Renzi il merito di non perdere tempo. Riguardo alla bontà della legge elettorale proposta è meglio aspettare lunedì.

Qui di seguito, per quanto posso parlo da solo ripetendo alcune cose che avevo inserito nel blog nel novembre del 2012.

 La legge elettorale è la legge più importante per l’impalcatura dello Stato, e deve essere capace di garantire: la rappresentatività delle maggioranze e delle minoranze, la governabilità, e l’alternanza. E’ una alchimia difficile ma tecnicamente possibile.
Il Parlamento in una democrazia deve essere inclusivo di tutto il dibattito delle idee e non esclusivo; se la legge elettorale porta ad escludere (con meccanismi tipo la soglia del 4 o 5 per cento) si viene a creare un dibattito extraparlamentare che lo Stato non riesce a recepire con le sue istituzioni, un pericoloso impoverimento per la stessa democrazia che può arrivare a ribaltare la democrazia stessa. Tutte le minoranze è necessario che possano esprimersi con una rappresentanza, ma la loro rappresentanza non deve impedire la necessaria governabilità.  Per affrontare questo problema si può fare ricorso al duplice aspetto della rappresentatività: l’aspetto territoriale e l’aspetto complessivo nazionale, in modo che siano eletti uomini portatori di un legame con un territorio specifico  e uomini che sono portatori di un legame con movimenti di idee che si esprimono complessivamente nel paese.
 Questo duplice criterio della rappresentatività è necessario perché basta pensare che attualmente,  prevalendo il criterio territoriale,  con un quantitativo di appena 50 mila voti si può diventare deputato mentre un movimento che raccoglie più di 500 mila voti su base nazionale rimane escluso.
 Per evitare l’eccessiva frantumazione in gruppi e movimenti si può fare ricorso per l’elezione di 2 terzi del Parlamento alla rappresentatività territoriale con il criterio uninominale con ballottaggio in ogni singolo collegio elettorale;  e l’elezione di  1 terzo del Parlamento per la rappresentatività nazionale con criterio proporzionale.  
 Con questo duplice ed onesto meccanismo si verrebbe ad assicurare  la governabilità perché la maggioranza sarebbe alimentata dai voti espressi territorialmente ed anche da quelli proporzionali e nel contempo si garantirebbe la presenza in Parlamento di tutte le espressione di idee e movimenti.
 La cosiddetta preferenza si esprimerebbe in modo inequivocabile con la preferenza unica nel collegio uninominale e con la conferma nel ballottaggio;  e sulle liste nazionali si può garantire la doppia preferenza all’interno della lista votata per evitare la concentrazione di voti solo su pochi leader.
 Se poi, con la dovuta calma,  si passasse anche ad una riforma costituzionale per stabilire UNA SOLA CAMERA di soli 300 deputati potremmo dire bene, molto bene. Se i 300 non trovassero l’accordo per governare, subito a casa (senza prebende e pensioni) e nuove elezioni;  tanto, pagando solo trecento e a un prezzo inferiore, veniamo ad avere i soldi per convocare tutte le elezioni necessarie. Troppo semplice!?

18/01/04 francesco zaffuto

mercoledì 15 gennaio 2014

viaggio nell'Italia avvelenata

Ci sono dei post che è opportuno ripetere in rete perché rivestono una particolare importanza e questo è uno di essi. L’ho trovato oggi sul blog del Cavaliere oscuro del web, si tratta di un articolo del 29 novembre 2013 del sito Unimondo.org di cui permane l’attualità e il peso ….
Entro vent’anni gli abitanti di numerosi comuni del Casertano “rischiano di morire tutti di cancro” a causa dei rifiuti pericolosi interrati nel territorio. Continuano a far tremare le parole del pentito Carmine Schiavone, pronunciate in un’audizione alla Commissione ecomafie del 1997 e rese pubbliche solo poche settimane fa da parte della Camera. Un segreto che, in realtà, tanto segreto non era: lo conoscevano le organizzazioni criminali che su quei veleni hanno fatto miliardi, così come gli industriali conniventi e, naturalmente, le istituzioni; ne erano più o meno consapevoli le persone del luogo che continuano ad ammalarsi e morire, lo conoscevano e lo conoscono i gruppi spontanei dei cittadini che, stanchi di subire in silenzio, hanno finalmente alzato la testa e il 16 novembre, come un “fiume in piena” (questo il nome del movimentoorganizzatore) hanno sfilato in 100mila per le strade di Napoli per stilare un programma di proposte e azioni concrete e dire finalmente, una volta per tutte, “no al biocidio” nella cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
Ma cosa significa biocidio? Lo spiegano bene i due autori del coinvolgente libro-inchiesta “Il paese dei veleni (Biocidio, viaggio nell’Italia contaminata)”, Andreina Baccaro e Antonio Musella, che con il termine intendono il danneggiamento del Dna dei cittadini che vivono a ridosso dei mega-impianti produttivi e delle zone più inquinate d’Italia a causa dello smaltimento abusivo di rifiuti speciali. “Una mutazione genetica – scrivono – che ha causato la drastica riduzione, per gli italiani, delle aspettative di vita in salute, cioè gli anni che ci si può aspettare di vivere prima di essere colpiti da patologie cronico-degenerative”. Insomma, se pure il tenore di vita si è alzato e si vive di più, ci si ammala prima a causa delle condizioni ambientali. È il cosiddetto “virus del benessere”, radicato in tutte quelle terre avvelenate da incuria, sfruttamento indiscriminato, abuso e malaffare, che non si limitano al solo territorio campano ma che riguardano tutto il nostro paese: da Napoli a porto Marghera, da Taranto a Brescia, passando per il Lazio e la Sardegna con i suoi poligoni militari e raffinerie petrolchimiche.
“Sarebbe ora di smetterla di parlare di miracolo economico italiano e iniziare a parlare di disastro” affermano Baccaro e Musella, secondo cui il sistema economico italiano dal dopoguerra ad oggi si è fondato su un’industrializzazione malata, basata sull’azzeramento totale di qualsiasi vincolo ambientale e del rispetto della salute dei cittadini. A questo si aggiungono gli sversamenti abusivi nell’ambiente di rifiuti e fanghi di ogni tipo, il lato oscuro di questo miracolo italiano “che dietro la facciata del benessere e del lavoro per tutti, ha nascosto una realtà fatta di scorie e rifiuti tossici, di diossine e benzoapirene, piombo e arsenico”. Il tutto è frutto di un sistema ben collaudato, che vede l’intreccio indissolubile della criminalità organizzata con la politica, insieme all’omertà di una popolazione sotto il giogo del ricatto occupazionale e che può solo scegliere di quale morte morire.
Secondo i dati Ispra citati nell’inchiesta, in Italia i siti potenzialmente contaminati sono circa 15mila. Fra questi, oltre 3.400 sono stati dichiarati già contaminati. Se aggiungiamo gli oltre 1.500 siti minerari abbandonati censiti e le aree dei Siti d’Interesse Nazionale (Sin) si avrà in totale circa il 3% dell’intero territorio italiano e oltre 330mila ettari di aree a mare. Proprio i Sin sono le aree più gravemente inquinate e per le quali lo Stato italiano ritiene indispensabile la bonifica. In teoria.  Perché dal 1997, anno in cui sono stati istituiti, di siti ne sono stati bonificati soltanto due su 57 (Bolzano e Fidenza). Eppure, dalle casse dello Stato sono partiti milioni su milioni di euro, tutti finiti in studi e consulenze che non hanno portato a nulla.
Continua la lettura su Unimondo

Fonte: Unimondo.org 

Autore: Anna Toro
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Articolo tratto interamente da Unimondo.org 

martedì 14 gennaio 2014

Parlamento legittimo e contraddittorio

Oggi sicuramente tutti i giornali parlano della sentenza della Corte costituzionale con le relative interpretazioni politiche.
Si riporta qui un link per chi vuole prendere visione del testo nella sua completezza
 Tutti gli osservatori fanno rilevare che la Corte costituzionale ha detto che il Parlamento non è stato delegittimato. Vediamo cosa ha detto la Corte.
…  È pertanto fuori di ogni ragionevole dubbio – è appena il caso di ribadirlo – che nessuna incidenza è in grado di spiegare la presente decisione neppure con riferimento agli atti che le Camere adotteranno prima di nuove consultazioni elettorali: le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare. Tanto ciò è vero che, proprio al fine di assicurare la continuità dello Stato, è la stessa Costituzione a prevedere, ad esempio, a seguito delle elezioni, la prorogatio dei poteri delle Camere precedenti «finchè non siano
riunite le nuove Camere» (art. 61 Cost.), come anche a prescrivere che le Camere, «anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni» per la conversione in legge di decreti-legge adottati dal Governo (art. 77, secondo comma, Cost.)
Per la Corte  il Parlamento è legittimo sul piano legale e istituzionale ed è l’organo che assicura la continuità dello Stato. La Corte non poteva di certo invalidare lo Stato, deve essere lo stesso Parlamento a fare le valutazioni politiche su se stesso e solo il Capo dello Stato, sulla base della stessa Costituzione,  è l’organo che può sciogliere il Parlamento prima della sua scadenza. Non c'è, e non poteva esserci, una delegittimazione formale ma restano tutte le contraddizioni.
 Resta il fatto che il Parlamento è stato eletto con una legge in contrasto con la Costituzione (e non era la prima volta), legge che non potrà essere più applicata in futuro ma che ha determinato il peso delle componenti politiche dell’attuale Parlamento. Resta una grave contraddizione che un Parlamento eletto con una legge incostituzionale possa mettere mano a riforme della stessa Costituzione. Una qualche riforma istituzionale, varata con maggioranze risicate, sarebbe vissuta come un atto di prepotenza. 
 Anche per la legge elettorale è auspicabile un ampio consenso, altrimenti è meglio andare a votare con quanto si è determinato a seguito della sentenza della Corte.
14/01/14 francesco zaffuto
Post precedente su questo blog sullo stesso argomento
http://www.lacrisi2009.com/2013/12/pocellum-abusivo.html

Immagine –  una seduta della Corte

sabato 11 gennaio 2014

Il cognome della madre seconda puntata


Dopo la decisione della Corte di Strasburgo ora i pensatori del Governo sono entrati in azione. Le possibilità che vengono ipotizzate sono: “i figli nati sia dentro sia fuori dal matrimonio avranno il cognome del padre oppure, in caso di accordo tra i genitori che deve risultare nella dichiarazione di nascita, quello della madre o di entrambi.”


 Cosa potrà accadere con questa nuova formulazione: la maggior parte delle famiglie continuerà per costumanza nell’usuale nome del padre, tranne un po’ di casi sporadici dove per ragioni di principio posti da una donna o per la forza dei cognomi in campo verrà fuori l’ipotesi di scegliere.
 In questo blog, leggendo il  post precedente commenti compresi,  si facevano notare le difficoltà che potevano sorgere inserendo la scelta per accordo: acredine tra la coppia, acredine tra i familiari delle coppie, prevalenza del cognomi forti per censo e fama.
 Ma diciamola pure tutta: nel caso che l’accordo non ci sia cosa dovrebbe accadere? Ne deriva che in mancanza d’accordo debba prevalere qualcosa, e se prevale l’attuale norma, diciamo pure che il ruolo della donna sarebbe solo subordinato a un placet paternalistico.
 Sulla scelta del cognome della madre per “accordo”  nei fatti non si creerà un pari rapporto tra l’uomo e la donna ma solo una ridotta percentuale dove si opererà  per censo e per fama e con l’aggiunta dell’acredine.
 Nei commenti del post precedente Sonia ipotizzava di dare agli stessi figli la possibilità di optare, una volta maggiorenni, per uno dei due cognomi; ma se i figli hanno una pari considerazione per entrambi i genitori e per i vari nonni la scelta diventerebbe sgradevole per i figli stessi. Sari, ipotizzava una scelta da fare al momento del matrimonio; sicuramente è il momento più congeniale per le scelte, ma le scelte sono sempre motivo di discordia e un bel po’ di coppie entrerebbero in crisi prima del “sì”.
 Quando si vuole evitare che la scelta tra due entità eguali produca effetti disuguali occorre o il sorteggio o un automatismo codificato che permetta una reale eguaglianza. Una soluzione potrebbe essere quella del sorteggio del cognome da parte di un ufficiale dello stato civile. Una soluzione, ancora più semplice,  è quella che i figli maschi portino il cognome della madre e le figlie femmine quello del padre, e si realizzerebbe una vera uguaglianza di genere su questo argomento in modo automatico e senza acredine.
 Ma non ci sono problemi,  i nostri politici faranno un dispositivo soft che va bene alla maggioranza, anche se porterà un leggero malessere a qualche minoranza;  accorderanno alla donna una finta parità come la Corte europea ha accordato alla donna una finta parità.
11/01/14 maria luisa ferrantelli e francesco zaffuto (in ordine rigorosamente alfabetico)

Immagine – antica foto di Toro Seduto


venerdì 10 gennaio 2014

LA GUERRA DEI CASSONETTI

In Italia ci sono comuni virtuosi che hanno avviato la raccolta differenziata dei rifiuti;  ed esistono anche cittadini, residenti di comuni virtuosi,  che la propria immondizia indifferenziata la trasferiscono nei cassonetti di altri comuni vicini.
Ed ecco  che può accadere LA GUERRA DEI CASSONETTI .
In un comune del bresciano, Nuvolera accade che:

«Abbiamo affidato a un’agenzia investigativa il compito di sorvegliare i cassonetti più “caldi” e di effettuare accertamenti videofotografici – riferisce il sindaco Luciana Sgotti-. Sulla base dei referti, il comando della Polizia locale ha redatto i verbali. In questi giorni, sono state notificate a cittadini non residenti, per conferimento abusivo di rifiuti, ben trenta contravvenzioni. Si tratta, lo ricordo, di sanzioni pesanti: cinquecento euro. I controlli proseguiranno nelle prossime settimane – promette il primo cittadino – e saranno estesi alle zone più periferiche del territorio comunale».

Continuate per la notizia del 2014 su

Non è una novità perché atti di questa guerra li possiamo trovare anche nel 2013

Potrebbe essere il caso di cominciare ad obbligare ad essere virtuosi tutti i Comuni d’Italia e tutti i cittadini italiani.
10/01/14 francesco zaffuto


Immagini – cassonetti di spazzatura 

mercoledì 8 gennaio 2014

Il cognome della madre e l’Europa

Gli indiani sapevano bene che il nome era qualcosa di connaturato alla persona e lo definiva nelle sue caratteristiche e nella sua personalità. Se osserviamo ancora oggi  la foto di Toro Seduto ne percepiamo la forza e la stabilità.
 La Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia per aver violato i diritti di una coppia di coniugi, avendo negato loro la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre. Nella sentenza, che diverrà definitiva tra tre mesi, i giudici indicano che l'Italia «deve adottare riforme legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata.
 La Corte ha considerato l’uso anagrafico italiano come discriminatorio nei confronti della donna. L’Italia in pratica si dovrà adeguare modificando le sue regole anagrafiche.
  Certo non si può fare come facevano i nobili spagnoli che ereditavano tutti i cognomi e potevano essere chiamati con una specie di elenco declamatorio; in qualche modo un qualche cognome deve soccombere. Ma quale sarà il cognome destinato a soccombere?  E’ molto facile prevedere che potendo scegliere tra il cognome del padre e quello della madre il cognome soccombente sarà quello del genitore che avrà meno prestigio sociale. Se il padre “Tizio” è rettore dell’Università i figli continueranno a portare il cognome “Tizio”; se la madre “Caio” è dirigente di azienda e il marito un semplice impiegato è molto probabile che il cognome dei figli sarà “Caio”. C’è solo da sperare che la coppia possa arrivare alla scelta senza acredine e di comune accordo. Ma non è difficile ipotizzare che possa rimanere un po’ di acredine.
 Direi che la Corte di Strasburgo, pur giustamente ribadendo la parità di diritto uomo-donna,  tutto sommato non fa un buon servizio alla coppia quando parla di libertà di scelta;  potrebbe essere meglio una regola anagrafica paritaria tra l’uomo e la donna del tipo:
estrazione a sorte dell’ufficiale dello Stato civile per il primo nato e poi a seguire i cognomi in alternanza;
oppure perdita di parte dei vecchi cognomi con la costruzione di un nuovo cognome inedito frutto della composizione accorciata dei due. Idee stravaganti!? Ma meglio di una acredine celata.

 La cosa migliore sarebbe la scelta di un nome e un cognome fantastico da prendere alla maggiore età come l’esempio di Toro Seduto, ma quella civiltà è stata distrutta da un generale che di cognome faceva Custer.
08/01/14 francesco zaffuto

 Immagine – vecchia foto di Toro Seduto

lunedì 6 gennaio 2014

Abbiamo un record, 17,6 % di abbandoni scolastici

 Nel 2011/12 si sono persi altri 7.800 allievi, ogni anno abbandonano gli studi oltre 700 mila ragazzi italiani. lo dice  l’Annuario Statistico dell’Istat pubblicato due settimane fa. Si tratta di una tendenza negativa che si registra da quattro anni.  L’Italia è tra le peggiori cinque nazioni d’Europa per abbandoni scolastici: lasciano i banchi il 17,6% di alunni contro la media Ue del 12,7%.
 Non c’è da meravigliarsi per tale fenomeno, non c’è alcun premio sociale per chi ha studiato e si acquisisce lo stesso stato di disoccupati dopo il diploma e dopo la laurea, con l’unica differenza che non vieni considerato più giovane per i dati statistici.
Qui un servizio de l’Espresso sull’argomento.
Il mito di far soldi tra i giovani è molto diffuso nel nostro paese mentre non si riesce a trovare una soluzione per costruirsi una vita autonoma e un minimo dignitosa;  non dà una risposta la scuola e non dà una risposta il lavoro; il rischio diventa il gioco d’azzardo (promosso dallo stesso Stato) e la malavita (promossa da altre componenti sociali che diventano sempre più forti). Così si apre il 2014, l’anno che ci dovrebbe portare fuori dalla crisi.
06/01/2014 francesco zaffuto

Immagine dal film “il maestro di Vigevano” la vecchia foto di classe con il maestro A. Sordi

giovedì 19 dicembre 2013

sosta d'inverno

Buon Natale
e buon anno
a tutti i passeggeri che sono passati da qui
Claude Monet - Treno nella neve o la locomotiva", 1875- Olio su tela 78 x 59 cm Musée Marmottan-Monet, Paris

mercoledì 18 dicembre 2013

tutti a casa

L’immagine con la locandina del film “Tutti a casa” è solo un fuori tema.
Il - Tutti a casa – oggi viene rivolto a tutta la componente politica
E’ NECESSARIO UN CHIARIMENTO
Se “tutti a casa” significa nuove elezioni e rispetto per i nuovi risultati elettorali, il "tutti a casa" sta nell’ambito della democrazia.
Se “tutti a casa” significa qualcos’altro, allora diventa un’incognita molto gravida di sorprese. Le sorprese possono portare fino ad una dittatura imposta con la forza.
I soggetti che oggi dicono “tutti a casa” non sembrano, al momento, rappresentare un pericolo di dittatura, ma la mancanza di chiarezza prepara la strada alla fine della democrazia. Quelli che dicono “tutti a casa”  debbono pure dire che c … vogliono.
18/12/13 francesco zaffuto

sabato 14 dicembre 2013

il 2 per mille dei partiti

Il governo Letta ha fatto una accelerazione per dimostrare che toglie il finanziamento ai partiti e lo vara per decreto (ma entro 60 giorni deve pur sempre essere approvato dal Parlamento).

Ripeto in buona parte quanto già detto in un post del maggio di quest’anno.

Dove sta la grande novità delle misure del governo  Letta?
  Si tratta sempre di un finanziamento perché viene dalle imposte che gravano sui cittadini;  un due per mille che dovrebbe incassare lo Stato che viene destinato ai partiti; anche le stesse detrazioni d’imposta per le donazioni volontarie sono nei fatti un minore introito fiscale dello Stato.  
 La novità sta tutta nel fatto che i partiti vengono trattati come le chiese e come le ONLUS di beneficenza a cui attualmente si può stanziare l’8 per mille e il 5 per mille.
 Ma i partiti sono come le chiese e come degli enti di beneficenza????
 Direi proprio di no,  sono dei gruppi associativi che intendono gestire la cosa pubblica, sono quello che di fatto diventerà CESARE.
  La Costituzione nell’istituire CESARE protegge la libertà dei cittadini con il suo articolo 48.
Art. 48 Costituzione
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. …

 Questo articolo parla espressamente di uguaglianza nell’espressione della volontà, libertà e segretezza. La segretezza tutela la stessa libertà.  Firmare su un modulo fiscale nei fatti elimina la segretezza e rende palese l’intenzione di voto e l’orientamento politico.  

 L’unico aspetto positivo di questo provvedimento del governo Letta è quello che: ove il cittadino non fa la scelta la parte del 2 per mille rimane allo Stato. Sempre che questa condizione non venga cancellata in una fase successiva.

 Riguardo al finanziamento dei privati si è posto un limite di 300.000 euro l’anno, fatta come donazione di un singolo (bontà sua, ma Bondi l’ha considerato un tradimento di Alfano ).

 Infine, occhio, che questa legge porterà forse qualche timido beneficio alle casse dello Stato a partire dal 2018, perché entrerà in vigore gradualmente per evitare traumi ai partiti che ancora vivono con il vecchio finanziamento.

 Se proprio si voleva mantenere un finanziamento si poteva stabilirlo in base allo stesso numero dei voti ricevuti in sede elettorale, liberi e segreti. Bastava limitarlo ad un euro per ogni voto, ma noi in Italia siamo un po’ complicati.

14/12/13 francesco zaffuto


Immagine – il bauletto del tesoro, tipico dei film sui pirati

lunedì 9 dicembre 2013

La Grande Porta di Kiev



Qui viene proposto l’ascolto de la Grande Porta di Kiev, episodio conclusivo dai "Quadri di un'esposizione" di Modest Mussorgskij;  nella versione originale composta per piano da Mussorgskij  ed eseguita dal pianista Sergei Yerokhin.
Ieri in Ucraina la grande statua di Lenin è stata abbattuta, come fosse la statua dell’attuale zar, e le piazze sono gremite di manifestanti che chiedono la caduta dell’attuale governo filorusso e l’entrata in Europa.
Se si guarda alla Storia, agli antichi rapporti con la Russia degli zar,  alle meno lontane catastrofi lasciate in Ucraina dalla politica sovietica di Stalin,  una qualche ragione storica si potrebbe rintracciare. Ma la cosa più assurda è quella di vedere una Ucraina che vuole entrare in Europa mentre nella stessa Europa si sta sviluppando il movimento di quelli che vogliono uscire dall’Euro e dall’Europa.
L’Europa vive in una strana contraddizione: più è diventata grande e più il suo recinto protettivo diventa contraddittorio. Nella fase iniziale del dopoguerra gli stati europei erano pervasi da uno spirito di costruzione di una comunità solidale e nel contempo da una difesa di interessi di mercato, oggi pare solo restare  lo spirito della convenienza messo spesso in crisi da interessi contrastanti. Il fine europeo di essere competitivi sul mercato mondiale, in Italia è accompagnato dall’incendio della fabbrichetta cinese di Prato e dai morti sulle spiagge di Lampedusa.  Il recinto parziale di livello continentale pare non funzionare più e si rinnova la tentazione di ritornare ai recinti nazionali.  L’Europa necessita di un ripensamento, ma  abbiamo bisogno di una Europa solidale in un Mondo solidale.
 Non è facile affrontare i problemi mondiali con una sola ricetta, eppure la questione mondo da utopia si è tradotta in necessità. La questione Uomo sarebbe semplice: un po’ di pane, acqua pulita, aria respirabile, un luogo  per ripararsi dal freddo o dall’eccessiva calura e un modo per smaltire gli escrementi. Ma l’uomo deve combattere contro la tirannia del proprio Io e la tirannia dell’Io dell’altro uomo. Si può solo fare un elenco di problemi mondiali: diritti umani, salvaguardia del pianeta, limiti allo strapotere finanziario.  Dal 2008 ad oggi ormai contiamo più di cinque anni di crisi e non si è riuscita a varare una piccola tassazione sulle transazioni finanziarie né a livello di G20 e né a livello europeo.
Le note del russo Mussorgskij  sono il dono gratuito di un artista al popolo ucraino e alla sua città, forse aumentando la capacità di ascolto si può trovare compassione e ragione.

09/12/13 francesco zaffuto

sabato 7 dicembre 2013

COME CAVALLI SBANDATI

Sebastiano De Albertis – “il richiamo di cavalli sbandati” 1893 olio su tela 83x130 (Gallerie di Piazza Scala,  Milano)
In questo dipinto di Sebastiano De Albertis ci sono al centro di un campo dei cavalli sbandati. Due cavalli sellati e senza cavalieri  stanno in primo piano e nel loro stesso istante di movimento comunicano il disagio di chi si è perso, il terzo cavallo sta correndo lontano.  Sentiranno il richiamo del corno del campiere? E’ un’incognita che resta sospesa in un cielo ampio e leggermente dorato.
Questo dipinto forse è eccessivamente bello per descrivere le questioni che esporrò appresso, eppure oggi gli italiani sono come cavalli sbandati.
 Dopo la decisione della Corte Costituzionale di cancellare il porcellum pare che lo stesso Parlamento della Repubblica (eletto con quella legge) venga ad essere delegittimato. Si levano da parte di partiti di opposizione richieste di riconteggio  degli eletti, si reclamano nuove elezioni a breve, mentre incombono tutti i problemi economici e i rapporti sempre più delicati con l’Europa.
In qualche modo le istituzioni, il Parlamento e lo Stato vivono una condizione di fatto e non è certo possibile dichiarare illegittime tutte le leggi e gli atti che si sono approvati in otto anni di porcellum vigente. Ma una cosa è il passato ed un’altra cosa è il futuro. Una cosa è l’ordinario ed un’altra cosa è lo straordinario. Gli atti passati possono essere salvati, ma i per i futuri è necessaria la riflessione sulla legittimità.
  Leggi di bilancio, sul lavoro, e per l’ordinaria amministrazione, sono  possibili;  una nuova legge elettorale che rispetta il dettato costituzionale e il diritto dei cittadini di esprimere la preferenza sui candidati è possibile;  ma una legge di riforma della Costituzione fatta da questo Parlamento è il paradosso dei paradossi. Quindi non sono possibili tutte quelle belle cose che da anni si propongono nel libro dei sogni: Senato delle regioni, eliminazioni di province, semipresidenzialismo ecc. ecc. … Se questo Parlamento, eletto con le liste bloccate e con l’ultrapremio di maggioranza,   tocca, modifica o manipola l’articolo 138 della Costituzione, è come se venisse a cadere in Italia tutto l’impianto della logica della filosofia occidentale.
07/12/13 francesco zaffuto

Qui il link di una petizione urgente su questo argomento presentata sul blog Verità e Democrazia

venerdì 6 dicembre 2013

non dovete avere paura della vostra luce


Nelson Mandela ha lasciato questo mondo. Nel secolo contraddittorio e spesso buio che è stato il 900 Mandela è stata una luce di libertà, coraggio e rispetto per la dignità umana

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

dal suo discorso inaugurale 1994 come Presidente del Sud Africa 

La foto d'immagine utilizzata in questo post da http://www.artspecialday.com/mandela-un-super-uomo-dallanimo-invincibile/

mercoledì 4 dicembre 2013

POCELLUM ABUSIVO


LA CORTE COSTITUZIONALE SI è PRONUNCIATA - Il porcellum è anticostituzionale. 
Gli abusivi resteranno parcheggiati in Parlamento, ma non potranno riprodursi con la stessa legge.  
Dal 21 dicembre 2005 siamo stati fuori dalla Costituzione
qui lo schema delle legislature fuori norma: data elezioni, insediamento e i giorni di durata
XV Legislatura9-10 aprile 200628 aprile 200628 aprile 2008732
XVI Legislatura13-14 aprile 200829 aprile 200814 marzo 20131.780
XVII Legislatura24-25 febbraio201315 marzo 2013
La Sentenza arriva con un po' di ritardo ma meglio tardi che mai. 
 La Corte non poteva agire prima perché può intervenire solo se viene sollevata una eccezione di incostituzionalità; ma gli abusivi sapevano bene di essere abusivi.
Dopo questa sentenza, se non interverrà una nuova riforma  elettorale si andrà a votare con la legge precedente;  e anche in questo caso non sarà facile che si possano determinare maggioranze stabili. 

Qui la notizia riportata dall'Ansa

La Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul Porcellum, ha dichiarato illegittimo sia il premio di maggioranza senza soglia sia le liste bloccate. Lo rende noto la Corte. 
La Corte costituzionale - si legge in una nota - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza - sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica - alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali "bloccate", nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza.

"Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali". Lo afferma la Consulta, dopo aver bocciato il Porcellum.

immagine - una seduta della Corte Costituzionale - da internet

Studio di fattibilità

«Una candidatura di Berlusconi alle europee in Ungheria o Bulgaria? Non si può escludere, anche se conoscendo Berlusconi non credo che la stia prendendo in considerazione». È il senatore Roberto Formigoni, intervistato da Radio Capital. «Se ne parla da settimane, perché qualcuno si era premurato di far avere a Berlusconi delle analisi sulla fattibilità - rileva il senatore appena confluito nel Nuovo centro destra Ncd - C’è qualcuno che insiste su questa ipotesi, ma non credo che alla fine si candiderà. Ha detto chiaramente che vuole stare in Italia e, eventualmente, subire le pene in Italia».
Su questo post un dettaglio sulle norme
L’ipotesi di cui parlano di più i giornali italiani, insomma, a leggere le norme è impossibile. In via del tutto teorica e ancora più astratta, Berlusconi dovrebbe allora rinunciare alla cittadinanza italiana e prenderla da un’altra parte: solo che i tempi per ottenere la cittadinanza in altri Stati sono molto lunghi ... Si fa allora l’ipotesi della Bulgaria, dove il presidente della Repubblica potrebbe concedergli la cittadinanza per decreto.

Immagine – una marmellata bulgara, di solito molto buone e senza ingredienti politici

domenica 1 dicembre 2013

IMUMBECILLI

Abbiamo capito qualcosa? Hanno capito qualcosa?
E’ come se fosse nata una nuova razza quella degli Imumbecilli.
Noi tutti, che in qualche modo abbiamo contribuito a generarli, e loro che  per  otto mesi hanno fatto chiacchiere e calcoli per poi arrivare alla conclusione più ingarbugliata.
Siamo al 1 dicembre e ancora Governo e Comuni non ci danno una indicazione chiara:
se dobbiamo pagare o no entro il 16 dicembre,
su quanto dobbiamo pagare entro il 16 dicembre
e se la data del 16 dicembre sia ultimativa..
Qui le notizie cabalistiche
Intanto allarme di Caf e commercialisti che sono in confusione.
Non si ipotizza minimamente che un cittadino si possa fare i calcoli da solo per pagare l’imposta, ormai siamo imumbecilli.
01/12/13 francesco zaffuto


(immagine “Giurlanno e la crisi” fotocomposizione © liborio mastrosimone http://libomast1949.blogspot.com/) nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi -  Giurlanno è come Giufà:  un giovane demente, almeno così è considerato dalla società. Nella fotocomposizione il suo volto sorpreso il suo volto è manipolato da quattro mani.