mercoledì 28 gennaio 2015

ITALICUM 2 il risultato finale

Un po’ meglio del porcellum perché con premio di maggioranza e l’istituto del ballottaggio, si accresce la stabilità dei governi (stabilità che verrà potenziata anche per effetto della riforma del Senato che assegna l’istituto della fiducia al Governo ad una sola Camera);  un po’ meglio della prima versione dell’Italicum perché è  stata riconosciuta un minimo di rappresentatività ai piccoli partiti portando la soglia di sbarramento al 3%,  e i seggi in Parlamento che riconoscono questa rappresentatività non andranno ad incidere negativamente sulla stabilità perché il premio di maggioranza viene dato alla singola lista e non alla coalizione.   Si delinea, però,  un grande potere al segretario del partito vincente,  che quasi certamente sarà anche capo del Governo, oltre a guadagnare il premio di maggioranza alla propria lista potrà portare un nutrito staff di capilista eletti senza preferenze. Parte della democrazia (e la democrazia è un  istituto con carattere pubblico) si trasferisce sui partiti che sceglieranno i loro capilista (ed i partiti sono istituti di carattere privato).  Il capo del potere esecutivo avrà un peso  notevole sul potere legislativo, il Presidente del consiglio avrà un potere superiore a quello del Presidente in USA, e se eserciterà il suo potere a colpi di votazioni di fiducia il potere legislativo e quello esecutivo finiranno col coincidere. La democrazia moderna, nata dal pensiero illuminista,  ci basava sulla equidistanza dei tre poteri:  legislativo, esecutivo e giudiziario.
28/01/2015 francesco zaffuto
Al  link indicato i dettagli della legge elettorale licenziata in Senato  il 27 gennaio 2015

lunedì 26 gennaio 2015

Buon giorno Grecia

Syriza vince l’elezioni in Grecia grazie a un paziente lavoro basato sulla solidarietà, ora la solidarietà dovrà diventare programma di governo;  non sarà facile ma ci sono alcune buone premesse. La vittoria di Syriza può  portare a un cambiamento di direzione tra i paesi dell’area Euro. Si può uscire dalla crisi senza strozzare il popolo e con una politica di solidarietà sociale. 

venerdì 23 gennaio 2015

QE e Draghi e La Grecia


QE sembra una formula magica e viene descritta dai giornali come una misura innovativa, storica, epocale.  Nei fatti è una misura che normalmente poteva essere attuata dalle banche nazionali prima dell’euro,  che è stata impedita dai paesi dell’area euro più forti, e che poteva essere adottata già da qualche anno. Consiste nell’acquisto di titoli del debito pubblico dei diversi stati partecipanti all’euro immettendo nuova moneta nel circuito europeo, creando nuova liquidità che “dovrebbe”  teoricamente tradursi in impulso al credito, alla produzione e al consumo. La misura può creare inflazione (aumento dei prezzi, che è un fenomeno negativo se va oltre una percentuale minima tipo il 2%), ma può tenere a freno la deflazione (diminuzione dei prezzi che incide negativamente sulla produzione e l’occupazione).
I dati tecnici dell’operazione e i suoi limiti li possiamo desumere dalla conferenza tenuta da Draghi:
Complimenti a Draghi che è riuscito a far digerire questa piccola misura a paesi restii come la Germania; gli argomenti più convincenti di Draghi sono stati i dati recenti sulla deflazione:
 Buono il QE  di Draghi ma non c’è svolta epocale, non c’è uno Stato europeo che emette Titoli,  e la Banca europea non è la banca di questo super Stato;  il debito che i singoli stati hanno fatto dovranno pur pagarlo con i relativi interessi e le banche nazionali sono chiamati a coprire l’80% del rischio dell’operazione.
 Il peso degli interessi non è certo uguale tra gli stati, la Grecia si è indebitata con tassi d’interesse che negli anni peggiori superavano  il 10% ed oggi mediamente stanno attorno al 10%. I Greci, grazie alle loro difficoltà, sono caduti nell’usura delle grandi banche internazionali.  Indipendentemente da come possono andare le elezioni in Grecia, questo popolo non può pagare questi interessi usurai. Una cosa è pagare il debito e cosa ben diversa è pagare con interessi da usura Tutti gli interessi sui debiti pubblici degli Stati europei vanno rinegoziati e posizionati a un tasso medio europeo (attualmente non andrebbe oltre il 2%). Deve cessare il vantaggio usuraio che si è prodotto in questi anni.  
I paesi dell’area Euro si debbono rendere conto che bisogna aggiustare ancora qualcosa altrimenti l’euroavventura finirà.
23/01/2015 francesco zaffuto


Immagine – il Partenone visto dalla collinetta del Filopappo – foto M.L.F.

giovedì 22 gennaio 2015

Le Pen de mort

«Personalmente, come avvocato, penso che la pena di morte sia uno strumento necessario nell'arsenale giuridico di un Paese», ha spiegato la Le Pen, che già nei giorni scorsi aveva proposto un referendum sul ripristino della pena capitale. 
“Arsenale” che strana definizione per l’insieme delle leggi di un paese, la pena di morte è una ghigliottina da tenere in arsenale, anche se non serve per i terroristi islamici che si sono già votati alla morte, secondo la Le Pen, serve per un generico far paura ed essere forti,  incutendo paura proprio come fa l’Isis,  pensando che vincerà chi fa più paura.
Certo è necessario difendersi con tutti gli strumenti, ma contro chi vuole con la morte generare paura ci necessita una forza vitale, una grande forza ispirata alla sacralità della vita, un largo fronte internazionale che difenda la libertà e la sacralità della vita di ogni individuo umano.

21/01/15 francesco zaffuto

Pena di morte in Francia e in Italia
La pena capitale fu abolita in Francia il 9 ottobre 1981, su iniziativa di Robert Badinter, ministro della Giustizia nei primi anni della presidenza di François Mitterrand, che fece approvare dal parlamento la legge 81-908 che ha soppresso la pena capitale.
Il Granducato di Toscana, in data 30 novembre 1786, sotto il regno di Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, fu il primo Paese civile al mondo ad aver abolito la tortura e la pena capitale, benché poi venisse reintrodotta nel 1790. Tale data è festa regionale in Toscana.
Nel 1889 la pena di morte venne abolita in tutto il Regno d'Italia con l'approvazione, quasi all'unanimità da parte di entrambe le Camere, del nuovo codice penale, durante il ministero di Giuseppe Zanardelli. 
Viene reintrodotta la pena di morte in Italia durante il fascismo La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1º gennaio 1948, abolì definitivamente la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace.

Immagine: due modelli di ghigliottina francese da http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Guillotinemodels.jpg

mercoledì 21 gennaio 2015

Ciò che è scritto si può leggere

Il leader della Lega si può arrabbiare, lo faccia pure; ma ciò che è scritto nella Costituzione si può leggere prima di cominciare a raccogliere delle firme per un referendum. Ecco l’articolo 75 della Costituzione relativo al referendum
Art. 75.
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

La Legge Fornero,  che ha fatto dei disastri in materia di pensione è una legge di bilancio, sicuramente odiosa e ingiusta per tante persone, ma nel suo istituirsi una legge di bilancio prevede contropartite in materia di cassa, non può essere cancellata senza istituire un’altra legge per pareggiare la cassa. Il referendum nella nostra Costituzione è solo abrogativo e cancellare una legge di bilancio senza istituire una contropartita di cassa non è possibile. In ogni caso un referendum su leggi di bilancio è chiaramente escluso per quanto dice l’articolo 75. La Corte costituzionale deve applicare gli articoli della Costituzione. Faccia Salvini le necessarie alleanze in Parlamento per modificare quella legge e non si lamenti della fine della democrazia, era già previsto dalla stessa democrazia costituzionale come sarebbero andate le cose. Se poi la raccolta delle firme è stata fatta per una grande campagna pubblicitaria, allora è un’altra cosa.

21/01/15 francesco zaffuto

lunedì 19 gennaio 2015

FISCO, GALERA e 3 per cento

 Quando si parla di fisco in Italia ci sono due correnti di “pensiero”: quella del “giusto evadere perché le tasse sono troppo alte” e quella del’ “In galera!”  E’ evidente che la giusta soluzione sta nel mezzo: costruire norme che permettano di intercettare l’evasione fiscale,  capaci di  penalizzare gli evasori e chi ha esercitato veri e propri atti di frode per evadere; nel contempo tali norme debbono costruire un buon rapporto tra fisco e cittadini ed evitare che aziende in difficoltà siano stritolate.
Il recente pasticcio renziano della percentuale di tolleranza del 3% di evasione, non è certo la soluzione perché nei fatti premia il ricco evasore e stritola il piccolo …
Qui un commento del magistrato Cantone

domenica 18 gennaio 2015

100 milioni di dollari per un appartamento a New York

   Viene acquistato un appartamento nel centro di New York per 100 milioni di dollari. Non un milione di dollari,  bensì 100 milioni per un solo appartamento.
C’è chi dice che la ricchezza produce benessere e che i ricchi sono solo la conseguenza di un miglioramento economico di tutta l’umanità. Al momento l’umanità ha questo problema:
Visto che il comunismo ha fallito e non posso chiedere il comunismo, chiedo allora solo un minimo di decenza del pensiero politico.
Possiamo pensare che chi ha comprato l’appartamento di 100 milioni a New York  si spogli e doni tutto ai poveri bambini affamati dell’Africa? No.
Possiamo pensare che gli Stati che quotidianamente si riuniscono all’ONU possono affrontare il problema della fame nel mondo e risolverlo entro un anno? Sì.
Se il mito della giustizia terrena viene sepolto solo mostri di una guerra irrazionale si possono generare.
18/01/15 francesco zaffuto

Immagine: Malevic, quadrato nero

sabato 17 gennaio 2015

A Greta e Vanessa, benvenute care ragazze



A Greta e Vanessa,
benvenute care ragazze.
Non mi importa se trenta centesimi delle mie tasse siano servite per salvarvi,
non mi importa se i futuri assassini si possono gloriare delle loro gesta,
intanto è stata fermata la mano assassina.
Domani prudenza per ognuna di voi
e per ognuno di noi
Domani attenzione e forza,
ma oggi benvenute care ragazze.

18/05/2015 francesco zaffuto

venerdì 16 gennaio 2015

Il Papa, la satira e gli altri

Ieri 15 gennaio 2015, il Papa, rispondendo a una domanda dei giornalisti sui fatti di Parigi, ha condannato chi uccide in nome di Dio ed ha anche detto che le religioni vanno rispettate e che non si può con la satira giocare sulla fede degli altri.
Nessuna meraviglia se il Papa dice di non essere Charlie, il capo di una religione deve necessariamente richiamare al rispetto della religione .
 Il giudizio sulla satira, sul suo buon gusto, sul suo grado di offendere, non deve però portarci  a sottovalutare i fatti accaduti a Parigi. All’interno di uno Stato chi si sente offeso si rivolge ad un giudice;  chi prende le armi per applicare sue sentenze non riconosce lo Stato, se l’azione è condotta dall’interno dello Stato stesso trattasi di un atto rivoluzionario che vuole sovvertire lo Stato, se l’azione è guidata dall’esterno trattasi di un’azione di guerra. Date le rivendicazioni esterne e gli appoggi esterni è evidente che i fatti accaduti a Parigi sono un atto di guerra. 
 Colpire la redazione di un giornale satirico e stato nei fatti colpire un anello debole, che meglio si prestava a una possibile giustificazione di ordine religioso. La forte risposta unitaria della manifestazione dell’11 gennaio di Parigi è incrinata da continui richiami alla prudenza nella satira e da qualche considerazione di abbandono come quella del “se la sono cercata loro”;  come se i giornalisti di Charlie Hebdo avessero dovuto considerare non le leggi dello Stato francese ma i pericoli di qualcosa di ben più forte dello Stato stesso.
 Che si possa fare un richiamo alla satira di essere rispettosa dell’onore degli altri è comprensibile, ma chi deve giudicare di un tale rispetto? E’ di conseguenza necessario il riconoscimento di un giudice terzo e il riconoscimento delle leggi che tengono unito un paese.  Il peso dell’offesa derivante da una vignetta non può essere stabilito da chi si è ritenuto offeso ma da un giudice terzo;  altrimenti qualsiasi sillaba, segno o parola può  essere considerata offesa e vendicata con un’azione privata.            
 I paesi europei hanno avuto un percorso storico diverso dai paesi islamici, circa 400 anni di storia e di pensiero illuminista ci hanno portato alla definizione di uno Stato laico;   libertà di espressione, rispetto dell’onore e delle religioni  sono contemperati dalle leggi dello Stato laico.  Lo Stato laico può anche affinare e meglio equilibrare le sue leggi per  tutelare le diverse istanze di libertà; va rispettata la libertà religiosa, va rispettata la libertà di opinione, va rispettato il singolo individuo.  Se la satira, però,  in qualche modo non viene riconosciuta come forma di espressione ritorniamo all’anonimato, quando a Roma chi faceva satira poteva essere condannato a pene gravissime,  e solo di notte e di nascosto veniva attaccata qualche filastrocca satirica sotto una statua del centro di Roma chiamata il torso del Pasquino. Ritorniamo alle paure del Belli che scriveva di notte per sé i suoi sonetti e chiese al figlio di bruciarli per le conseguenze che ne potevano derivare. Ma oltre alla satira va considerata complessivamente la libertà di pensiero  perché ogni ragionamento sulla religione che pone in discussione alcuni aspetti della religione stessa può essere considerato offensivo, tanti libri di pensatori atei dovrebbero essere bruciati e il canto della Divina Commedia dove Dante parla di Maometto dovrebbe essere cancellato.

16/01/15 francesco zaffuto
immagine: Il torso del Pasquino  http://en.wikipedia.org/wiki/Pasquino

giovedì 15 gennaio 2015

Schengen, ma i controlli già sono previsti

Dopo i gravi fatti di terrorismo di Parigi si levano voci contro il trattato di Shengen per ritornare a controlli sistematici alle frontiere, ma l'accordo di Shengen non ha mai escluso i controlli. Si riporta il link di un articolo dell'ANSA che spiega ...

lunedì 12 gennaio 2015

Parigi: due foto e un tentativo di descrizione

Le due foto non le inserisco, non ho alcuna licenza per farlo e rispetto il copyright, ma le posso ben descrivere tanto stanno nella testa di tutti coloro che hanno guardato un telegiornale sulla manifestazione di Parigi di domenica 11 gennaio 2015.
  La prima foto è quella della piazza gremita di circa 2 milioni di francesi, qui  la descrizione diventa semplice: amore per la libertà d’espressione, ricerca di solidarietà tra diverse culture, condanna della violenza omicida, volontà di lottare e speranza.
 La seconda foto è quella dei leader politici schierati insieme e qui la descrizione diventa molto complessa:
è buona cosa vedere insieme il leader di Israele accanto al leader della Palestina, ma continuano a farsi la guerra da 67 anni e per loro è solo un giorno di tregua;
è buona cosa vedere il leader dell’Ucraina e poco distante il ministro della Russia, eppure tra quei due paesi c’è uno stato di belligeranza;
è buona cosa vedere in prima fila, accanto ad Holland, il leader della Nigeria, ma è proprio la Nigeria la più grande vittima dell’integralismo islamico, non si sa quanti siano i limiti e le responsabilità del suo leader e se l’Europa interverrà in suo sostegno o se abbandonerà quello Stato al suo disfacimento;
è buona cosa vedere la nutrita rappresentanza politica dei francesi, eppure manca una parte politica in crescita che si va radicalizzando verso posizioni di chiusura e diffidenza verso ogni straniero;
mancano Obama e Putin che si sono fatti rappresentare da ministri, forse avevano qualche impedimento fisico;
manca il Marocco che non è intervenuto nella foto perché nella manifestazione ci potevano essere immagini blasfeme, ha voluto distinguersi dagli altri Stati arabi come se fosse uno Stato doc  in fatto di religione;
è buona cosa vedere l’Europa fortemente rappresentata da tutti i suoi i leader europei, forse l’11 gennaio 2015 è stato un buon giorno per Europa. Però, all’Europa,  occorre ricordare che i terroristi erano cittadini francesi che non avevano più voglia di fare i francesi e preferivano essere altro. La domanda che scaturisce da queste due foto che si sono segnate nella nostra memoria diventa:  l’Europa riuscirà ad essere una società inclusiva almeno per i suoi cittadini o continuerà ad espellerli dal lavoro e da una dignitosa vita sociale?

12/01/2015 francesco zaffuto

venerdì 9 gennaio 2015

1000 frustate contro la libertà di espressione

Mentre la Francia è ancora scioccata dall’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, in Arabia Saudita inizia, oggi 9 febbraio,  a scontare la pena di mille frustate Raif Badawi, arabo  che lottava per la libertà di espressione nel suo paese;  ne dà notizia Amnesty con un suo comunicato:


Nel mondo islamico ci stanno quattro realtà: quella dei fanatici integralisti dell’Isis e di Al quaeda, quella dei regimi un tempo appoggiati dall’occidente e poi abbandonati come la Siria, quella dei regimi finto democratici e liberisti ancora appoggiati dall’occidente come l’Arabia Saudita, quella degli uomini e donne che lottano per la libertà come Raif Badawi.
E’ questa preziosa quarta parte che non dobbiamo abbandonare.

09/01/15 Chiarlie

giovedì 8 gennaio 2015

Io sono Charlie

Come si fa a parlare con chi è contro la libertà di parola? Forse qualcuno tra tanti capirà? Dio, il creatore del cielo e della terra e di tutti gli esseri viventi, non può offendersi per una vignetta, può riderci sopra; ma sicuramente è rimasto addolorato per l’uccisione di 12 uomini.
Charlie


Immagine: vignetta di Schutz,  Charlie Brown piange seduto su una panchina

martedì 30 dicembre 2014

Due atroci incidenti e un solo dubbio

Due atroci incidenti e un solo dubbio. Si investe in sicurezza?
Un viaggio in nave o in aereo è qualcosa di comune, normale, quotidiano. Siamo abituati a viaggiare in qualsiasi condizione di tempo e ci lamentiamo se, a causa di una qualche difficoltà, il viaggio viene sospeso. Investire in sicurezza significa apportare tutte le modifiche tecnologiche necessarie per evitare gli incidenti e sospendere anche i viaggi in particolari situazioni di previsto maltempo; sono ambedue atti che implicano aumento di costi e diminuzioni di profitto. Lo si fa o si preferisce tirare avanti con la considerazione che l’incidente ha bassa possibilità di verificarsi? Accettare la logica della bassa probabilità significa non investire in sicurezza e considerare le persone trasportate come qualsiasi merce. Mi chiedo se in condizione previste di mare agitato si può sospendere un viaggio, mi chiedo se è normale che camion con merci pericolose viaggino insieme in un traghetto che trasporta persone, mi chiedo se un volo aereo deve essere sospeso in caso di previsto maltempo ??? Non so se arriverà la risposta.
Non associo alcuna immagine a questo post, i telegiornali ne hanno date già tante e angoscianti.
30/12/14 francesco zaffuto

I link dell’Ansa sulle due notizie

La nave

L’aereo


venerdì 19 dicembre 2014

ESAME DI STATO, PERCHE' BOCCIARE I CLIENTI?



Il Canale TV della Gilda degli insegnanti http://www.gildatv.it/ mi ha rivolto qualche domanda come vecchio insegnante che di esami ne ha fatto tanti. Il Governo, con la scusa di un magro risparmio, vuole eliminare i commissari esterni. Gli esami sono previsti dalla Costituzione nell'art. 33 - È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. 
La Gilda degli insegnanti ha fatto appello al Senato per non approvare questa misura http://www.gildains.it/news/ultima3.asp
L'intervista è stata diffusa anche dai quotidiani nazionali in web sulla scuola:
Orizzonte scuola
http://www.orizzontescuola.it/news/commissari-esami-stato-tutti-interni-sar-esame-facilitato-fino-al-69-lesame-era-tosto
Tecnica della scuola
http://www.tecnicadellascuola.it/item/8306-esami-di-stato-perche-bocciare-i-clienti-il-punto-di-gilda-tv.html
NOTA del 21/12/14
apprendiamo, dalle votazioni sulla Legge di stabilità, che non ci saranno modifiche per quest'anno all'esame di stato.  Meglio così. 

giovedì 18 dicembre 2014

Giorni gravidi di Storia

Finalmente Cuba e USA si riconoscono e vogliono porre fine a una interdizione reciproca che durava da più di mezzo secolo.
Il Parlamento europeo a Strasburgo ha approvato una risoluzione di riconoscimento dello Stato di Palestina e chiede a israeliani e palestinesi di fare un passo per chiudere una contesa bellica che dura da 66 anni.
C’è la necessità di chiudere un passato come Storia e aprire gli occhi sul presente, perché il presente è terribile:  i 132 bambini uccisi in una scuola rappresentano la ferocia di questo presente.

L’Europa, la traballante Europa, è stata costruita sulla speranza di “mai più guerra tra le nazioni europee”; l’ONU, anche se debole nella sua autorità,  dopo la seconda guerra mondiale, è stato costruito sulla necessaria considerazione che va salvato con la pace il nostro piccolo pianeta affollato di uomini. Questi due preziosi istituti vanno rafforzati per porre una barriera alla ferocia della guerra sempre strisciante e sempre più coinvolgente.

lunedì 15 dicembre 2014

Olimpiadi da Monti a Renzi

MONTI, era il 14 febbraio 2012 – L’Italia economicamente stava male
“Non pensiamo sarebbe coerente impegnare l’Italia in quest’avventura che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti”. Con queste parole, Mario Monti ha spento il sogno: le Olimpiadi del 2020 non si disputeranno a Roma 
RENZI, 14 dicembre 2014 – L’Italia economicamente sta peggio
L'Italia si candida alle Olimpiadi del 2024, con Roma al centro del progetto, “e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere”. Lo ha annunciato il premier Renzi spiegando che 'Abbiamo tutte le condizioni per ambire all'oro'
Se si pensa che ogni decisione sulle olimpiadi del 2024 sarà presa nel 2017, il significato di questa candidatura significa ben poco. E’ chiaro che ogni ipotesi pubblicitaria va bene, e ogni parola di troppo fa sempre rumore.

Domanda a risposta certa: Renzi pensa di stare fino al 2024?

sabato 13 dicembre 2014

Provate a parlare di quello che non c’è

Magritte - ceci n’est pas une pipe  
Chi sa qualcosa sull’ultimo membro mancante della Corte Costituzionale parli????
Dalle ultime notizie del 6 novembre tutto tace
Ogni giorno ci rompevano i timpani dicendo che le votazioni andavano a vuoto per l’elezione dei due membri della Corte Costituzionale; con bocciature in continuazione dei vari candidati.
POI SOLO UNO DEI DUE MEMBRI è STATO ELETTO
Silvana Sciarra, candidata dal Partito democratico e sostenuta anche dal M5s. La docente dell'università di Firenze ha ottenuto 630 voti, incassando sessanta voti in più dei 570 necessari.
Ed ecco il commento soddisfatto:
  Soddisfatti i presidenti delle Camere Pietro Grasso e Laura Boldrini per il "senso di responsabilità" dimostrato dal Parlamento e per la "capacità di ascolto tra posizioni diverse". "Ci auguriamo ora - proseguono - che la stessa attitudine positiva possa portare a breve anche all'elezione del componente mancante della Corte
POI Più niente
Tutto oscurato, non si parla più
Ma dovevano essere due?
Perché non si è proseguito con le votazioni per il componente mancante?
Non più una notizia
Non più una dichiarazione
Alla faccia dell’informazione che informa un popolo pensante

giovedì 11 dicembre 2014

PATTEGGIAMENTO E BANDITI DI ROMA


L’Istituto giuridico del patteggiamento da anni fa strage della giustizia nel nostro paese. Sulla base di questo istituto chi si dichiara colpevole e accetta la pena ottiene un notevole sconto, un terzo della pena; chi si crede innocente e vuole un giusto processo rischia di pagarla cara,  se gli va male il processo paga al 100 per cento. Chi si dichiara subito colpevole è ben visto dallo Stato perché fa risparmiare tempo, chi rivendica la sua innocenza viene considerato come maggior colpevole.
 Il patteggiamento è  un istituto giuridico che va cancellato, è lontano dalla nostra Costituzione, ed è lontano anni luce da ogni minimo senso della giustizia e della parità di trattamento di fronte alla legge.

Parlando spigliatamente il Presidente Renzi ha recentemente detto: «Innalzeremo da quattro a sei anni la pena minima per la corruzione, non è pensabile che attraverso il patteggiamento uno se ne stia sempre fuori dalla galera. Che vuol dire? Che se hai rubato puoi patteggiare, ma un po' di carcere lo fai comunque».  A parte ogni considerazione sul linguaggio usato da Renzi, qualsiasi nuova norma viene ad essere applicata per tutti coloro che commetteranno reati dopo la nuova norma, quindi i banditi della Cupola di Roma sono esentati da tali aggravamenti di pena.

  Riguardo al patteggiamento Renzi non parla di una sua eliminazione, pare dia per scontato che trattasi di una buona idea quella di fare lo sconto a chi si dichiara colpevole.
 La nostra Costituzione nel suo articolo 111 dichiara:  Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
  Accade però che  la ragionevole durata del processo nel nostro paese non è per niente ragionevole e si inventano istituti per aggirare il 111: un istituto è quello della prescrizione, passato un certo tempo il reato viene cancellato; un altro istituto è quello del patteggiamento.
 Vediamo come nasce l’istituto del Patteggiamento, i governi che l’hanno istituito e quelli che non si sono sognati di toglierlo o metterlo in discussione.
Nasce con il punto 45 dell'art. 2 della legge delega 16 febbraio 1987, n. 81
Chi governava a quella data? Secondo Governo Craxi (01.08.1986 - 17.04.1987)
Questa “bella pensata” del Governo Craxi era limitata a procedimenti penali con pene non superiori a due anni.
Ecco il comma 45) previsione che il pubblico ministero, con il consenso dell'imputato, ovvero l'imputato, con il consenso del pubblico ministero, possano chiedere al giudice, fino all'apertura del dibattimento, l'applicazione delle sanzioni sostitutive nei casi consentiti, o della pena detentiva irrogabile per il reato quando essa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non superi due anni di reclusione o di arresto, soli o congiunti a pena pecuniaria …..
  I governi successivi non mettono  mano per togliere questo obbrobrio giuridico e ne sono passati tanti di governi: Fanfani, Goria, De Mita, Andreotti sesto e settimo, Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema primo e secondo, Amato secondo, ….
Fino a arrivare a Berlusconi secondo che ha una “pensata super”: ALLARGARE IL PATTEGGIAMENTO A REATI CON PENE FINO A 5 ANNI, quindi a reati ben più gravi. Ed ecco viene varata la legge 12 giugno 2003, n. 134. A seguito di detta legge l’articolo 444 del Codice di procedura penale si legge in questo modo
Art. 444.
Applicazione della pena su richiesta.
1      L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
  
Dopo questa “bellissima pensata” di “ampie vedute” di Berlusconi ci sono stati altri governi: Berlusconi terzo, Prodi secondo, Berlusconi quarto, Monti, Letta e ora Renzi.
Chi ha preparato il sacco di Roma sapeva bene che con il patteggiamento la pena si sarebbe alleggerita, che magari si riduceva a meno di due anni, che non si faceva galera, che un po’ di soldi si potevano ben seppellire da qualche parte e che alla fine li potevi godere.
Ora grande scandalo, tutti indignati: Renzi parla di misure pesanti ma che non possono applicarsi all’indietro per un principio generale del diritto;  Napolitano si indigna anche lui ma ci mette in guardia dall’antipolitica; ma l’antipolitica  in fin dei conti è quella che abbiamo avuto in questi anni (almeno a fare il conto dal  16 febbraio 1987).
11/12/14 francesco zaffuto

Immagine – due mani che in patto si avviano a stringersi  ….

Patteggiamenti famosi 
Quelli del Mose di Venezia


lunedì 8 dicembre 2014

Palestina e Israele: un gesto di pace per costruire la pace

TEL AVIV – 7 dicembre 2014:  Ecco un gesto di pace per costruire la pace e viene dagli intellettuali ebrei.  Amos Oz, David Grossman e Abraham Yehoshua hanno firmato una petizione che chiede ai Parlamenti europei di riconoscere la Palestina come Stato. Secondo l'organizzazione 'Gush Shalom' - citata da Haaretz - i tre scrittori, tra i più noti del panorama letterario israeliano e internazionale, hanno firmato la richiesta insieme ad altri 800 cittadini dello Stato ebraico tra cui il premio Nobel per l'economia Daniel Kahneman, l'ex presidente della Knesset Avraham Burg e l'ex ministro degli Esteri Yossi Sarid. Oggi la petizione è stata inviata al Parlamento belga e a quello danese e una sarà fatta pervenire all'organo legislativo irlandese. Nei tre Paesi sono in programma votazioni sul riconoscimento, come è già accaduto in Francia,Gran Bretagna e Spagna…..

sabato 6 dicembre 2014

Cos’è? E' un condono, c'è poco da fare

Articolo di Alfiero Grandi  - ricevuto via mail –
E' legge, dopo il voto del Senato, un provvedimento di cui Governo e maggioranza non hanno motivo di vantarsi.
E' una revisione politica e di principio radicale sull'evasione fiscale. Tanto più incomprensibile in questa fase, dopo gravi episodi di corruzione, che si reggono sull'occultamento dei capitali.
Il Giornale fa bene a sottolineare che grazie a questo Governo è caduto a sinistra il tabù dei condoni fiscali.
Purtroppo il Senato ha evitato qualunque miglioramento del testo. Questa legge riduce le sanzioni e taglia di netto le pene per quanti hanno esportato illegalmente capitali all'estero ed è stata estesa con gli stessi vantaggi anche a quanti hanno lasciato i quattrini in Italia, il"nero domestico". Un'equità rovesciata.
Il termine per i vantaggi previsti dalla nuova legge è stato portato al 30 settembre 2014, praticamente ad evasione ancora calda. Non si era ancora spenta l'eco di una ripresa della fuga dei capitali dall'Italia che subito è stato loro offerto un trattamento di favore fino all'ultimo istante possibile.
Il tempo di accertamento dell'evasione fiscale è un altro regalo importante. Il raddoppio vigente dei tempi di prescrizione per reati fiscali come l'esportazione illegale di capitali viene ridimezzato con questa legge e quindi l'accertamento sarà possibile solo su 5 anni anziché su 10, gli altri non saranno più perseguibili. Un bel regalo.
Governo e maggioranza ripetono che non è un condono perché non è anonimo e non fa sconti sulle tasse evase, cosa in realtà non vera, ma è certo che fa sconti rilevanti su pene e sanzioni. Il Governo e la maggioranza che ha approvato questa legge  vuole dimostrare che non è un condono perchè teme una censura dell'opinione pubblica.
Certo Tremonti aveva prodotto porcherie peggiori, con condoni superscontati e anonimi. Ciò non toglie che andrebbero evitate anche le mezze porcherie, perché i condoni possono essere anche nominativi e con sconti minori ma restano sempre tali nella sostanza, tanto è vero che vengono ridotte in modo significativo le pene per gli evasori. Non manca il consueto corredo delle grida manzoniane che minacciano sfracelli. in futuro.
La proposta di legge conferma una verità già nota ma finora negata e cioè che per portare capitali all'estero, o per nasconderli al fisco in Italia, occorre commettere dei reati fiscali rilevanti. Se lo sconto avviene sulle pene siamo nel classico condono penale.
Esempi: dichiarazione fraudolenta, uso di fatture false o loro mancata emissione, mancato versamento di trattenute certificate (potrebbe essere avvenuto anche a danno di dipendenti), omesso versamento di Iva, sono tutti reati di fatto depenalizzati.
Le sanzioni pecuniarie per gli evasori sono ridotte ad una percentuale del minimo, con sconti dal 25 % al 50 % e anche di più.
Se la somma evasa è inferiore a 2 milioni di euro (maggioranza dei casi) gli interessi di rendimento del capitale esportato sono calcolati forfettariamente ogni anno al 5 % con un'aliquota fiscale del 23 %, la metà del 45 % che il soggetto avrebbe dovuto pagare sul reddito reale e non su un forfait.
Anche questo non è condono fiscale ?
Viene introdotto il reato di autoriciclaggio. Potrebbe essere una buona notizia se non fosse che questo reato vale anch'esso solo per il futuro, dopo che il condono avrà ripulito condotte decise con tutta calma fino al 30 settembre 2015 e che non saranno punibili quanti usano il denaro per "godimento personale", ad esempio acquistando barche, auto, abitazioni, forse giocando al casinò, o altro. La definizione del godimento personale è semplicemente una follia, dalle conseguenze imprevedibili.
Non mancano nel testo previsioni di pene durissime per coloro che non aderiranno spontaneamente alla "voluntary disclosure". L'inglese non deve fare paura perchè il condono qualcuno deve pur chiederlo.
E' stato scritto un brutto capitolo fiscale in Italia. La fiducia tra Stato e cittadini prende un brutto colpo e stranamente l'Agenzia delle entrate è già pronta con i moduli per gli evasori. Lotta all'evasione e condoni non possono stare insieme. L'Amministrazione dovrà gestire questo condono e quindi sarà distratta dai compiti di perseguire gli evasori, come è sempre accaduto in passato.
Passano leggi come il jobs act e il condono fiscale. Un'opposizione degna di questo nome, capace di esercitare un controllo sugli atti del governo e un confronto serrato in parlamento, non li farebbe passare.
La destra è da sempre protagonista di provvedimenti come questi, in passato era la sinistra a cercare di impedirli.
Alfiero Grandi  www.alfierograndi.it