venerdì 19 settembre 2014

Mal di Tasi


Sulla prima casa si chiamava ICI, poi si chiamò IMU, poi arrivò il grande prestigiatore che la tolse, poi arrivò un governo appoggiato dal grande prestigiatore che l’ha rimessa sotto un altro nome:  TASI.  E, forse, l’anno prossimo si chiamerà in altro modo.
Per effetto della  “prestigitazione”, la TASI si dice che è inferiore all’IMU e nel contempo in tanti casi è aumentata, un mistero!  Ognuno deve fare i conti per i fatti suoi e non è facile fare confronti, perché nel Comune limitrofo può esistere un’altra realtà. Per quel che mi consta sono passato, per la mia casa di abitazione, da 366 euro  l’anno  agli attuali 416 euro l’anno (li ho voluto fotografare).
7779 comuni sono riusciti a pubblicare entro il termine le delibere assunte dai rispettivi consigli e in molti si pagherà il 16 ottobre l’acconto e il 16 dicembre il saldo. In alcuni  Comuni, distratti o fortemente ritardatari o fortemente travagliati da disaccordi,  dove non sono state approvate le delibere, il versamento avverrà a dicembre con l'aliquota base dell'1 per mille; beati quelli che vivono in questi comuni.
I comuni che hanno deliberato si sono sbizzarriti:  sull’aliquota dall’1 al 3,3 per mille, sulle tipologie di detrazione, fino ad arrivare alla doppia imposizione di IMU e TASI in certi casi.
In pratica siamo passati dall’idea di esonerare in toto dalle imposte la prima casa all’idea di tassarla nel modo più difforme possibile. Lasciare ai comuni la possibilità di decidere in merito alle aliquote dentro una banda di oscillazione poteva essere un criterio,  ma lasciarli liberi di stabilire le detrazioni è diventato un assurdo. La cosiddetta detrazione per le case più modeste varia da comune a comune, alcuni comuni fanno riferimento per le detrazioni al reddito di chi ci abita, altri no. In pratica in un comune la tua condizione di povero ti fa diventare ricco e in un altro comune la tua condizione di ricco ti fa diventare povero. Data la delicatezza della questione prima casa penso sia opportuno un indirizzo nazionale sulla detrazione per le case modeste abitate da persone con reddito modesto.
19/09/14 francesco zaffuto

Qui tre comuni vicini tra loro e diversi: Milano, Sesto San Giovanni, Monza, ma sicuramente la realtà nazionale è ancora più variegata:
Milano
aliquota del 2,5 per mille
Detrazioni –
euro 115,00 per le abitazioni con rendita catastale fino a euro 300,00
euro 112,00 per le abitazioni con rendita catastale fino a euro 350,00
+ un complesso meccanismo di detrazioni legate anche al reddito per rendite catastali superiori
per i beni classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sono dovuti sia TASI, sia IMU – con Tasi dovuta per 0,8 per mille
Monza
aliquota del 2,5 per mille
su abitazione principale e sue pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1 – A/8 e A/9 (case signorili, ville e castelli), sulle quali si paga solo l’IMU.
Detrazione fissa € 60,00 per l’abitazione principale e le relative pertinenze, con una rendita inferiore o uguale a 300 euro ( + alcune detrazioni per specifici casi di indigenza).
Sesto San Giovanni
La TASI si calcola con l’aliquota del 3,3 per mille
detrazione di 78,00 euro per fabbricati e relative pertinenze con rendita catastale fino a 800,00 euro
La TASI si paga solo sull’abitazione principale e le sue pertinenze,escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (case signorili, ville e castelli), sulle quali si paga solo l’IMU.


immagine - 416 euro, la mia Tasi

domenica 7 settembre 2014

Viaggio in Scozia passando da Kiev

Il 18 settembre si voterà in un referendum dove decidere se la Scozia diventa indipendente dal Regno Unito. La Scozia fa parte del Regno Unito dal 1707 e trecento anni non sono bastati per fare sentire totalmente inglesi gli scozzesi. Come finirà è una incognita, comunque è una  buona scelta quella di fare decidere ai popoli il loro destino.
Diventa allora incomprensibile la pretesa dell’ UE di tenere unita l’Ucraina, di sottovalutare la forzata convivenza di Ucraini e Russi,  popoli che sono stati messi insieme in un unico stato  appena dal  luglio 1990.
Se poi si considera che la Russia (non più l’URSS,  reganiano impero del male) è un paese capitalista come tutti gli altri, diventa ancora più incomprensibile ipotizzare una guerra mondiale con intervento Nato  per difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina. Allora la UE pensi a una soluzione di tipo scozzese per l’ Ucraina e la faccia digerire a Obama e Putin.
francesco zaffuto

immagine – tessuti scozzesi

martedì 12 agosto 2014

Non si fa la guerra in nome di Dio. Non si porta l’odio in nome di Dio


"Non si fa la guerra in nome di Dio. Non si porta l’odio in nome di Dio"; sono le parole pronunciate da Papa Francesco il 10 agosto del 2014, parole condivise e condivisibili a livello universale, ma quello che sta accadendo mostra che sono ancora lontane.
 “Dio è con noi” è stato lo slogan di tante guerre ed ancora una volta è lo slogan giustificativo di questa nuova guerra in Iraq.
In Iraq, nella primavera del 2003, quando Bush intervenne, il dittatore Saddam fu descritto come il male assoluto, possessore di arsenali militari che poi non furono trovati, e con le bombe si volle instaurare un nuovo ordine democratico; ma dalle ceneri di quella guerra è nata una nuova guerra  con un nemico ben più spietato.
 Questa guerra deriva anche dai  tanti errori commessi dagli USA e dall’antico sostegno che fu dato agli integralisti in Afganistan per combattere l’URSS.  Gli USA hanno avuto una pessima strategia con il mondo arabo, ma l’Europa non ha avuto nessuna strategia: l’Europa ha oscillato tra lo schierarsi con gli Usa e il fare affari dei singoli stati europei per conto proprio. L’Europa ha appoggiato dittatori e poi li ha scaricati, ha aperto le proprie frontiere ai migranti arabi ma non è riuscita a pretendere nei paesi arabi la stessa accoglienza e il rispetto per le comunità cristiane, e i venditori europei di armi hanno continuato a vendere in modo ufficiale e in modo clandestino.  Ma se le ragioni dell’intervento di Bush nella primavera del 2003 erano ingiustificate  oggi le ragioni di difendere degli innocenti da un massacro hanno una loro valenza; non c’è mai ragione per una guerra ma c’è ragione di difendersi da una guerra e di difendere dal massacro dei civili indifesi.
12/08/14 francesco zaffuto

Immagine – incisione di Goya sui disastri della guerra

giovedì 7 agosto 2014

Come si diventa Esperti?

Come si diventa Esperti, di quelli con la E maiuscola che possono essere chiamati per dare un parere in un simposio dell’Università con la U maiuscola …
Chi lo ha invitato certamente era consapevole del rumore che avrebbe creato …
in questa società mediatica le successive conseguenze potrebbero essere:
il lancio di qualche libro

o la propaganda per qualche bibita tonificante 
07/08/14 francesco zaffuto

giovedì 17 luglio 2014

Soddisfazioni: primi biscazzieri del mondo

Cosa importa se Indesit viene venduta agli americani, cosa importa se le grandi catene della distribuzione sono nelle mani dei francesi, se Alitalia diventa per metà araba e se perfino grandi marchi di spaghetti non sono di fatto italiani: possiamo esprimere la soddisfazione che tramite GTech (ex Lottomatica) siamo tra i primi biscazzieri del mondo
Il gruppo GTech (ex Lottomatica) ha annunciato di aver firmato un accordo per la fusione con International Game Technology (Igt), leader globale nel settore dei casinò e del social gaming con sede a Las Vegas. Da primo operatore al mondo nelle lotterie, GTech raddoppierà quasi la propria capitalizzazione per diventare il maggiore gruppo internazionale nell’intera gamma dei giochi, inglobando il numero uno mondiale nella produzione di apparecchi da intrattenimento. ….
Altri particolari su

Non per essere sempre scontenti, ma … chissà quanto hanno influito i benefici fiscali dati dai governi italiani alle società di gestione del gioco d’azzardo.  (f. z.)

immagine – slot machine

mercoledì 9 luglio 2014

manca il coraggio per la Pace


Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo.

(dal discorso di Papa Francesco tenuto alla presenza dei presidenti dello stato di Israele Shimon Peres e dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, insieme al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I e del custode di Terra Santa Pizzaballa.)
Tutto il testo integrale su

E’ più facile la guerra perché quando si inizia un tentativo di pace chi lo ha iniziato comincia ad avere contro di sé una parte dei propri connazionali, di amici e di parenti; diventa sempre più facile gridare alla vendetta e alla guerra
Dopo l’importante passo verso la pace di Papa Francesco,  dei primi di giugno,  chi voleva la guerra ha scatenato atti che per la loro crudezza avrebbero portato a vendette e ritorsioni



e oggi siamo tornati nel pieno di una guerra che dura da 66 anni


OCCORRE ripartire da quelle parole di Papa Francesco, ma non sarà facile.


venerdì 13 giugno 2014

Perdindirindina è arrivata la nuova democrazia


“Vi propongo di scegliere con referendum via internet a democrazia diretta tra fave, ceci e fagioli”
“Scusi ma sempre legumi sono, non si potrebbe inserire tra le possibilità un piatto di spaghetti”
“E, no ….”
“Perché no?”
“Perché no”
In questo modo pare che Grillo abbia risolto con referendum il problema delle alleanze dei 5stelle al Parlamento europeo.
Riguardo poi al caso Mineo nel PD, assume aspetti simili e diversi.
“Non lascio l’Italia a Mineo”
“Ma veramente io volevo solo dire …”
“Senti, o mangi questa minestra o salti dalla … “  aggiungete pure la rima …

Immagine – Totò – il grande comico a volte usava questa battuta “ e mettiamo che per democrazia cristiana io volessi …” . In qualche modo la realtà odierna supera il passato alla grande, il nuovo avanza.
francesco zaffuto

giovedì 12 giugno 2014

il mondo non è tutto nel pallone


Inizia oggi il campionato del mondo del pallone, ma non tutti i brasiliani sono nel pallone, le proteste si sono fatte sentire per tutto l’anno e fino alla vigilia del campionato  e forse continueranno per tutta la sua durata. Circa 160 mila poliziotti saranno dispiegati nelle 12 città brasiliane
“Secondo alcuni le risorse impiegate per i Mondiali sarebbero dovute essere utilizzate per la salute e l’istruzione”, si difende la presidente Dilma Rousseff. “Ascolto e rispetto queste opinioni ma non sono d’accordo. È un falso dilemma”.
Il presidente del Brasile, un tempo comunista, ha sposato la vecchia logica del potere imperiale “panem et circenses”. 
 In Italia, Monti seppe dire no alle olimpiadi nel 2020 a Roma un lusso che non potevamo permetterci, va dato atto che fu una scelta ponderata.

Oggi siamo pronti a sederci dinanzi alla TV, auguri alla nazionale per la vincita del campionato,  ma evitiamo di addormentarci … sì, la terra è sferica ma il mondo non è tutto nel pallone.
12/06/14 francesco zaffuto

lunedì 2 giugno 2014

Dal 2 giugno al 16 giugno

Oggi 2 giugno festa della Repubblica, non mancano appelli e inviti alla speranza accanto alla solita parata militare.
La data si potrebbe definire una festa della forma dello Stato e delle sue istituzioni repubblicane, perché la forma nazione esisteva già da prima.
 Di uno Stato è importante capire le sue leggi, ma non è facile capire le leggi di questo paese.
 Provate a pensare al 16 giugno e siete assaliti dai dubbi:  ?quali imposte scadono?  Tare? Tasi? IMU? Qualcuna o insieme tutte? In tutti i comuni o in qualche comune sì e in altri no? Con le stesse aliquote o con aliquote differenti? E poi nel caso della Tasi spetta pagarla al proprietario della casa o all’inquilino che vi abita, o in parte all’uno e in parte all’altro????
Tra gli appelli è necessario aggiungere quello per una minima chiarezza delle leggi.
02/giugno/2014  francesco zaffuto

Immagine – tricolore

venerdì 30 maggio 2014

banchieri in trasformazione

Con questa caricatura Honoré Daumier rappresentava il banchiere nel 1835.
C’è stata una evoluzione, anche perché essere grassi non è più “in”, ormai la razza padrona è tonificata e un po’ abbronzata.  Con il soprannome di  “il Magro” gli amici della Carige indicavano il loro “capo” in affari
 In questi anni di crisi si sono descritti  i complessi TITOLI DERIVATI come strumenti di un sistema di rapina per tanti risparmiatori;   alla Carige era tutto più semplice. Le tecniche non comportavano una particolare fatica: compravano un immobile e lo stesso giorno lo rivendevano alla banca Carige per un prezzo superiore a 15 volte; oppure compravano delle azioni di una società e li rivendevano dopo pochi giorni sempre alla banca Carige ad un prezzo superiore a 45 volte. Semplicità, amici potenti e trasferimenti in conti svizzeri.

Qui un vecchio post di lacrisi2009 dell’ottobre 2011 Ma una banca può fallire?

immagine da internet - al link - http://interestingpress.blogspot.it/2014/01/boiardi.html

lunedì 26 maggio 2014

è Renzi l’imperatore d’Europa


Tra le macerie elettorali di Francia e Gran Bretagna,
emerge un solo leader di riferimento  
è Renzi provvisoriamente l’imperatore d’Europa (con un indiscutibile 40%  in Italia che gli dà il ruolo di primo partito nella componente socialista del Parlamento europeo) .
La Merkel non ha perso in Germania, ma la sua politica ha perso in tutta l’Europa fino a determinare il più forte scossone politico antieuropeo, anche in Germania spuntano gli euroscettici al 7%.
Hollande messo alle corde dalla Le Pen che diventa primo partito
Cameron messo alle corde da un partito che addirittura propone l’uscita dall’Europa (molto più di un Salvini, visto che già nell’Euro gli inglesi non ci stanno) .
Rajoy in Spagna vince ma con un peso dimezzato (da 16 a 8 parlamentari europei).
Tsipras che vince in Grecia ma non sfonda con la sua presenza internazionalista in Italia (la lista di sostegno italiana raggiunge il fatidico 4%, grazie anche al mio voto ma è ben poca cosa).

Il nuovo Parlamento europeo,  che già istituzionalmente contava ben poco,  dovrà tenere conto delle componenti politiche che espressamente si dichiarano antieuropee. Può darsi che queste difficoltà possano portare verso scelte meglio ponderate, ma è meglio non farsi prendere da eccessi di ottimismo.
26/05/14 francesco zaffuto

Immagine – Napoleone Bonaparte e cavallo nel dipinto di David

domenica 25 maggio 2014

24 maggio un giorno pesante


24 maggio un giorno pesante per l’Europa, alla vigilia della tornata elettorale europea.
Ai confini dell’Europa, in Ucraina,  prove generali di guerra civile coinvolgono anche i giornalisti, forse è morto un giornalista italiano
Nel cuore dell’Europa a Bruxelles, un attentato contro il museo ebraico provoca tre morti
 Due fatti lontani ma che entrambi possono ferire l’Europa. Il fatto accaduto a Bruxelles è un atto antisemita che vuole fare precipitare l’Europa verso l’odio tra razze e popoli.  Quello che sta accadendo ogni giorno in Ucraina vuole fare precipitare l’Europa verso un confronto bellico con la Russia post sovietica.  Ambedue i pericoli sono allo stato embrionale e  tutte le malattie sono capaci di peggiorare se non vengono posti rimedi.
 L’Europa è una complessa convivenza di popoli con costumi, tradizioni e lingue diversi; a questa complessità si è aggiunta da più di venti anni una emigrazione con nuovi grandi insediamenti di parti di popoli orientali e dell’Africa ed alcune grandi città sono diventate metropoli multirazziali e multiculturali. Governare questa complessità è difficile ma solo dal governo di questa complessità può nascere veramente una grande Europa esempio del nuovo mondo.
 Il rapporto tra Russia ed Europa deve partire dalla considerazione che i russi sono una parte di Europa con cui necessariamente va trovato un accordo di pace e di convivenza.  Nelle prime cinquanta pagine di Guerra e Pace  Tolstoj ci presentava una aristocrazia russa che parlava in francese e che aveva il mito della cultura europea;  mentre la Francia rivoluzionaria,  moderna e napoleonica si preparava ad invadere la Russia. Quello accaduto più recentemente con l’ultima guerra mondiale ripeteva scenari antichi con nuove figure e ansie imperiali.
 L’Europa ha un solo destino quello di sapere operare nella convivenza tra i popoli altrimenti c’è solo il rovescio di questo destino, la distruzione.
 Spero che la giornata del 25 sia di buon auspicio per l'Europa.
25/05/14 francesco zaffuto

Immagine – Picasso  La Guerre et la Paix – 1952 - (sezione dell'opera riguardante la guerra) -  note sull’opera su http://levi.mi.it/html/index.php?sez=studenti&artID=808

martedì 20 maggio 2014

MA LO STATO NON è UNA CHIESA

L’otto per mille  alle chiese è in vigore da 30 anni ma il suo meccanismo applicativo suscita ancora delle perplessità.
 Ieri trovandomi nell’ufficio di un Caf ho sentito il consulente fiscale che diceva: “Ma lei non ha espresso nessuna volontà per l’otto per mille?”
Risposta del tartassato: “Sì, lo lascio allo Stato”.
E il consulente spiegava: “Guardi che se vuole lasciare l’8 per mille  allo Stato deve firmare nella casella Stato altrimenti viene distribuito in proporzione alle scelte espresse”.
  Infatti, l’ammontare della mancata scelta viene ridistribuita tra tutte le chiese in proporzione al quantitativo delle scelte espresse; ad eccezione  di due chiese Assemblea di Dio in Italia e Chiesa Apostolica in Italia che hanno rinunciato a questa ridistribuzione lasciando la quota allo Stato.   Nei fatti la ridistribuzione della quota non espressa va in gran parte alla Chiesa cattolica, detentrice dei 4/5 delle scelte espresse, e ad essa si aggiunge  anche la parte di contributi che provengono da chi non è tenuto a presentare la dichiarazione.
 In pratica lo Stato, sulla base della strana normativa dell’8 per mille,  si presenta  ai cittadini come se fosse una delle tante chiese; una chiesa laica.    Una contraddizione in termini, ma la logica non abita dalle nostre parti.
 Vediamo come ha impiegato la quota dell’8 per mille la chiesa-laica-Stato.  
“Lo Stato si aggiudica il 13,74% delle preferenze. Nonostante, però, sia previsto un impiego ben preciso di queste risorse (lotta alla fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali), la legge viene infatti puntualmente disattesa. Lo dimostrano i numeri: sempre per il 2013 lo Stato ha intascato 170 milioni di euro ma ne ha spesi poco più di 400 mila per opere umanitarie. In pratica appena lo 0,24% del totale. Pochi spiccioli, insomma, a fronte di un cospicuo tesoretto.”
Ci dà queste informazioni, più altre, il giornale online Cronache Laiche
Riepilogando, lo Stato, che non è una chiesa, si presenta nel prospettino dell’8 per mille come una chiesa e poi non fa quello promette di fare.
 La vecchia legge andrebbe riformata;  lo Stato va tolto da quel prospetto, la parte di 8 per mille non scelta va lasciata allo Stato come  globale risparmio di uscite, lo Stato ha obblighi di solidarietà sociale per tutte le sue entrate fiscali e non solo per l’8 per mille.  Lo Stato non è una Chiesa.
20/05/14 francesco zaffuto

Immagine – la pagina prospetto per l’indicazione dell’8 per mille del modello 730

sabato 17 maggio 2014

VERSO LE ELEZIONI EUROPEE



Immaginatevi di stare nella corsia di un ospedale che cura l’Economia e sentite parlare di voi  due medici: un medico-economista dice che la vostra l’uscita dall’Euro provocherà la vostra fine, l’altro medico-economista dice che continuare a stare nell’Euro provocherà sicuramente la vostra fine.
A parte l’uscita o meno dall’Euro, sicuramente volete lasciare quell’ospedale e liberarvi da quei due medici assatanati.
Ma l’economia è una scienza o un partito?
 Con gli scienziati abbiamo avuto qualche discreto risultato nelle conoscenze; con gli economisti, quando si vantano di essere scienziati, navighiamo in una grande confusione mentale.
 L’economia dipende dal comportamento umano, dalla sua storia passata e dalle innumerevoli contraddizioni del presente, e può portarci ad un imprevedibile futuro; possiamo a mala pena individuare qualche connessione con esperienze passate.
 L’economia non può prescindere da ciò che si vuole realizzare, perché solo partendo da quella considerazione si possono cercare gli strumenti adatti. 
Dopo la seconda guerra mondiale si è voluta l’unione europea per costruire una entità sovranazionale di pace e di collaborazione tra le diverse nazioni e il mercato comune fu visto come uno strumento necessario per  consolidare quell’entità.  Le diverse nazioni hanno partecipato all’unione europea  con i loro governi e con le loro identità nazionali e gli organismi europei di rappresentanza sono stati più virtuali che reali. L’autorità del Parlamento europeo è stata in qualche modo subordinata alle decisioni dei singoli governi e non si è definita una cittadinanza europea; pur essendo in presenza di queste debolezze solidali si è voluta creare una moneta europea.  L’Euro invece di misurare la solidarietà europea è diventato il misuratore delle debolezze e delle forze dei singoli paesi. 
 Per fare una unità europea solidale occorre considerare che un cittadino disoccupato europeo è un dato drammatico per l’Europa e non importa che quel cittadino sia spagnolo, greco, tedesco, francese, inglese …
 Per l’Europa non si tratta di rattoppare ma di ricominciare partendo da quel cittadino europeo disoccupato, cittadino visto nel consesso umano globale che è il mondo.
 Un’Europa unita e capace di superare le appartenenze può essere elemento di stabilizzazione per la convivenza mondiale ed anche motivo di ispirazione e speranza.  Dalla globalizzazione terreno di espropriazione dei grandi speculatori della finanza occorre passare a una mondializzazione solidale. Il problema può sembrare enorme , ma il problema esiste.  Occorrerà passare dal produrre ricchezza e prodotti al produrre benessere.  Questa faticosa Europa nata da due tremende guerre può dare il suo contributo. Sono necessarie idee e speranze.
 In queste elezioni europee ci sono due novità che vengono dai paesi che più hanno sofferto la crisi economica: il movimento 5 stelle e la lista Tsipras,  auguro a questi due movimenti un grande successo. Gli altri in qualche modo c’erano già stati in Europa ed auguro a loro un attento ripensamento sugli errori commessi.
 Personalmente voterò per la Lista Tsipras, voglio riconoscere a questo movimento di avere salvato l’Europa nel momento in cui l’Europa stessa stava affondando la Grecia.  
 Saranno tantissimi quelli che non andranno a votare, non c’è da meravigliarsi perché il dato dell’astensione è stato alto anche per gli altri momenti elettorali nazionali; la politica è lontana come la solidarietà, occorre ricominciare a parlare di solidarietà e forse si può costruire una buona politica.

17/05/2014 francesco zaffuto

domenica 11 maggio 2014

Il 4% va all’esame della Corte


Il Tribunale di Venezia ha rinviato alla Corte Costituzionale la legge elettorale per le europee per la soglia di sbarramento del 4% sulla base di un ricorso presentato dall’avvocato Felice Besostri; il Tribunale ha ritenuto che non sia manifestatamente infondata la questione di costituzionalità per la legge elettorale italiana per le elezioni europee, per quanto riguarda gli articoli 1, 3 e 48 della Costituzione.
 C’è già un precedente, la Corte Costituzionale tedesca ha dichiarato incostituzionale lo sbarramento al 3 per cento.
In che tempi deciderà la Corte? E’ molto probabile dopo le stesse elezioni.
Il limite del 4% nel nostro paese è stato introdotto con la scusa che il Parlamento italiano vota la fiducia al Governo e che i piccoli partiti, in base a un luogo comune diffuso, possono ostacolare la governabilità. Questa stessa giustificazione per le elezioni europee non ha nessuna valenza perché nel Parlamento europeo non si vota alcuna fiducia.
 Più volte su questo blog ho cercato di demistificare il ruolo del limite per lo stesso Parlamento italiano; la stragrande maggioranza delle crisi di governo si sono prodotte dentro gli stessi grandi partiti, in passato si determinavano dentro la Democrazia Cristiana per opera delle sue correnti interne, e nel passato più prossimo si sono determinate per litigi interni nel PdL e nel PD.  Questo quesito alla Corte cade anche in un momento particolare, mentre sta posteggiata una legge elettorale che addirittura vuole aumentare il limite per il Parlamento italiano , la risposta della Corte verrebbe ad assumere un rilievo molto interessante.
11/05/14 francesco zaffuto


Immagine – aula del Parlamento europeo

venerdì 9 maggio 2014

L’EXPO e la bella figura

L’EXPO è una di quelle manifestazioni che si accolgono anche  per fare Bella figura
Nel 1989 a Parigi realizzarono,  in concomitanza con l’EXPO,  la Tour Eiffel;  e nella passata edizione a Milano del 1906 venne realizzato l'Acquario Civico.
Ora per il 2015, a Milano, ecco i preparativi per  fare una bella figura.
8 maggio 208 - A distanza di poco più di un mese dall'arresto di Antonio Rognoni, ex dg di Infrastrutture Lombarde,  in carcere sono finiti:   il «responsabile dell'Ufficio contratti», Angelo Paris, e con lui anche due vecchi protagonisti della stagione di Tangentopoli, l'ex esponente del Pci Primo Greganti e Gianstefano Frigerio, ex Dc e ex deputato di Forza Italia, i quali assieme all'ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, avrebbero creato una «saldatura» tra imprese, cooperative e tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra fino alla Lega, per condizionare e assegnare appalti in cambio di tangenti. Per la notizia un link…
Quando ci dicono che le aziende estere non vogliono venire ad investire in Italia perché c’è l’articolo 18 che impedisce i licenziamenti, siamo sicuri che i motivi non siano altri? Quanto pagare in tangenti e quanto può durare un processo se si vuole ricorrere alla giustizia ….

lunedì 5 maggio 2014

Questo nuovo blog

Questo blog crisidopolacrisi nasce oggi 05/05/2014 dalla eredita del precedente blog lacrisi2009 http://www.lacrisi2009.com/ che si è trasferito qui per intero con tutti i post e tutti i suoi commenti. Il blog lacrisi2009 continua come blog di collegamento (fino a che google lo lascia in vita perché non ho rinnovato l'abbonamento).
A questo titolo
crisidopolacrisi
ci pensavo da un po’ perché purtroppo è così:
ci sono timidi segnali economici di ripresa dalla crisi e la crisi incombe,
la disoccupazione resta a livelli altissimi,
i poveri aumentano e i ricchi diventano più ricchi restando in pochi,
alle porte e via mare i migranti da mondi disperati,
ai confini guerre civili di appartenenza,
negli stadi guerre incivili di appartenenza,
tutti sparano sulla politica pur avendo bisogno della politica,
il non fare sembra fare,
e il fare pare inutile.
Ma se si toglie la speranza …
… non va tolta la speranza
Un saluto ad amici e passanti di lacrisi2009 e un saluto agli amici e ai passanti che sono arrivati su questo blog.
05/05/2014 francesco zaffuto

Immagine – valigia per un viaggio – di Liborio Mastrosimone http://libomast-digiart.blogspot.it/