lunedì 10 ottobre 2011

Nessuna crescita senza i giovani


Sono i giovani quelli che crescono, gli anziani invecchiano e muoiono. Questa è la legge della natura e nel nostro paese c’è un sistema economico e politico CONTRONATURA.
Lo stesso governatore della Banca d'Italia Draghi sostiene “bontà sua” che «la bassa crescita dell'Italia degli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni». Da buon economista Draghi si rende conto che il volano della domanda sta nei denti dei giovani e non nelle dentiere dei vecchi.
Ma quali sono le ricette????????
QUALI SONO LE VOSTRE MISURE PER I GIOVANI CARI IMPRENDITORI, BANCHIERI E POLITICI?????
Possiamo oggi dire che lasciare sui posti di lavoro stabili gli anziani mentre i giovani restano disoccupati o precari sia una misura in direzione dell’occupazione dei giovani???? Questa misura viene sostenuta per limitare la spesa pensionistica, ma la spesa pensionistica è una spesa globale, se lo Stato vuole risparmiare su questa spesa può globalmente ridurla a partire dalle condizioni di pensione più privilegiate; ma è assurdo che si impedisca ai giovani di subentrare nei posti degli anziani tenendoli in condizione di precarietà e disoccupazione. Anzi bisognerebbe spingere gli anziani verso il pensionamento e verso la scelta di una collocazione a part-time per reperire posti di lavoro stabili per i giovani.
Altra misura: i contratti a tempo determinato, a progetto, i co.co.co, e tutto il resto delle invenzioni che sono state indicate come misure necessarie di flessibilità, debbono avere un costo più elevato per le aziende rispetto alle assunzioni a tempo indeterminato, altrimenti tutto il mondo del lavoro diventa precario. Se la flessibilità è un bene per le aziende allora debbono farsi carico di questa flessibilità.
Altra misura: lavoratori, imprese e tutti i cittadini in generale debbono contribuire a un fondo di solidarietà per un salario minimo garantito in caso di disoccupazione. Il salario minimo garantito va concesso sulla base di una dichiarata disponibilità al lavoro in liste di collocamento pubbliche. Gli imprenditori per le assunzioni dovranno per almeno il 70% fare ricorso ai nomi inseriti nelle liste di collocamento pubbliche.
Altra misura: agevolare tutte le iniziative di lavoro autonomo, alleggerendo tutte le pastoie burocratiche ed eliminando le barriere corporative.
Altra misura: potenziare tutti i settori impegnati nella ricerca; in particolar modo sulle fonti energetiche rinnovabili, sulla tutela del territorio, sul riciclaggio dei rifiuti.
Altra misura: introdurre scuole di formazione professionale con corsi brevi (pochi mesi) e di reale indirizzo verso il lavoro, con reale assunzione a fine corso (basta con chi specula con corsi pluriennali sui disoccupati).
Altra misura: introdurre una educazione nelle scuole che rompa la schematica divisione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale.
BANDO alle ciance POLITICI DITE COSA VOLETE FARE E CON CHIAREZZA.
10/10/11 francesco zaffuto
Immagine grafica del 15 ottobre data della prossima mobilitazione europea degli indignati

Questo blog si è occupato dello stesso argomento nei seguenti post collegati

domenica 9 ottobre 2011

Blogger, l’incontro di Milano


Di solito i blogger vivono nascosti dietro dei “nikname”, una specie di maschera di Zorro che nasconde i loro volti, non si capisce bene se hanno qualità umane o sono dei “trasformers”, se hanno due occhi e una bocca come gli altri esseri umani. Ebbene sì, sono esseri umani; un gruppo di blogger si è incontrato l’8 ottobre 2011 alle ore 13,00 al ristorante Tagiura di Milano, vi posso assicurare che avevano tutti una bocca per mangiare, parlare senza l’ausilio del computer, ridere, scherzare e anche divagare. Questo è il secondo incontro, si erano incontrati nel maggio di quest'anno a Bologna, e si sono dati appuntamento per un terzo incontro che avverrà l’anno prossimo a …. a … magari un posto vicino al mare.
L’immagine che ho inserito a corredo di questo post è una china di Carla Colombo, l’artista che ha partecipato all’incontro ha voluto fare un dono ad ognuno dei convenuti; erano tutte opere una diversa dell’altra e di squisita creatività.
Un caro saluto a tutti i convenuti e in particolare ad Ambra e Sandra che si sono date un gran da fare per l’organizzazione dell’incontro, e un saluto anche a chi non ha potuto partecipare per distanze geografiche e contrattempi vari.
09/10/11 francesco zaffuto
Immagine – esoticando – china – 2011 – Carla Colombo
nota descrittiva dell'immagine per disabili visivi
Un intreccio di foglie e tronchi che viaggiano come farfalle e che sembrano condurre a un luogo magico, nascosto dentro il loro stesso groviglio luminoso.

venerdì 7 ottobre 2011

8-9 ottobre - Qualcosa sul CHE


Giace disteso come il Cristo del Mantegna ma con accanto chi descrive le sue ferite e si vanta della sua morte.
Ecco la cronaca di quei giorni
“….. Ernesto Che Guevara viene fatto prigioniero l'8 ottobre del 1967 è portato nella scuola di La Higuera in cui rimane fino al 9 mattina; venne informato dell'arresto il Presidente della Bolivia, che alle nove di sera si reca dall'ambasciatore degli Stati Uniti a La Paz e alla sua presenza telefona a Washington: la risposta fu che il Che doveva morire e subito, perché costituiva un grave pericolo per gli interessi degli Stati Uniti e della Bolivia. … Decisero quindi di ucciderlo … Gli spararono all'una e dieci del giorno 9.
Nel pomeriggio il cadavere venne trasportato a Valle Grande nell'ospedale Señor de Malta, dove gli tagliarono le mani per permettere ai periti argentini di fare le prove dattiloscopiche. Gli agenti della Cia volevano tagliargli anche la bella testa per inviarla negli Stati Uniti, ma i medici di Valle Grande si opposero e il cadavere venne dapprima esposto a Valle Grande e poi sepolto in un luogo segreto, in una fossa comune, nei pressi dell'aeroporto di quella città. ….”
Questi brani sono stati tratti da
che contiene una curata biografia sul Che.
Era il lontano 1967, l’anno dopo il volto del Che diventava il simbolo delle lotte dei giovani in tutto il mondo. Il Che non era un uomo di pace, ma è stato amato anche dagli uomini di pace perché la sua lotta era in difesa dei diritti universali dell’uomo. Il tempo ha offuscato tanti miti della storia, quello del Che continua a vivere per la grande generosità con cui visse la sua vita; Guevara non capitalizzò le sue vittorie, aveva la consapevolezza di continuare a lottare finché c’erano oppressi in ogni angolo della terra, ecco alcune sue frasi del discorso ai giovani del 1962: “… vi chiedo di essere essenzialmente umani, ma così umani da avvicinarvi al meglio di ciò che è umano, purificare il meglio dell'uomo attraverso il lavoro, lo studio, l'esercizio della solidarietà continua con il popolo e con tutti i popoli del mondo; sviluppare al massimo la sensibilità fino a sentirvi angosciati quando in qualche angolo di mondo si uccide un uomo ed esultare quando in qualche angolo di mondo si alza una nuova bandiera di libertà.

Test per concorso a presidi, il Ministero sbaglia 975 domande


Certo un errore lo può fare anche chi selezione le capacità degli altri, ma che il 17% delle domande dei Test per il concorso a Preside fossero sbagliate è un po’ troppo: il megatest per i presidi conteneva 975 errori su un complesso di 5.663 domande.
Dopo la vicenda dei neutrini che viaggiavano in un tunnel (dalla Svizzera all’Abruzzo), che ha fatto ridere tutta l’Italia, ora arriva un’altra grana per il Ministro Gelmini: per il tanto magnificato ruolo di Dirigente Scolastico (così si chiamano i nuovi presidi) un megatest preparato da Ministero strapieno di errori.
Ma come possono avvenire questi strani fenomeni?
E’ tutta colpa della Gelmini? Il comunicato sui neutrini aveva detto che non lo aveva fatto lei, certo anche i test non ha fatto lei; ma la pasta è sempre la stessa, ai ruoli più elevati dello Stato sono arrivati da tempo i raccomandati, spesso raccomandati da altri raccomandati, e questo meccanismo spesso viene chiamato merito.
Per tutti gli altri posti ormai si ricorre al cosiddetto megatest; titoli di studio e anni di lavoro valgono ben poco, tutto si risolve con una montagna di domandine; dove se non sbagliate spesso sono insulse. Se pensiamo al vecchio modo con cui si diventava Presidi ci accorgiamo che tutto sommato rispondeva a requisiti più vicini alla scuola: si cominciava con la lunga carriera di vicepreside, si diventava vicepreside se il Collegio dei docenti ti aveva eletto in vere e proprie elezioni nella rosa dei collaboratori del preside, dopo anni di vicepresidenza si poteva accedere all’incarico di presidenza, dopo anni di incarico si andava a un concorso con esami veri e propri, e il tutto per uno stipendio ben misero. Vediamo ora il nuovo percorso: vieni scelto come collaboratore del preside da un altro preside, fai qualche anno di vicepreside, ottieni qualche incarico di presidenza annuale, poi vai a fare il megatest e diventi preside con uno stipendio ben più elevato di un insegnante; in pratica manca quella stima iniziale data dal Collegio dei docenti e manca il concorso con prove scritte e orali.
07/10/11 francesco zaffuto
Immagine – mano con matita che compila un test – tratta da internet

giovedì 6 ottobre 2011

FORSE BLOG SENZA OBBLIGO DI RETTIFICA … ma




Raggiunto un accordo in Parlamento sulla cosiddetta norma "ammazza blog". Avranno obbligo di rettificare entro 48 ore solo le testate on-line che risultano registrate. La proposta è il frutto di alcuni emendamenti presentati da Zaccaria (Pd) e Cassinelli (Pdl).
Resta l’ interrogativo su cosa può accadere a Wikipedia che ancora mantiene in vita la sua protestahttp://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Sulla restrizione della pubblicazione delle intercettazioni e sul carcere per i giornalisti la tensione è molto alta e si è dimessa l’.On. Bongiornohttp://www.paneacqua.eu/notizia.php?id=18739
LA SETTIMANA NERA PER LA STAMPA NON è ANCORA FINITA
MANTENIAMO ALTA ATTENZIONE E MOBILITAZIONE SUI NOSTRI BLOG
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aggiungo un interessante intervento di un blogger

mercoledì 5 ottobre 2011

Diventeremo tutti blog di ricette ....


Diventeremo tutti blog di ricette e dovremo stare attenti anche a quelli che ci chiederanno qualche rettifica sul quantitativo di sale e di olio …
In questi giorni in Parlamento sono pronti a farci a forno.
Wikipedia ha lanciato un allarme
Teniamo alta l’attenzione in questi giorni.

martedì 4 ottobre 2011

Mi viene il mal di testa …



Cosa dire? Ecco notizia e commenti.
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Ma l’anima Rock non era quella che … voglio una vita … chi se ne frega …. e noi che … siamo ecc. ecc …????? Non era di certo l’anima delle animelle che si offendono.
Mi viene il mal di testa ….. ho scoperto che Berlusconi è più Rock di Vasco Rossi
04/10/2011 francesco zaffuto
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sabato 1 ottobre 2011

I muscoli della UE sulle transazioni finanziarie


L’imposta sulle transazioni finanziarie può riuscire ad ottenere più obbiettivi: controllo dei movimenti finanziari, perché così le transazioni finanziarie sono costrette per documentazione fiscale ad uscire dall’ombra; scoraggiamento delle speculazioni sul brevissimo termine, perché pur essendo una tassazione di lieve entità si cumula rapidamente per chi sposta i capitali in cerca di facili guadagni; assicurare un’entrata per le casse degli Stati dell’UE.
Di questa tassazione se ne parla con frequenza dagli inizi della crisi (2008/2009), ma si è continuato a rinviare. ED ECCO:
Il coraggio
Il 28 settembre il grande annuncio a Bruxelles. La Commissione europea ha presentato una proposta destinata a introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutti i 27 stati membri dell’Unione europea. L’imposta si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione abbia sede all’interno dell’Ue. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un’aliquota dello 0,1%, mentre per i derivati il tasso sarebbe dello 0,01%. In tal modo sarebbe possibile riscuotere un gettito di 57 miliardi di euro ogni anno. Con questo passo la UE dichiara di voler cominciare ad applicare la tassazione, e si presume che il suo passo possa convincere anche USA e Cina.
Ma si tratta di un coraggio rinviato
La Commissione ha proposto che l’imposta entri in vigore il primo gennaio 2014. Fine del coraggio.
Si rivela solo l’avarizia
Nel dibattito su questo tipo d’imposta, per tanti anni, si sono inserite motivazioni di giustizia mondiale; la tassazione veniva suggerita da tanti esponenti della cultura al fine di destinare gli introiti per combattere la fame nel mondo e per finanziare con aiuti lo sviluppo delle arie depresse del mondo. Ora la si inserisce per la cassa di un’Europa che si proclama in crisi economica. Ma c’è qualche differenza tra lo stare in crisi e il morire addirittura perché manca il pane e una bottiglia di acqua.
Il Governo italiano l’imposta sulle transazioni finanziarie non l’ha di certo promossa e il Ministro Tremonti spesso ha manifestato tutte le possibili perplessità.
Nel 2009 aveva parlato dell’imposta sulle transazioni il primo Ministro Brown e ci fu un gran gelo a quel G20.
Nel 2010 ne cominciò a parlare il presidente francese e si glissò anche allora.
OGGI si limitano “coraggiosamente” a fare una proposta e si prendono altri due anni e mezzo di tempo per metterla a punto, come se dovessero costruire il Ponte sullo stretto o la Piramide di Cheope . Si tratta di un dispositivo fiscale solo da approvare e subito dopo far partire le misure applicative destinate alle borse e alle banche; tutto qua ed è proprio necessario fare tutto con urgenza in questo periodo di crisi caratterizzato da forti ondate speculative. Ci sono i mercati che mostrano la necessità di essere governati e loro …. rinviano al gennaio 2014.
Coraggio, codardia e avarizia, oggi pare che vadano a formare una strana miscela a Bruxelles.
01/10/11 francesco zaffuto
Immagine – Braccio di ferro – sicuramente era meglio la sua scatola di spinaci

venerdì 30 settembre 2011

LA LETTERA SEGRETA DELLA BCE ESISTEVA


La lettera di cui si vociferava in agosto della BCE al Governo ESISTEVA. Lo conferma il Corriere della sera che l’ha pubblicata sul quotidiano del 28 settembre. E’ firmata dal Trchet uscente e dal Draghi entrante.
Niente di male una lettera, se i due potenti banchieri si fossero limitati a indicare i tempi del rientro del debito pubblico e la sua entità, ma i due banchieri vanno ben oltre, indicano i comportamenti di governo ed anche una precisa strategia capitalista:
"E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme - si legge ancora nella lettera - inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala"
Quello che “gentilmente” indicano i banchieri vale per il Governo e forse anche per l’opposizione che vuole andare al Governo. Se un Comune in Italia decide di operare in proprio per la raccolta dei rifiuti si sta distanziando dalla strategia della Banca europea. CAPPERI!!!!
Intanto ricordiamo ai “gentili” banchieri che l’ITALIA si è espressa con un REFERENDUM CONTRO LA PIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.
Poi, Mr. Draghi, quella frase non c’entra niente con le competenze della BCE, per tenere un bilancio in ordine non si può invocare il capitalismo sfrenato, abbiamo già il capitalismo sfrenato; l’intervento pubblico non è necessariamente uno spreco, una buona amministrazione comunale può avviare servizi pubblici anche meno costosi di quelli privati se gestisce la cosa pubblica senza le logiche dell’arricchimento e delle clientele.
Poi, Mr. Draghi, non è tutta da buttar via quella lettera; è un giusto rilievo contabile quando dice (punto 2 c) che la spesa degli enti locali deve essere tenuta sotto controllo dallo Stato e che questi enti non possono da fare debiti per conto loro con le banche.
Ma se poi Mr. Draghi vuole dire qualcosa sul mercato del lavoro lo faccia con una lettera aperta e non segreta, perché i lavoratori non sono al governo, stanno in fabbrica, negli organismi sindacali, a casa e nelle piazze (in un prossimo post tenterò di esaminare il punto della lettera sul mercato del lavoro).
30/09/11 francesco zaffuto
immagine - Totò detta a Peppino la famosa lettera nel film Totò, Peppino e la malafemmena.

giovedì 29 settembre 2011

RETTIFICHE IN QUESTO BLOG: GIA’ FATTO


LETTERA AVVISO A TUTTI


Il curatore di questo blog Francesco Zaffuto informa che per ogni rettifica ai post inseriti è sempre possibile farlo nello spazio previsto per i commenti. L’inserimento della rettifica avverrà istantaneamente con le modalità previste dalla piattaforma Google. Sotto ogni post trovate le indicazioni per l’inserimento. Il curatore ringrazia anticipatamente per ogni rettifica pervenuta.
Distinti Saluti
Monza 29 settembre 2011

AI BLOGGER: SE SIETE D’ACCORDO FATE GIRARE
Sullo stesso argomento
RETTIFICHE SUI BLOG, RISOLVIBILE IN UN ISTANTE
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Immagine con scritta rettifiche e un occhio; è un po’ fatta male ma andavo di fretta

mercoledì 28 settembre 2011

RETTIFICHE SUI BLOG, RISOLVIBILE IN UN ISTANTE


MA CI RENDIAMO CONTO COSA SONO I BLOG?
Sono una infinità di giornali. Grazie a internet si è realizzata in Italia quella libertà di stampa che hanno cercato nei fatti di vincolare con dei regolamenti. Perché, diciamolo pure, in Italia esiste una libertà di stampa inserita nella Costituzione e poi c’è un rimando alle leggi applicative, dove la libertà finisce: quantomeno per esercitare la libertà di stampa devi essere iscritto all’ordine dei giornalisti.
Tu puoi dire: “ma io non sono un giornalista voglio solo dire la mia opinione come fanno Scalfari, Belpietro, Feltri o come fa quel mezzobusto di Fede, solo la mia opinione”. E no, mio caro, la carta stampata canta e se vuoi cantare devi essere iscritto all’ordine con tanto di tesserino, in Italia si parla col tesserino.
Grazie ai blog si potuto cominciare a parlare senza tesserino. Una grande libertà di opinione e di idee è cominciata a veleggiare in rete, con un prodotto non stampato, virtuale, ma anche bello nella forma, corredato di immagini e forme grafiche di varia natura.
Allora fa paura: va fermato.
LA RETTIFICA è UNA SCUSA.
Il problema è risolvibile nel giro di un istante: nei post dei blog si possono inserire commenti, basta una norma che dispone che la responsabilità dei commenti è esclusivamente di chi li inserisce e che va data sempre la possibilità di inserire i commenti liberamente, poi chi vuole fare le rettifiche basta che invia un commento di rettifica e la rettifica se la fa da solo. TUTTO QUA; SEMPLICE E GIA’ RISOLTO. Alloraaaaa …!!!!????!!!!
28/09/11 francesco zaffuto
Il contenuto di questo post continua su
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immagine - logo no ammazza blog

INCONTRO di BLOGGER a MILANO



Incredibile le bottiglie si incontrano!!!! Sì, quei messaggi che avete con pazienza inserito nella bottiglia e poi buttato in mare aperto di internet si incontrano.
Vuoi dire si leggono?
Voglio dire che addirittura si incontrano e brindano insieme.
Ma dove?
In una trattoria di Milano.
Possibile? Ma quando?
L’otto otto bre.
Non ci credo.
Ma vedi che non te lo dico solo io, puoi guardare anche su
http://senecamilano.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
http://sandramaccaferri.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
http://mainiadriano.blogspot.com/2011/09/chi-vuol-esserci-ci-sia.html
o su
ecc. … ecc …
Che vuol dire ecc.. ecc?
Vuol di che ti devi da ‘na mossa pure te, vai a legge e …
E posso venire pure io?
Behh …. Sì … puoi venire pure te.
Ma guarda che io so contro?
Contro de che?
Per le idee sono contro, io so un bolg antagonista?
Anta … chè?
Vuol di che so schierato ma sono contro gli schieramenti?
Ma puoi bere un tantinello di vino con la bocca?
So … pure a.. a.. astemio.
Mannaggia a te … vieni e te bevi l’acqua con le bollicine.
Magari è meglio naturale.
…. e magari naturale. Allora che fai, vieni?
Ce penso ancora un po’.
E datte ‘na mossa!
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Immagine di due bottiglie di messaggi che sulle onde del mare sembrano inseguirsi – tratta dal bloghttp://lastanzadelte.blogspot.com/2011/04/il-messaggio-nella-bottiglia.html

martedì 27 settembre 2011

Le frasi di Freiburg


In occasione dell’omelia pronunciata a Freiburg Benedetto XVI ha usato queste frasi:

"I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli" (Mt 21,31-32). Tradotta nel linguaggio del tempo, l’affermazione potrebbe suonare più o meno così: agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei loro peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli "di routine", che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato da questo, dalla fede.

(per la versione integrale dell’omelia
Sono frasi sicuramente importanti che penso vadano poste in rilievo: l’agnosticismo vissuto come ricerca e ansia di verità viene posto in luce e non interpretato come tenebra e perdizione; l’abitudinaria routine viene considerata come condizione che può portare all’indifferenza.
Spero che il senso profondo di queste frasi sia non tanto bastonare i cattolici “di routine”, quanto piuttosto dare peso al travaglio interiore della ricerca.
Anche l’agnosticismo e l’ateismo possono essere vissuti come esercizio di maniera, la preziosità dell’uomo è la domanda. E insieme alla domanda è necessario l’operare verso la concordia.
Le incrostazioni del tempo, che chiamiamo Storia, sono ancora pesanti ed hanno creato irrigidimenti e steccati. Qualche dubbio se lo devono fare venire anche i cattolici più ferventi; almeno su come è stata intesa la verità o su come è stata offuscata a tal punto da giustificare delitti e persecuzioni. Le frasi di Freiburg, accompagnati dal dialogo interreligioso, possono iniziare il cammino verso un nuovo umanesimo, una strada difficile ma necessaria.
27/09/11 francesco zaffuto
Immagine – il sole luminoso di Edvard Munch

lunedì 26 settembre 2011

UN SALUTO A SERGIO BONELLI



Ci ha lasciato oggi Sergio Bonelli
Era il padre editoriale del fumetto italiano: un insieme di sogni e di arte, un immaginario discreto e silenzioso che non aveva bisogno di rumori e tecnologie per tenerci compagnia
Tex, Carson, Dilan Dog, Mister No, Zagor, Martin Myster …. e tanti altri lo salutano, mi aggrego a questo saluto. Grazie, e spero che qualcuno possa continuare il tuo lavoro.
26/09/11 francesco zaffuto
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Immagine – una copertina di Tex

domenica 25 settembre 2011

PAURA


esprimo solidarietà e faccio girare questo post
di Marigo Giandiego
Ci ho messo un poco per fare questo post. Ci ho pensato a lungo…il rischio era di fare leva sul pietismo, parlandovi di me. Fare il piagnisteo è davvero l’ultimo dei miei desideri.
Ancora una volta vi voglio dire, tranquillizzandovi, che non vi sto chiedendo niente. State tranquilli alla fine di questo post non dovrete nemmeno fare un sms da un euro.
Non vi chiedo nemmeno un’adesione, solo vorrei parlare e descrivere questa“sensazione”, questo “dolore”, pechè lo scrivere per me sta diventando come il respirare, un’attività normale, vitale, quasi automatica, anche se nessuno sembra volermene riconoscere la capacità ( per un poco di tempo ho accarezzato l’idea di farne il mio lavoro, di sentirmi poeta e scrittore ma pare che non sia possibile, se non hai fatto un passaggio televisivo o non sei figlio di…). Quindi non temete e soprattutto non moralizzatemi addosso, non cercate, maliziosamente, retroscena, non ci guadagno nulla. Non mi viene in tasca niente da tutto questo.
Ho paura, volevo dirlo!
Non l’ho avuta nemmeno quando il mio mondo e crollato e mi si è infranto addosso, togliendomi tutto…casa, lavoro, ogni garanzia…sino alla mia credibilità, distruggendomi la vita.
Non l’ho avuta le migliaia di volte che ho sfidato lo stato…il potere, il sistema.
Non l’ho avuta nemmeno il giorno in cui l’infarto mi ha portato sull’orlo della morte.
Oggi ho paura!
Paura del domani che non vedo più, che non dipende più da me e dalle mie forze, nemmeno nell’apparenza dell’illusione quotidiana. Mi è stato tolto il futuro. Tutto il mio agitarmi, il mio agire, il mio scrivere. Il mio stesso pensare, oggi e sempre di più domani diviene marginale…ininfluente, inutile. Molte parole di conforto, retoriche e vuote, potrebbero essere sprecate. Molti potrebbero dirmi “non mollare” oppure che so “resisti”…non tocca più a me, la società mi ha buttato ai margini…senza speranza di rientrare…ed ora mi racconta che è colpa mia se sono lì, che sono inutile…che sono un peso. Che tutto il mio percorso, una vita intera, altro non è stato che un fastidio…un’inutile avvicendarsi di giornate.......


sabato 24 settembre 2011

Gli effetti dello sconto limitato sui libri


Da settembre sui libri si applica la nuova legge sugli sconti limitati
Massimi sconti del 15%; tranne le promozioni che possono portare gli sconti al 25%, promosse da editori, previa informazione a tutte le librerie (esclusi da questa normativa generale: il mese di dicembre proibito alle promozioni e gli sconti più elevati sui libri fuori catalogo e sui costosi libri d’arte).
Lo scopo di questa legge dovrebbe essere proteggere le piccole librerie. Nei fatti vengono colpiti i lettori acquirenti dei libri e le grandi aziende (tipo Amazon e IBS) che avevano cominciato a operare sulle vendite via internet con sconti elevati. In quanto alle piccole librerie si mettono a riparo dalla concorrenza via internet ma continueranno a subire la concorrenza delle grandi librerie (che nelle grandi città fanno capo a grandi gruppi editoriali), gruppi editoriali che potranno lanciare campagne promozionali che i piccoli dovranno accettare o subire.
Non avendo il mito del libero mercato, questa misura non mi scandalizza. Ma nel nostro paese dove spesso si parla a sbafo di libero mercato veder passare una legge che stabilisce gli sconti sui libri è quantomeno contraddittorio.
24/09/11 francesco zaffuto
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Immagine libri aperti – da internet

Alla prossima, il satellite Uars si allontana

Notizia ansa delle Ansa delle 9,59 di oggi 24 settembre

Il satellite americano Uars è rientrato nell'atmosfera fra le 5,23 2 le 7,09 di questa mattina (ora italiana) su un'area compresa fra Canada. Africa e una vasta zona del Pacifico.


Per chi si aspettava di sentirlo arrivare in Italia sulla propria testa o sulla testa del vicino, tutto rinviato? Non è detto, aspettiamo dai geni che tutto sanno qualche notizia definitiva.
Per dettagli al post precedente
Stamani pensavo di trovare notizie in prima pagina del Corriere. Ma niente affatto, relegato come qualsiasi incidente stradale grave nelle pagine interne. Conta molto meno di Alfano.

Tra meno di cinque settimane pare che ne cadrà un altro

NON ABITUIAMOCI

nota finale, tanto per la precisione delle previsioni, è caduto nel Pacifico vicino al Canada

venerdì 23 settembre 2011

Non è un meteorite, è spazzatura


Non è un meteorite, si tratta di merda pietrificata che abbiamo lanciato noi nel cielo e ora ci ricade addosso dopo venti anni.
Ci stanno dicendo che la probabilità che ci caschi addosso sia dello 0,9%. Confortevole! Ci danno anche delle indicazioni di comportamento. Questa notte evitate di dormire ai piani alti, scendete dal vostro vicino di casa al primo piano e chiedete di dormire con lui. Evitate di stare all’aperto, mettetevi sotto un architrave per tutta la notte. http://www.diariodelweb.it/Articolo/SciTech/?d=20110922&id=217392
Di questi oggetti, dato del 2006, a partire dalle orbite più basse , fino a quelli geostazionari a 36.000 Km di altitudine, pare che attualmente ruotano intorno alla Terra circa 10.000 Satelliti artificiali; molti dei quali non più in uso e inattivi.
(La nostra atmosfera terrestre è una vera e propria pattumiera: lassù ci sono circa 35 milioni di schegge impazzite che viaggiano a 36.000 km/h. Ci sono serbatoi di razzi, lamiere, viti, bulloni e schegge piccolissime che ruotano a velocità paurose attorno alla Terra. Circa il 90% si trova fra i 400 ed i 1.500 km, cioè verso la periferia dell'atmosfera mentre il rimanente 10% si trova a quota di poco superiore ai 36.000 km. http://digilander.libero.it/cuf.fe/satelliti.htm)
Nel prossimo futuro questo tipo di incidente potrà diventare normale, come quei cinque mila morti annuali sulle strade d’Italia. Dicono che dobbiamo abituarci, è il prezzo che dobbiamo pagare per le nostre telefonate al cellulare, il prezzo della nostra ricerca scientifica, il prezzo della nostra potenza.
Firmatoil troglodita - che in questo momento sta usando la tecnologia del web per parlare male della tecnologia.
P.S. La nostra esistenza moderna è contraddittoria e lo sarà ancora di più nel futuro, ma il pericolo maggiore sarà la nostra abitudine all’incidente: NON ABITUIAMOCI
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Immagine – l’antica scultura di Atlante che sorregge la terra

giovedì 22 settembre 2011

Troy Davis ucciso dalla giustizia della morte


Apprendiamo che questa notte in USA è stato ucciso Troy Davis in esecuzione di una condanna a morte. C’erano anche dubbi sulla sua colpevolezza e tra un rinvio e l’altro attendeva l’esecuzione da 20 anni.
Il 30 novembre 1786 il Granduca di Toscana aboliva la pena di morte e la tortura; in quel periodo storico in Italia, Cesare Beccaria, un grande filosofo e grande uomo, con il suo libro “Dei delitti e delle pene” mise a nudo l’assurdità di quella pena e indicò la strada per una giustizia capace di fare evolvere l’uomo.
Nel mondo ancora oggi 68 Stati prevedono la pena di morte nel codice penale; 30 Stati mantengono la pena di morte anche per reati comuni ma di fatto non ne hanno fatto uso da dieci anni; in 10 Stati è in vigore ma solo limitatamente a reati commessi in situazioni eccezionali, ad esempio in tempo di guerra; 89 Stati l'hanno abolita completamente.
Sono tanti i paesi che si sono liberati di questa pena selvaggia, l’ONU con una decisione ratificata dall'Assemblea generale (con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti) ha ratificato una moratoria il 18 dicembre 2007 per la sospensione. Ma oggi 22 settembre 2011 la nazione che pretende di indicare valori di libertà e democrazia continua ad applicare la pena di morte; e la Cina, grande paese che può condizionare l’economia mondiale, continua ad applicarla alla grande.
E’ ancora lunga la strada per liberarci da una giustizia selvaggia è ancora lunga la strada dell’umanità.
22/09/11 francesco zaffuto
Immagine – crisantemi bianchi

martedì 20 settembre 2011

LO STAMPAGGIO DEL DENARO




Mi è capitato spesso di incontrare su internet questa tesi (la riporto sinteticamente in colore):

Lo Stato, invece di stampare il suo denaro a costo zero e senza interessi (come potrebbe fare uno Stato Sovrano), lo acquista da banche private emettendo Titoli gravati da elevati interessi, per cui l’attuale debito pubblico è matematicamente impagabile. Infatti, per azzerare tale debito pubblico italiano bisognerebbe creare altri 1.900 miliardi di euro, che nella situazione attuale di assenza di sovranità monetaria, con la cessione della potestà di emissione delle banconote ad un sistema bancario privato, vorrebbe dire creare ulteriori titoli di Stato (di indebitamento) per 1.900 miliardi, portando così il debito pubblico a 3.800 miliardi. Ed è per questo che il debito pubblico prima o poi non può che essere ricusato, ovvero annullato: è impagabile (nella situazione di mancanza di sovranità monetaria).
L’ipotesi che l’attuale debito pubblico possa arrivare a diventare impagabile è una ipotesi possibile. L’ipotesi che lo Stato possa avocare a sè la prerogativa di stampare il denaro, quello che ha corso forzoso nel territorio dello Stato, è un’ipotesi anch’essa praticabile con l’uscita dell’Euro e togliendo alla Banca d’Italia la prerogativa di istituto di emissione.
Ma lo Stato che stampa denaro non può essere libero nelle sue fantasie di stamparne quanto ne vuole; il denaro come qualsiasi altro bene più ce ne è e meno vale nel confronto con gli altri beni. Il denaro, bene misuratore, è esso stesso bene misurato.
Il cosiddetto pareggio tra entrate fiscali raccolte dallo Stato e uscite per spese dello Stato è un obbiettivo di sana amministrazione che deve essere lo stesso perseguito. Qualora tale pareggio venga colmato con emissione di nuovo denaro stampato all’occorrenza, tale misura si traduce in una inflazione monetaria che va a gravare come aumento generalizzato di tutti i prezzi e di conseguenza con danno generalizzato su tutti i cittadini, e i cittadini meno ricchi vedrebbero svalutati i pochi mezzi a disposizione.

L’azzeramento del debito alla maniera dell’Islanda, per l’Italia diventa una manovra molto più complessa per il suo grado di inserimento nelle dinamiche europee, significa uscita dall’Euro dell’Italia, con probabile fine dell’avventura Euro e della stessa Europa comunitaria.

La cosa migliore è rivedere i patti dell’Euro abbandonando le logiche liberiste. Intanto un indebolimento dell’Euro a fronte di una emissione di Eurobond non è un dramma per un Euro che in 9 anni è costantemente cresciuto nei confronti del dollaro e di altre valute. Nel contempo occorre avviare un cambiamento di rotta: i paesi europei vanno lasciati liberi di avviare un processo di razionalizzazione del credito e del risparmio, razionalizzazione che può prevedere la nazionalizzazione di banche, un abbandono della concezione privatistica nell’economia, avvio di esperimenti fruttuosi di economia mista per concorrere alla piena occupazione. Ai mercati vanno date clausole europee capaci di impedire le operazioni allo scoperto, tassazione minima delle transazioni finanziarie a breve, ordine e revisione dei derivati. In quest’ottica le misure rigide sul pareggio di bilancio potrebbero essere condivise anche dalle popolazioni europee dedite al lavoro.
L’Italia può avviare un lento rientro dal debito anche meglio di altri paesi europei: attualmente il 40% dell’esposizione debitoria dello Stato italiano è con banche estere ma il 60% è un debito con banche e risparmiatori italiani. L’asse del debito deve spostarsi verso l’interno, e verso un rapporto diretto Stato – Cittadini, e lo Stato italiano può farlo ricorrendo a strumenti che aveva cominciato a dismettere; la struttura delle Poste è la struttura più diffusa sul territorio nazionale in termini di sportelli e deve ritornare ad un totale controllo pubblico; lo Stato attraverso tale struttura potrà esercitare stimolo al risparmio delle famiglie e al credito sociale. Va data la proibizione a tutti gli enti locali di indebitarsi con le banche private e l’obbligo di ricorrere ad un’unica Cassa depositi e prestiti pubblica. La riscossione di tutte le imposte va fatta tramite versamenti in c/c postali al fine di eliminare tutti i costi di aggio delle esattorie bancarie.
Sul fronte dell’entrate vanno varate: imposta patrimoniale sui grandi patrimoni e un’ IRPEF progressivamente calibrata e senza i grandi scaglioni alla Tremonti Da TREMONTI a TREALIQUOTE .
Sul fronte delle spese: l’immediato abbattimento dei costi della politica con un netto dimezzamento, l’eliminazione di opere faraoniche come Ponte sullo stretto e TAV.
Nel contempo vanno avviati incentivi e interventi statali per la crescita in settori mirati: ricerca scientifica, agricoltura come scelta strategica, energie rinnovabili, riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, conversione dell’industria automobilistica verso auto elettriche. Non è più il tempo di perseguire la crescita generalizzata come effetto macroeconomico, ma occorre stimolare la crescita dei settori che si intendono sviluppare per uno sviluppo ordinato senza degradare territorio, la degradazione fa solo aumentare successivamente i costi.

20/09/11 francesco zaffuto




immagine - foto tratta da internet di un po' di euro in banconote e metallo